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Viterbo - Luisa Ciambella (Pd) dopo il parere della Commissione europea per gli obblighi sulla qualità delle acque

“Arsenico, perché nessuno pensa alla miscelazione dell’acqua?”

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Luisa Ciambella

Luisa Ciambella

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ci preoccupiamo di promuovere la nostra terra al mondo e poi ci troviamo a farci conoscere in negativo per questioni veramente serie come quella dell’acqua.

E’ del 24 gennaio scorso la notizia che, nonostante tutti i proclami da parte della Talete, l’acqua della provincia di Viterbo diventa un caso europeo. La Commissione dell’Unione ha infatti inviato un parere motivato al governo italiano per aver disatteso gli obblighi sulla qualità delle acque destinate al consumo umano e per aver lasciato che i valori di arsenico e fluoruri venissero superati.

A questo punto visto che il problema non è risolto sarebbe giusto dire ai cittadini quanti sono costati i dearsenificatori e la loro manutenzione.

Cosa potrebbe accadere di peggio a un territorio che dopo anni si trova la salute a rischio e un rincaro in bolletta per quell’acqua che ormai pagherà come il vino? Di chi sarà la colpa oggi di questa intromissione? Dietro cosa si nasconderanno gli amministratori della società Talete che gestisce il servizio?

Il sindaco Arena dimostrando un grande coraggio si limita a dire che Viterbo ha i valori a posto. Quindi cari Viterbesi potete pagare di più l’acqua e siate anche contenti per favore, poteva andare peggio. C’è da domandarsi perché l’unica vera soluzione da anni invocata da tutti e cioè la miscelazione delle acque non è stata né programmata, né progettata e né realizzata.

Ovviamente non avrò risposta perché per le cose che accadono nessuno ha responsabilità. Ma trattandosi di soldi pubblici dopo la sentenza europea qualcuno sarà chiamato a spiegare questa mole di denaro spesa senza aver risolto il problema. Quel che è peggio è che nessuno sembra intenzionato a occuparsi di questo problema con responsabilità e capacità.

E pensare che i proprietari di Talete sono la provincia e i comuni che al primo punto del loro impegno dovrebbero avere la salute del cittadino e non gravare sulle sue tasche per soluzioni chiaramente non efficaci.

Mi auguro che il socio di maggioranza, che è il comune di Viterbo, si decida a fare la propria parte. Per questo mi auguro che i cittadini partecipino al prossimo consiglio straordinario sull’acqua del 5 febbraio, per avere l’opportunità di conoscere la questione e di farsi una propria autonoma opinione.

Luisa Ciambella
Capogruppo Pd al Comune di Viterbo


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28 gennaio, 2019

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