Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
Caffeina-Stagione-Teatrale-580x60
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Cronaca - L'uomo, un 40enne ricercato, è stato rintracciato alla stazione monitorando gli spostamenti del suo smartphone - Il bilancio delle attività del 2018 del compartimento polizia postale e delle comunicazioni del Lazio

Uccise a coltellate un uomo in Francia, arrestato a Orte

Condividi la notizia:

Polizia postale

Polizia postale

Viterbo – Uccise a coltellate un uomo in Francia, 40enne arrestato a Orte. L’uomo, ricercato, è stato rintracciato grazie a complessi servizi tecnici che hanno permesso di monitorare gli spostamenti dello smartphone in uso al latitante.

E’ questo uno dei risultati ottenuti dal compartimento polizia postale e delle comunicazioni del Lazio che fa un bilancio delle attività svolte nel 2018. 

“In un contesto socio economico – si legge in una nota della questura – continuamente stravolto dalla diffusione di nuove tecnologie, è noto come negli ultimi anni a un costante incremento del benessere dei cittadini abbia fatto da contraltare la continua diffusione sul mondo digitale di una serie di reati che in precedenza erano presenti esclusivamente nel mondo reale.

In tale scenario “digitale”, per molti particolarmente insidioso, si rende sempre più necessaria l’adozione di strategie di prevenzione e conrasto dei reati, al pari del mondo reale.

La polizia postale e delle comunicazioni, dunque, ha il compito di indagare su tutto ciò che accade nel web, ma anche vigilare e soccorrere gli internauti in difficoltà, svolgendo altresì una costante e puntuale attività di prevenzione grazie alle innumerevoli iniziative volte a fornire le dovute informazione sui rischi del web”.

Di seguito sono indicati i risultati dell’attività messa in campo nell’anno 2018 dal compartimento polizia postale e delle comunicazioni per il Lazio.

Attività di prevenzione:
“Nell’ambito dell’attività – si legge nella nota – volta a prevenire la commissione dei reati di propria competenza, il compartimento ha svolto un’importante campagna di sensibilizzazione e informazione dei cittadini. In particolare, oltre alle 4722 denunce, la polizia postale ha trattato circa 1298 e-mail e segnalazioni.

Inoltre, nell’ambito di una vasta campagna, a livello nazionale, per la prevenzione dei rischi connessi alla navigazione in Internet di adolescenti, gli operatori del compartimento polizia postale e delle comunicazioni di Roma hanno effettuato numerosi incontri nelle scuole del Lazio, coinvolgendo circa 29mila 195 studenti, 2376 docenti e 2739 genitori, trattando argomenti come phishlng, hackedng, adescamento on line, truffe, furti di identità e cyberbullismo”. 

Controllo del territorio
“Al fine di prevenire e contrastare i reati commessi nell’ambito del circuito postale, questo compartimento ha garantito 997 pattuglie sul territorio che si sono occupate di vigilare gli uffici postali della Regione, soprattutto per evitare rapine in danni di anziani intenti a ritirare la pensione.

In tale ambito si segnala come siano stati recuperati 25mila 835 euro derivanti da furto di corrispondenza e 191mila 373 euro in seguito a tentate rapine”.

Attività di repressione
“Le indagini svolte dal compartimento seguono le materie delineate dalla direttiva ministeriale del 15 agosto 2017, che sono le seguenti:

– Pedopornografia e violenza su minori online;
– Cyber terrorismo;
– Hacking e financial cybercrime;
– Attacchi Cyber e protezione delle Infrastrutture critiche del paese
– Reati postali.

In tale ambito, nel 2018, per quanto attiene al contrasto alla pedopornografia online, sono stati centinaia di casi, che hanno portato all’arresto di cinque persone e alla denuncia di 65 soggetti per detenzione e condivisione di materiale pedopornografico”.

Si legge ancora nella nota: “Nel corso dell’attività sono stati inoltre visionati oltre 24mila 893 spazi virtuali. In tale ambito, appare opportuno evidenziare, all’esito di un’articolata attività di indagine, l’esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un italiano, A.M. di 40 anni, per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico.

Il soggetto, già noto al compartimento per aver già commesso in passato i reati, recentemente era stato oggetto anche di un servizio giornalistico della trasmissione televisiva “Le lene”. L’indagine muoveva da una segnalazione fatta da un cittadino, abituale frequentatore di siti di incontri sessuali per adulti, che si è accorto di aver ricevuto durante una sessione di chat con il quarantenne foto ritraenti una minore, indicata dall’interlocutore come figlia della sua attuale compagna.

L’immediata attività di indagine ha permesso di identificare il 40enne autore dell’illecita divulgazione che, poi, è stato sottoposto a perquisizione personale, in casa e informatica. All’esito degli accertamenti tecnico-informatici effettuati sui dispositivi sequestrati sono state ritrovate 1256 immagini e 449 video dal chiaro contenuto pedopornogrnfico, caratterizzati da particolare efferatezza in quanto avrebbero coinvolto minori in giovanissima età, anche neonati, sottoposti a brutali atti sessuali”.

Nell’ambito del cyber-terrorismo, continua la nota: “nel corso del 2018 è stato effettuato un costante monitoraggio della rete, per individuare fenomeni di eversione e terrorismo attuati tramite Internet, sia a livello nazionale che internazionale, visionando circa 4040 spazi virtuali (siti web, media, blog, forum, profili di soclal network). In particolare, sono stati trattati 725 casi che hanno condotto alla denuncia di 41 persone, 3 arresti e 5 perquisizioni”.

Quindi: “Tra le attività più significative in questo settore – continua la nota -, si segnala un’operazione scaturita da un ordine di indagine europeo proveniente dalla Francia e riguardante il rintraccio in territorio italiano di un cittadino francese nato in Algeria di 32 anni, responsabile di aver ucciso a coltellate un connazionale nel corso di una rissa svoltasi a Cenon (Francia).

Gli operatori del compartimento, muovendo dalle tracce informatiche lasciate in seguito agli accessi effettuati dal latitante sul proprio profilo Facebook, utilizzando la connessione alla rete wi-fi pubblica di una nota libreria di Milano, sono riusciti a individuare l’ambito territoriale frequentato dall’uomo.

La successiva attività di indagine, attuata anche attraverso complessi servizi tecnici che hanno permesso di monitorare gli spostamenti dello smartphone in uso al latitante, hanno consentito la sua precisa localizzazione sul treno regionale Firenze-Roma pertanto, il personale di questo compartimento è andato alla stazione di Orte per evitare che il ricercato, una volta arrivato a Roma, potesse dileguarsi. Il latitante, dunque, è stato così individuato, arrestato e portato a Regina Coeli”.

In materia di contrasto ai reati informatici contro la persona (molestie, minacce, trattamento illecito dei dati personali, accesso abusivo sui profili social network, stalking, sextortion e diffamazione online) sono stati trattati circa 1215 casi, monitorando oltre 8069 spazi virtuali, riscontrandone circa 177 con contenuti illeciti.

“L’attività investigativa – continua la nota – in questo settore ha portato alla denuncia di 11 persone e all’esecuzione di 8 perquisizioni. In materia e-commerce, contrasto al phishing o alla clonazione di carte di credito e/o debito, perpetrate con il furto di identità digitali e al finto di ingenti somme da conti correnti di società o risparmiatori (Financial cyber crune), sono state eseguite operazioni di particolare interesse anche a livello nazionale.

L’attività investigativa ha portato all’arresto di sei persone e all’esecuzione di 14 perquisizioni.

Le attività investigative del compartimento in materia di e-commerce e telefonia, con oltre 1886 casi trattati e un danno stimato superiore ai 2,5 milioni di euro, coprono una vasta casistica dalla falsa vendita online di biglietti di eventi come concerti e partite di calcio, falsi annunci di locazione di case vacanza pubblicati in rete internet, false vendite on line di materiale telefonico e informatico, di mezzi agricoli, di materiale elettrico, di autovetture, di tv.

Le indagini hanno riguardato molteplici siti internet di compravendita e hanno portato alla denuncia di 274 persone per truffa, sostituzione di persona, appropriazione indebita, ricettazione, inosservanza dei provvedimenti dell’autorità e simulazione di reato)”.

Infine: “Occorre evidenziare come nel corso del 2018 siano aumentati considerevolmente i casi di truffa online commessi mediante l’utilizzo di piattaforme di trading online illeciti; in tutte le segnalazioni ricevute, infatti, è possibile individuare il medesimo modus operandi. 

In particolare – si legge nella nota -, in seguito ai primi investimenti effettuati su portafogli virtuali, si ha da subito la percezione di ottenere grossi guadagni, e si è così invogliati ad effettuare ulteriori versamenti di somme di denaro sempre più consistenti, magari pressati da sedicenti consulenti della società che sollecitano il raggiungimento di risultati ancora migliori. Tuttavia, dopo i primi guadagni si iniziano a manifestare sul portafoglio virtuale le prime perdite che, sempre in seguito ai suggerimenti forniti dai sedicenti consulenti finanziari, si cerca di recuperare con nuovi investimenti, ma in tutti i casi si perde la somma che si è investito.

In tale contesto, questo compartimento ha eseguito, in seguito all’emissione di apposito decreto da parte della competente autorità giudiziaria, il sequestro preventivo mediante oscuramento di oltre 15 siti utilizzati per commettere la specifica condotta criminosa”.


Condividi la notizia:
30 dicembre, 2018

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR