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Cani e gatti contro il bullismo

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Vignanello - L'Oasi Luna [5]

Vignanello – L’Oasi Luna

Celleno - La Casa di Chicca [6]

Celleno – La Casa di Chicca

Viterbo - Mauro Chiarle [7]

Viterbo – Mauro Chiarle

Viterbo - Adriana Crocesanta [8]

Viterbo – Adriana Crocesanta

Celleno - La Casa di Chicca [9]

Celleno – La Casa di Chicca

Vignanello - L'Oasi Luna [10]

Vignanello – L’Oasi Luna

Vignanello - Le future casette dell'Oasi Luna [11]

Vignanello – Le future casette dell’Oasi Luna

Celleno - La Casa di Chicca [6]

Celleno – La Casa di Chicca

Viterbo – Una casa per cani in difficoltà e un’oasi felina contro il bullismo. Insieme, per insegnare agli altri il rispetto per la vita. La prima si chiama la Casa di Chicca, e riguarda i cani. La seconda è l’Oasi Luna, una casa famiglia per gatti soli. Come l’ha definita Adriana Crocesanta che la gestisce.


Fotogallery: La Casa di Chicca e l’Oasi Luna [12]


La Casa si trova a Celleno, l’Oasi a Vignanello. Entrambi ricadono all’interno di un unico contenitore. L’Ente nazionale protezione animali (Enpa) di Viterbo, presidente Mauro Chiarle. Un tempo addestratore di cani, oggi attivista per i diritti degli animali presentissimo e molto radicato su tutto il territorio della Tuscia.

Chicca e Luna sono un cane e una gattina che non ci sono più. E a loro sono dedicati i progetti.

A Viterbo Chiarle è stato uno dei primissimi ad affrontare il tema dei diritti degli animali senza derive fondamentaliste e soprattutto in costante rapporto con le istituzioni che in alcuni casi hanno anche fatto proprie le intuizioni del presidente dell’Enpa. 

La “Casa di Chicca” è già una realtà e si trova nelle campagne di Celleno. L’Oasi Luna è in via di realizzazione e verrà su a Vignanello. 

“La Casa di Chicca – racconta Chiarle – ospita cani in attesa di trovare famiglia che nel frattempo vivono come se già si trovassero in una famiglia. Quindi, niente gabbie”. Come arrivano i cani? “Quando ne trovo uno – spiega Chiarle – avverto subito il servizio sanitario e la forestale che prendono il cane e lo portano al canile. Io poi vado al canile e lo adotto. Attualmente ne ho una ventina. Il progetto è finanziato da sponsor e va avanzi grazie anche all’impegno di diversi veterinari volontari. Poi vendiamo album, gadget, facciamo incontri con le scuole. Quest’anno, per sostenerci, abbiamo fatto anche un calendario. Offerta libera. Il cane resta con me, poi chi vuole adottarlo viene e ne discutiamo”.

L’Enpa di Chiarle ha sviluppato anche un mini welfare a sostegno di famiglie in difficoltà economiche. “Di volta in volta – dice Chiarle – distribuiamo dei cestini alimentari per cani alle famiglie in difficoltà economiche. In questo modo evitano di abbandonare il cane e non si aggiungono inoltre ulteriori traumi a una vita familiare già di suo in difficoltà. Non solo, ma evitando l’abbandono, la famiglia continuerebbe ad avere in casa il proprio cane, motivo di affetto e benessere. Tutelare un cane spesso vuol dire anche tutelare il benessere familiare di chi lo ha in casa”.

Adriana Crocesanta è la referente del settore felino dell’Enpa Viterbo e delegata Enpa di Vignanello. E proprio qui, al comune, ha chiesto un terreno di tremila metri quadrati da poter recintare. “All’interno costruiremo un’oasi felina – commenta Crocesanta – cercando poi di accedere ai finanziamenti pubblici e privati destinati alle attività sociali”. 

Come funzionerà l’Oasi felina? “E’ uno spazio per gatti soli – prosegue Adriana Crocesanta -, cioè gatti che non hanno una famiglia e rischiano di diventare bersaglio di dispetti e violenze. L’Oasi è innanzitutto un luogo sicuro, lontano dai pericoli. All’interno ci saranno delle piccole casette, 4×6 e 4×4 per due metri di altezza. Un piccolo villaggio dove verranno subito ospitati i 40 gatti delle colonia felina che gestisco”.

“Chi vuole adottarne uno può farlo. Vorremmo però che l’Oasi fosse anche un punto di riferimento per le scuole, sviluppando insieme progetti contro il bullismo. Ad esempio i gatti sono quasi sempre le prime vittime di bambini e ragazzi che poi diventano protagonisti di atti di bullismo. L’idea – conclude Adriana Crocesanta – è quella di insegnare ai ragazzi il rispetto per i gatti per potergli insegnare contemporaneamente il rispetto per la vita”.

Daniele Camilli


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