--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Incendio al Carmine - Parlano gli amici del ventenne morto nel rogo della vigilia di Natale - In corso una colletta per restituire il corpo ai familiari - Nelle prossime ore l'autopsia, ai funerali potrebbe pensare il comune

“Voleva fare il sarto, a gennaio avrebbe cominciato la scuola”

di Silvana Cortignani

Teverina-Buskers-560x60-sett-19

Condividi la notizia:

Incendio al Carmine - Andrea Nerici con Aliu Ndong

Incendio al Carmine – Andrea Nerici con Aliu Ndong

Incendio al Carmine - L'abitazione diAndrea Nerici

Incendio al Carmine – L’abitazione di Andrea Nerici

Incendio al Carmine - La cantinetta della tragedia

Incendio al Carmine – La cantinetta della tragedia

Incendio al Carmine - Quello che resta annerito dal fumo

Incendio al Carmine – Quello che resta annerito dal fumo

Viterbo – Alieu voleva fare il sarto. In Italia da circa un anno e mezzo, Alieu Jallow, il ventenne del Gambia che ha perso la vita nell’incendio divampato la notte tra il 23 e il 24 dicembre in una palazzina delle ex case minime di via Vico Squarano al Carmine, stava per cominciare il corso di formazione professionale che avrebbe dovuto cambiargli la vita.

Le fiamme sono divampate nella cantinetta dove dormiva il 29enne romeno indagato a piede libero per la tragedia. Al primo piano il padrone di casa Andrea Nerici, che per la prima sera ospitava la vittima e da un mese e mezzo Aliu Ndong, 23enne, anche lui del Gambia, amico di Alieu e tramite nel trovargli una casa vera.


Video: Incendio in una palazzina al Carmine – Gallery: I locali andati a fuoco nella palazzina al Carmine – A fuoco appartamento, muore ventenne 


A raccontare i sogni e gli ultimi giorni di vita della vittima è proprio il suo amico Aliu, mentre sta andando a mangiare alla mensa della Caritas in via San Laonardo con Andrea.

“Con gli altri connazionali che vivono a Viterbo, stiamo facendo una colletta per restituire il corpo di Alieu alla famiglia, in Gambia, non sappiamo se i genitori abbiano già saputo cosa è successo al figlio, ma è giusto che possano riaverlo vicino”, spiega il 23enne con gli occhi velati di malinconia, ma l’ombra di un sorriso nonostante tutto.

Il sindaco di Viterbo, Giovanni Arena, si è attivato per le esequie, qualora dopo l’autopsia disposta per le prossime ore dal pm Franco Pacifici nessuno dovesse farsi avanti per provvedere ai funerali. In concomitanza con la nomina del medico legale, sarà disposto anche il riconoscimento del cadavere, seppure non da parte di un familiare.

“Io vivo in Italia da tre anni e faccio il bracciante agricolo, l’ultimo lavoro è stata la raccolta delle olive. Alieu, invece, voleva studiare per diventare sarto e stava per cominciare la scuola”, racconta il connazionale.

“Era felice, contento, ottimista, proiettato verso il futuro – racconta nel frattempo Andrea, assegnatario dell’alloggio popolare dalla cui cantinetta si è scatenata la tragedia – scrivetelo che aveva un sogno e che stava per realizzarlo, Alieu voleva fare il sarto. A gennaio sarebbe andato a fare la scuola per sarto, intanto dopo un anno e mezzo in Italia aveva trovato una casa vera dove stare”.

“L’abitazione di via Vico Squarano per ora è inagibile, siamo sfollati, meno male la Caritas che ha anche le tovaglie di Natale. Il problema è la notte – prosegue Andrea – si sta male fuori quando fa freddo, se nessuno ti ospita e devi dormire per strada. Ma speriamo di rientrare presto”.

Ospitare gente che ha bisogno, per lui è un’alternativa alla solitudine: “La casa è grande per me – spiega Nerici – ho sessanta anni, una pensioncina, quando mi chiamano faccio il giardiniere, che è il mio mestiere, ma quando rientro sono solo. Aliu sta da me da circa un mese e mezzo e il 23 dicembre è arrivato anche Alieu. Ognuno aveva la sua camera. Era la sua prima notte, la mattina dopo sarei andato a regolarizzarlo in questura”.

Invece Alieu è morto soffocato dal fumo mentre cercava scampo da un incendio, anche se l’ultima parola sulle cause del decesso spetterà all’autopsia disposta dalla procura.

Un incendio divampato non si sa come, visto che nella cantinetta dove dormiva il 29enne romeno non ci sarebbe stata nemmeno la corrente elettrica. Una sistemazione di fortuna, soltanto la notte. L’innesco sarebbe stata una candela, accesa per fare luce, che ha attaccato il materasso.

Il 29enne dell’est europeo è l’unico indagato, a piede libero, per incendio colposo, omicidio colposo e anche omissione di soccorso. Quando è scoppiato l’incendio sarebbe scappato, rendendosi irreperibile. Per rintracciarlo hanno impiegato due giorni i poliziotti della squadra mobile, che lo hanno trovato la mattina del giorno di Santo Stefano.

Silvana Cortignani


Articoli: “Aveva finalmente trovato casa, era la prima sera che Alieu dormiva qui” – Palazzina in fiamme al Carmine, denunciato 29enne per omicidio colposo – Soffocato dal fumo mentre cercava scampo dalle fiamme – Palazzina in fiamme al Carmine, morto ragazzo –  Incendio in appartamento al Carmine, muore 20enne – Incendio al Carmine, un morto e cinque evacuati


Condividi la notizia:
28 dicembre, 2018

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR