--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Mafia viterbese - Nelle intercettazioni la feroce invettiva di Giuseppe Trovato contro il sindaco e l'assessore all'urbanistica considerato dagli inquirenti “poco collaborativo” - I carabinieri: "L'associazione puntava a controllare anche l'amministrazione comunale"

“Arena e Ubertini sono traditori di merda…”

Condividi la notizia:

Claudio Ubertini e Giovanni Arena

Claudio Ubertini e Giovanni Arena

Mafia a Viterbo - Giuseppe Trovato

Mafia a Viterbo – Giuseppe Trovato

Scacco alla Mafia nel Viterbese - Gli arrestati all'uscita dalla caserma dei carabinieri

Scacco alla Mafia nel Viterbese – Gli arrestati all’uscita dalla caserma dei carabinieri

Mafia a Viterbo - I tredici arrestati

Mafia a Viterbo – I tredici arrestati

Viterbo – “Giuseppe Trovato puntava a controllare anche l’amministrazione comunale”. I carabinieri di Viterbo ne sono sicuri, e lo scrivono in una nota del 20 giugno scorso finita nelle carte dell’inchiesta Erostrato.

Giugno 2018 è stato il mese delle elezioni comunali. Ma la nota dell’Arma è su un’intercettazione del 24 maggio, in piena campagna elettorale. Chiacchierando con un amico, “Trovato – scrivono gli investigatori – afferma che il candidato Giovanni Arena è meglio di Claudio Ubertini, anche se entrambi sono dei ‘traditori di merda’”. Trovato dice: “Non sono più amici, però questo (Arena, ndr) è un’altra merda. Un figlio di puttana. Ti promette e poi non ti aiuta”. Stando a quanto riportato dai carabinieri, “Zio Peppino” e l’amico “dialogano pure sul politico Daniele Sabatini”.

Ma è nei confronti di Claudio Ubertini, oggi assessore all’urbanistica, che “Trovato nutre sentimenti di odio”. Ma perché? “Trovato – spiegano le carte d’inchiesta – accusa Ubertini di abusare delle sue funzioni politiche e delle sue conoscenze per sollecitare controlli amministrativi nei confronti dei compro oro da lui gestiti e di avere interessi economici diretti, camuffati attraverso persone di fiducia, in attività di compro oro concorrenziali a quelle di Trovato”. Quest’ultima affermazione, di cui “Zio Peppino” sembra essere convinto, “non ha trovato – come sottolineano i carabinieri – riscontro nelle indagini”.

Da gennaio 2017 a giugno 2018, a Claudio Ubertini sono state distrutte tre auto: due sono state incendiate, mentre un’altra è stata danneggiate. A marzo 2017 una lettera con un proiettile e la scritta “Fai l’omm” è finita sulla scrivania dell’attuale assessore leghista. Mentre a giugno 2018 il figlio Enrico Maria ha trovato la carcassa di un tasso sul cofano della macchina.

Ascoltati dagli investigatori, gli Ubertini non nascondono il loro timore. “Viviamo in uno stato di profonda paura – affermano -, che ci ha convinti a non far sapere i particolari al resto della famiglia per non farli preoccupare o intimorire ulteriormente. Ma temiamo che possano verificarsi altri episodi che possano mettere in pericolo la nostra incolumità. Anche se non sappiamo chi possa essere l’autore degli atti violenti”.

Ma agli occhi degli inquirenti l’atteggiamento degli Ubertini appare “poco collaborativo”. In realtà sarebbero “ben consapevoli – scrivono nelle carte d’inchiesta – del registra degli atti intimidatori. Ma, fortemente provati, hanno preferito sottomettersi a Trovato”. I carabinieri parlano di “reticenza” e di “omertà, a dimostrazione – sottolineano – che le gravi intimidazioni nei confronti di Claudio Ubertini hanno sortito l’effetto voluto”. E anche “Zio Peppino” sembra rendersene conto: “Gli abbiamo fatto abbassare la… al padre e al figlio”, esclama in un’intercettazione.

Stando ai racconti fatti agli investigatori, Claudio ed Enrico Maria Ubertini conoscevano Trovato “da anni”. Di lui l’assessore dice: “Frequentiamo lo stesso bar di via Genova, gestito da Luigi Forieri. Capita che prendiamo un caffè insieme e scambiamo qualche battuta, e ho avuto modo di ascoltare delle sue lamentele sui continui controlli subiti da parte della polizia. Qualche volta l’ho incontrato in compagnia di persone che dall’aspetto mi sembravano poco raccomandabili e ho avuto modo di raccogliere anche lamentele sull’andamento dei suoi negozi che, a suo dire, nell’ultimo periodo, a causa della concorrenza, hanno registrato un notevole calo. Con Trovato – conclude Claudio Ubertini – non condivido alcun interesse professionale”.

