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Viterbo - Il cantante dei Costa Volpara parla della nuova creazione - sarà disponibile negli store online da venerdì 7 dicembre

“Un mestiere che non è”, esce il nuovo album di Antonello Giovanni Budano

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Paolo Moriconi e Antonello Budano

Paolo Moriconi e Antonello Budano

Antonello Budano

Antonello Budano

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Se Antonello Giovanni Budano e Costa Volpara fossero nati una ventina prima, adesso staremmo parlando del nuovo lavoro discografico di un cantautore/gruppo storico della musica italiana e, a salutarne l’uscita, sarebbe qualche critico di quelli che contano davvero.

Invece Antonello deve accontentarsi – per oggi – dell’umile supporto morale del Mini Festival di Viterbo e qualcuno se ne chiederà certamente il motivo.

Cosa c’entra questo menestrello che scrive testi profondi e pungenti – che intercala con un sarcasmo amaro, al limite del cinismo, con il suo vocione baritonale e la chitarra a tracolla – con il concorso giovanile conclusosi pochi giorni fa?

C’entra, eccome. Dietro la maschera da “duro” si nasconde, ma non troppo, l’anima e il cuore di un uomo che non esita a mettere a disposizione le sue capacità a chiunque gli chieda un aiuto, piccolo o grande.

In questo caso, il cantautore che talvolta, sul palco, riesce a mettere addirittura in soggezione gli ascoltatori, ha assunto il ruolo (da una decina d’anni) di “angelo custode” di bambine/i e ragazze/i che partecipano al Mini Festival di Viterbo: dà loro consigli, incoraggiamenti… quello che serve per affrontare il pubblico, insomma.

Così, adesso, è un vero piacere accompagnarlo nella sua nuova produzione discografica, per fargli sentire l’affetto e la presenza di un pubblico che, probabilmente, non è propriamente il “suo”, ma che ha imparato ad apprezzarlo lo stesso, per quello che è.

“Venerdì 7 dicembre  – spiega Budano – sarà disponibile, negli store online, “Un mestiere che non è”, by Antonello Giovanni Budano & Costa Volpara.

Con questa mia, vorrei spiegare come è nato il “disco”, messo tra virgolette in quanto non uscirà il supporto fisico CD, almeno per il momento; potrei addurre motivazioni che rendano tutto alternativo e accattivante, ma la realtà è che stampare le copie costa troppo e non ho i soldi per farlo.

Certo, non è proprio un gran che come lancio promozionale ma – se pur ai giorni nostri l’onestà intellettuale è sconveniente – non posso far a meno di essere sincero con “i miei venti ascoltatori”… Manzoni mi perdoni per questo mio accostamento azzardato.

Ho passato gli ultimi due anni quasi sempre a casa – eccetto quando avevo da suonare – un po’ per risparmiare, un po’ perché non ho molta voglia di uscire… nessuno direbbe mai che questi sembrino vagamente i sintomi di una depressione… ci scherzo su… chi non lo è ai giorni d’oggi?

Mi mettevo nel mio studio, tenuto su col nastro adesivo, e arrangiavo le mie canzoni, senza un obbiettivo preciso, solo per farmi un’idea del vestito che avrei potuto far indossare loro; in termine tecnico si chiamano pre-produzioni, di volta in volta dimenticavo ciò che avevo fatto e rimanevano congelate nella memoria rigida del pc.

Poi, ad ottobre, è uscito il libro che ho scritto insieme ad Angelo Deiana – “Albe, giorni e altri bagliori”, editato da “Infinito Edizioni”, con prefazione di Mogol e postfazione del mio amico Alberto Bertoli, figlio del compianto Pierangelo – ed abbiamo cominciato a girare alcuni posti per presentarlo, facendo quello che si chiama reading musicale.

L’undici novembre di quest’anno, mi trovavo in una sala a parlare e cantare di questo libro – senza amplificazioni – io, Angelo e i miei amici musicisti, davanti ad un pubblico seduto e attento… ho provato una bella sensazione, ho sentito e visto che la mia voce, senza microfono, riusciva ad arrivare fino all’ultima fila, come si faceva tanto tempo fa.

Tornato a casa, così come succede spesso per i cantautori, ho scritto una canzone di getto – “Un mestiere che non è” – e, all’improvviso, mi sono ricordato delle altre canzoni; prendendo carta e penna per elencarle, ho visto che c’erano tredici tracce: in fondo, non avevo buttato via il mio tempo.

Dunque, il mio nome è Antonello Giovanni Budano, figlio di Lina e Giovanni… quello che dovevo dire, l’ho detto in questo disco – con i limiti dei miei mezzi e delle mie capacità – e, per me, è un privilegio suonare con Cristiano Pizzati e Roberto Galli.

Nell’album, troverete le seguenti canzoni: Un mestiere che non è, Non so quanti anni ho, Onda lunga dell’inverno, Non basta una canzone, Caro foglio, Tasti bianchi, La casa degli specchi, Grazie a te, L’Anticiclone delle Azzorre, Vivo così, Stupendi assassini del cuore, La commedia della verità (splendida canzone di Michel Yammine), Sei miliardi di parole (Bonus Track).

Invio un saluto particolare all’organizzazione del Mini Festival di Viterbo che mi consente, ogni anno, di fare da angelo custode ai bravissimi concorrenti che vi partecipano.

Spero di avervi fatto cosa gradita e approfitto per augurarvi un buon Natale, insieme alle vostre famiglie!”

La title track, ascoltata in anteprima al Mini Festival di Viterbo, parla dell’attuale mondo della musica, popolato da tanti personaggi fatui e falsi, Antonello è uno di quelli veri. Facciamo il tifo per lui.

Paolo Moricoli
Mini Festival di Viterbo

6 dicembre, 2018

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