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Ragazzo morto nell'incendio al Carmine - Parla il difensore dell'unico indagato per il rogo di Natale - Ieri l'autopsia sul ventenne - L'assessore Barbieri: "Bonificheremo presto lo stabile"

“Aveva acceso una candela per scaldarsi, anche lui è una vittima”

di Silvana Cortignani

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Incendio al Carmine - L'abitazione diAndrea Nerici

Incendio al Carmine – L’abitazione di Andrea Nerici

Incendio al Carmine - Andrea Nerici

Incendio al Carmine – Andrea Nerici

Viterbo - Incendio in una palazzina al Carmine

Viterbo – Incendio in una palazzina al Carmine

Viterbo - Incendio in una palazzina al Carmine

Viterbo – Incendio in una palazzina al Carmine

Viterbo - Incendio in una palazzina al Carmine

Viterbo – Incendio in una palazzina al Carmine

Viterbo – “Aveva acceso una candela per scaldarsi, anche lui è una vittima”. Così il difensore d’ufficio parla del 29enne romeno indagato a piede libero per il rogo divampato la notte della previgilia di Natale nella cantinetta di una palazzina delle ex case minime nel quale ha perso la vita il ventenne gambiano Alieu Jallow. 

Il giovane dell’est europeo, anche lui ospite dell’inquilino del primo piano Andrea Nerici (come la vittima e un connazionale di 23 anni, che però stavano di sopra, all’interno dell’appartamento), per difendersi dal freddo pungente delle notti invernali, si sarebbe sistemato alla meglio nell’alloggio, privo di corrente elettrica, dormendo su un materasso. 

“Il mio assistito non aveva acceso fuochi, come qualcuno ha detto, ma soltanto una candela per scaldarsi. Fa tanta tristezza. Così giovane, ma così solo e abbandonato. Senza fissa dimora. Dorme dove può e mangia quando può. Parliamo di disagio ai massimi livelli, di una persona umile, di una vittima a sua volta”, spiega il difensore del 29enne.

L’uomo è stato iscritto nel registro degli indagati per incendio colposo, omicidio colposo e anche omissione di soccorso, essendosi dileguato quando è scattato l’allarme. Una fuga durata due giorni, il 24 e il 25 dicembre. Gli uomini della squadra mobile lo hanno rintracciato la mattina di Santo Stefano.

Ieri, intanto, è stato il giorno dell’autopsia sul corpo di Alieu Jallow, rinviata a dopo capodanno per problemi burocratici e eseguita nel pomeriggio presso l’obitorio del cimitero di San Lazzaro dalla dottoressa Maria Rosaria Aromatario, il medico legale della Sapienza di Roma incaricato dell’accertamento dal pubblico ministero Franco Pacifici.

Un atto dovuto, essendoci un’inchiesta in corso, anche se non sembrano esserci dubbi che il ventenne sia morto soffocato dal fumo, salendo lungo la tromba delle scale per cercare salvezza in alto, proprio dove la nuvola provocata dall’incendio si è addensata più fitta, uccidendolo.

Per il riconoscimento sono stati interpellati anche l’assegnatario dell’alloggio Andrea Nerici, giardiniere sessantenne, e Aliu Ndong, il 23enne gambiano che aveva fatto da tramite per lo sfortunato amico. L’ambasciata del Gambia, nel frattempo, avrebbe rintracciato e informato i parenti della vittima. La comunità islamica si è fatta avanti per la celebrazione dei funerali qualora i familiari non possano farsene carico. Il sindaco Giovanni Arena ancora ieri ha ribadito che “il Comune, se sarà necessario, è pronto a fare la sua parte”. I tanti ragazzi del Gambia che vivono nel Viterbese hanno organizzato una colletta per restituire la salma ai genitori, inviando in aereo il feretro del povero Alieu nel suo paese d’origine. 

Poi ci sono gli sfollati dello stabile al civico 50 di via Vico Squarano. La cantinetta dove si è sviluppato l’incendio è sotto sequestro per via delle indagini. Gli appartamenti ai piani superiori sono stati dichiarati inagibili dai vigili del fuoco, a causa dello strato di fuliggine nera e collosa lasciato su mobili e sulle pareti dallo stesso fumo denso e acre che ha soffocato il ventenne.

Andrea Nerici e Aliu Dong, per mangiare e per dormire, possono contare sulla Caritas. “Ma non è la stessa cosa, se non posso tornare a casa mia, preferisco stare per strada”, dice il sessantenne. 

Le ex case minime sono del Comune. In soccorso arriva quindi l’assessore al patrimonio Paolo Barbieri: “Il problema – dice – è stato la concomitanza con le feste, ma passata la Befana, già lunedì, contiamo di poter inviare una ditta per la bonifica degli alloggi. Inoltre, con gli uffici, abbiamo detto di rivedere l’impianto elettrico e far fare un controllo per verificare, più in generale, se ci siano eventuali criticità”. “In tempi brevi, per far rientrare al più presto gli inquilini”, garantisce Barbieri. 

Silvana Cortignani


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4 gennaio, 2019

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