Enrico Maria Ubertini, invece, di Trovato dice: “Lo conosco da quando ero socio della Time srl, la società che gestiva le discoteche Clubbino e Festival, ora chiuse. Trovato era un assiduo frequentatore di entrambi i locali e, nel periodo in cui le discoteche erano attive, ho anche avuto modo di intrattenere con lui conversazioni telefoniche. Anche se di rado e comunque sempre riferibili ai due locali notturni. Oggi lo incontro spesso al bar gestito da Forieri. Trovato è sempre stato gentile e ossequioso con me, tant’è che mi chiama Enrichetto. L’ultima volta che l’ho incontrato mi ha detto di aver appreso la notizia dell’incendio della mia auto e mi ha chiesto se si era saputo nulla in merito”.

Per gli inquirenti, Trovato ha “sete di vendetta nei confronti degli Ubertini”. E vuole “ammazzare di botte” Enrico Maria. Ma l’aggressione, già pianificata, viene fortunatamente sventata dai carabinieri. “Lo menamo, così sta calmo – esclama Trovato in un’intercettazione -. Un pugno in faccia e scappiamo, ma il pugno deve essere troppo forte. Poi gli spacchiamo la penna dentro la faccia, da fargli uscire il sangue. Pure un pezzo di ferro… pum, pum… proprio nella faccia. Lui e il padre, li crepiamo”.

Nel mirino dell’associazione mafiosa sarebbero dovute finire anche le donne di casa Ubertini, la figlia di Claudio e la fidanzata di Enrico Maria. Durante una conversazione con il fidanzato Giuseppe Trovato, “Fouzia Oufir – come riassumono i carabinieri – rimprovera il compagno che, se le avesse dato ascolto e avesse colpito le donne vicine agli Ubertini, a quest’ora avrebbero già risolto la pratica”. Fouzia Oufir afferma: “A quest’ora erano già sotto ai tuoi piedi”.

Nella stessa conversazione “Trovato e Oufir lasciano anche intendere che gli Ubertini avrebbero dovuto sborsare una cospicua somma di denaro per ‘avere la protezione’ del gruppo nei confronti di persone di Latina con le quali Claudio Ubertini sarebbe in contrasto. Da alcune battute che i fidanzati si scambiano sembra che in passato, dopo i primi attentati, gli Ubertini abbiano già riconosciuto 4mila euro all’organizzazione”.


Multimedia: Fotocronaca: Mafia a Viterbo – I tredici arrestati – Operazione Erostrato, gli arrestati – Scacco alla Mafia nel Viterbese – Video: Prestipino e Palma spiegano come agiva l’organizzazione mafiosa – 13 arresti per associazione a delinquere di stampo mafioso – Scacco alla Mafia nel Viterbese


Gli indagati

1. TROVATO Giuseppe, detto “Peppino”, 43enne originario di Lamezia Terme, da anni trasferitosi a Viterbo, dove gestisce tre Compro oro, con un ruolo di vertice nell’associazione smantellata;

2. REBESHI Ismail, detto “Ermal”, cittadino albanese di 36 anni, domiciliato a Viterbo, dove gestisce una rivendita di autovetture ed un locale notturno, anche questo con ruolo di vertice nel sodalizio;

3. PATOZI Spartak, detto “Ricmond”, cittadino albanese di 31 anni, residente a Vitorchiano, operaio, partecipe dell’associazione;

4. DERVISHI Sokol, detto “Codino”, cittadino albanese di 33 anni, residente a Viterbo, operaio, partecipe dell’associazione;

5. GURGURI Gazmir, detto “Gas”, cittadino albanese di 35 anni, residente a Canepina, operaio, partecipe dell’associazione;

6. LAEZZA Gabriele, detto “Gamberone”, 31enne, residente a Viterbo, operaio, partecipe dell’associazione;

7. OUFIR Fouzia, detta “Sofia”, cittadina marocchina di 34 anni, residente a Viterbo, compagna e dipendente di Trovato, partecipe dell’associazione;

8. GUADAGNO Martina, 31enne residente a Viterbo, dipendente di Trovato, partecipe dell’associazione;

9. FORIERI Luigi, detto “Gigi”, 51enne residente a Caprarola, titolare di un bar, partecipe dell’associazione;

10. PATOZI Shkelzen, detto “Zen”, cittadino albanese di 34 anni, residente a Viterbo, operaio, partecipe dell’associazione;

11. PAVEL Ionel, cittadino romeno di 35 anni, concorrente in alcuni delitti-fine;

12. PECCI Manuel, 29enne residente a Viterbo, titolare di un centro estetico, concorrente in un delitto-fine;

13. ERASMI Emanuele, 53enne residente a Viterbo, artigiano, concorrente in un delitto-fine.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
30 gennaio, 2019

Mafia viterbese ... Gli articoli

  1. "Sono una delle vittime della mafia viterbese", dice in aula la titolare del compro oro di via Genova
  2. "Dopo Santa Rosa, vedi i fuochi d'artificio... pam pam"
  3. "Un'associazione di stampo mafioso tutta viterbese capeggiata da Giuseppe Trovato"
  4. "Sussistono il reato associativo e il metodo mafioso"
  5. Vittima della mafia non riesce a onorare un debito, condannata
  6. La mafia e le mani sulle discoteche
  7. Riesame, misure cautelari confermate per i 13 arrestati nel blitz antimafia
  8. "Non c'è l'associazione di stampo mafioso e le intercettazioni sono inutilizzabili"
  9. “Ubertini ha la mia massima fiducia”
  10. "Non mi dimetto, in tutta questa vicenda io sono una vittima"
  11. "Si ride e si piange, gli abbiamo dato indo culo..."
  12. Mafia viterbese, cinque arrestati su 13 rinunciano al riesame
  13. Oggi secondo round al riesame, lunedì tocca al boss Giuseppe Trovato
  14. "Uniti per reagire a tutte le forme di criminalità organizzata"
  15. Mafia viterbese, primi tre "no" del tribunale del riesame
  16. "E' fondamentale opporsi chiaramente alla mafia"
  17. Trasferito in un carcere in Sardegna il boss Trovato
  18. "Confesercenti in prima linea contro la mafia"
  19. "Non ci sottometteremo mai a comportamenti mafiosi"
  20. Il parrucchiere Pecci si difende davanti al tribunale del riesame
  21. 'Ndrangheta, Forieri e Trovato cercavano l'appoggio delle cosche
  22. Mafia viterbese, gli arrestati puntano al tribunale della libertà
  23. "Il naso era tutto frantumato, speriamo muoia"
  24. Anche Coldiretti alla manifestazione per dire no alla mafia
  25. Mafia viterbese, gli arrestati venerdì davanti al tribunale del riesame
  26. Mafia viterbese - Chiuso il bar di Luigi Forieri, "luogo di ritrovo di molti sodali"
  27. Anche l'Adoc alla fiaccolata contro la mafia
  28. "Un atto mostruoso, che continuo a non accettare"
  29. "Mafia viterbese, aderiamo alla manifestazione come chiaro segnale di presa di posizione"
  30. “In comune un muro invalicabile contro la mafia”
  31. Della Rocca e Grazini furono i primi a parlare di mafia
  32. Per non sentirci soli con la mafia...
  33. "La mafia nel viterbese c’è da tempo"
  34. "L'avvocato Alabiso? Me lo devo togliere dai coglioni"
  35. "Signor sindaco non minimizzi il fenomeno mafioso..."
  36. "Mafie, solo con un'azione corale possono essere sconfitte"
  37. "Fiaccolata contro le mafie, saremo in prima fila"
  38. Anche Massimiliano Smeriglio alla fiaccolata contro la mafia
  39. Mafia viterbese, è corsa al tribunale del riesame
  40. "Un panorama criminale pericoloso e inquietante"
  41. "Mai ceduto a tentativi di estorsione e minacce..."
  42. "Sì alla fiaccolata contro la mafia"
  43. "Sindaco... per me non è mai spropositato dire no alla malavita"
  44. "Gravissimo sminuire il fenomeno mafioso"
  45. Mafia viterbese, sfiorato lo scontro tra due bande criminali
  46. "Tutti trattengono il fiato, perché tutti sanno di essere colpevoli..."
  47. “A Viterbo non ci sono organizzazioni mafiose, solo delinquentelli"
  48. "Mafia viterbese, il sindaco Arena riferisca subito in consiglio comunale"
  49. "Una città che si schiera contro la mafia innanzitutto combatte il degrado"
  50. "Mai dato soldi all'organizzazione e non mi sono mai sottomesso"
  51. "Vi ho cacciato fuori dai guai e voglio un bel ringraziamento"
  52. "Rischio infiltrazioni mafiose in Comune, si faccia chiarezza"
  53. "Una fiaccolata per dire no alla mafia"
  54. Mafia viterbese, si difendono il barista e la commessa
  55. "La guerra la facciamo pure a chi ha la divisa"
  56. "Una risposta incisiva alle esigenze di sicurezza dei cittadini"
  57. "Si convochi un consiglio comunale aperto per la legalità..."
  58. "Luigi Forieri si vantava di avere legami con la 'ndrangheta"
  59. "Agivano in una delirante concezione di onnipotenza"
  60. "Un consiglio comunale aperto per parlare di legalità e sicurezza"
  61. "Viterbo mai colpita da organizzazioni criminali e questo ci preoccupa"
  62. "Mosap: "Serve tutelare le vittime della banda"
  63. "Ti ammazzo, brutto figlio di troia. Infame. Ti sparo int' 'a capa"
  64. Un interrogatorio, spontanee dichiarazioni e tanti silenzi
  65. Denunciare! Denunciare! Denunciare!
  66. "Al fianco di vittime di racket e usura"
  67. "Mafia, è la prima volta a Viterbo"
  68. "Io ti sbudello, io me la prendo anche con un bambino"
  69. "Violenza e terrore, intimidazioni ed estorsioni"
  70. "Grazie alle forze dell’ordine che lavorano per garantire sicurezza"
  71. Auto bruciate, teste di maiale mozzate e buste con proiettili
  72. 13 arresti per associazione a delinquere di stampo mafioso
    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR