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Viterbo - La famiglia potrà dare l'ultimo saluto al ventenne ucciso da un incendio divampato al Carmine - Il comune contribuisce alle spese - Il sindaco Arena: "E' un atto di solidarietà"

Alieu Jallow tornerà in Gambia

di Daniele Camilli
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Viterbo – Tornerà in Gambia Alieu Jallow, il ventenne ucciso da un incendio divampato la notte tra il 23 e il 24 dicembre al civico 50 di via Vico Squarano, nel quartiere del Carmine.


Video: Incendio in una palazzina al Carmine – Fotocronaca: I locali andati a fuoco nella palazzina al Carmine – A fuoco palazzina, muore ventenne


La città dei papi scrive una bella pagina di storia. Protagonisti un operaio e il sindaco Giovanni Arena. Assieme a loro l’intera comunità islamica di Viterbo. In queste settimane, insieme, si sono tutti impegnati per permettere alla famiglia di Alieu Jallow di poter dare l’ultimo saluto e seppellire il figlio dove è nato. Per averlo accanto.

L’operaio è Jerreh Ceesay, anche lui gambiano, che ha avviato assieme ad altri ragazzi e alla comunità islamica una raccolta fondi per sostenere le spese del trasporto. Al tempo stesso si è messo in contatto con Palazzo dei Priori trovando immediato ascolto e sostegno da parte del sindaco.

Per tornare in Gambia servono 4 mila euro. “Contribuire alle spese necessarie per permettere a questo povero ragazzo di tornare casa è un atto di solidarietà – ha detto Giovanni Arena -. Lo avremmo fatto per chiunque, così come sosteniamo chiunque non abbia i mezzi per poter avere un funerale dignitoso. Io non faccio distinzioni. Di nessun tipo. Una persona è una persona, punto e basta. E di fronte a tragedie come la perdita di un figlio noi non ci tiriamo indietro”.


Incendio al Carmine - L'abitazione diAndrea Nerici

Incendio al Carmine – L’abitazione dove è divampato l’incendio

Viterbo - Giovanni Arena

Viterbo – Giovanni Arena


L’incendio che ha ucciso Alieu Jallow era partito da una cantinetta al pianoterra di uno stabile al Carmine dove ci sono alloggi assegnati alle persone bisognose dal comune. 

Il giovane, originario del Gambia, in Italia da un anno e mezzo, era ospite, con un connazionale di 23 anni, dell’appartamento al primo piano abitato da Andrea Nerici, un giardiniere sessantenne che nel periodo delle feste aveva deciso di accogliere in casa anche il ragazzo, che sognava di avere un futuro, imparando a fare il sarto. 

Le fiamme sono divampate verso l’una e mezza nella cantinetta, priva di corrente elettrica, dove trascorreva la notte al riparo dal freddo un 29enne romeno, denunciato a piede libero per incendio colposo, omicidio colposo e omissione di soccorso. L’innesco sarebbe stato una candela usata per illuminare il locale, che avrebbe attaccato il materasso. Il fumo ha presto invaso il vano delle scale, salendo verso i piani superiori. Andrea Nerici si è salvato uscendo sul balcone in attesa dei soccorritori. Il connazionale della vittima, Aliu Ndong, ha fatto in tempo a scappare in strada.

Alieu, che sarebbe stato il primo a dare l’allarme, salvando la vita ai coinquilini, preso dal panico, sarebbe invece salito al piano di sopra per sottrarsi al fumo denso e acre che invece, salendo verso l’alto, lo avrebbe soffocato.


Viterbo - Incendio in una palazzina al Carmine

Viterbo – La palazzina dove è scoppiato l’incendio

Viterbo - Jerreh Lamin

Viterbo – Jerreh Ceesay


Dopo la morte, e l’autopsia eseguita a inizio gennaio, il corpo di Alieu è rimasto in obitorio in attesa di trovare i soldi per poter organizzare il trasporto della salma in Gambia dove vivono i genitori di Alieu che aveva anche una sorella e due fratelli. Braccianti agricoli di Basse, piccolo centro di 5 mila abitanti e capoluogo della divisione dell’Upper River a 250 km a est di Banjul, capitale del Gambia. 

“Sono stato in comune – ha detto Ceesay – e ho parlato con il sindaco e i dirigenti trovando massima disponibilità. Così come abbiamo avuto aiuto e sostegno da tutta la comunità islamica che si è mobilitata per il ragazzo e per poter permettere alla sua famiglia di poterlo salutare per l’ultima volta. Il comune di Viterbo ha preso contatto anche con quello di Acquapendente dove Alieu era residente. Ci risentiremo all’inizio della prossima settimana. Sempre in settimana faremo il lavaggio e la preghiera per Alieu, come prevede la religione musulmana. Dopodiché – chiude Jerreh Ceesay – tornerà in Gambia. Dalla sua famiglia. La terra che lo ha visto nascere e dove verrà sepolto”.

Daniele Camilli


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19 gennaio, 2019

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