Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
Caffeina-Stagione-Teatrale-580x60
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Il regista Francesco Riganato racconta la nascita di Digitalife il documentario prodotto da Varese Web con Rai Cinema e Fondazione Ente dello Spettacolo che sarà proiettato al teatro Caffeina giovedì 31 dicembre alle 18,15

“C’è chi coltiva ostriche con un’app e chi corre nel deserto raccogliendo fondi con Facebook”

di Paola Pierdomenico

Condividi la notizia:

Il regista Francesco Raganato

Il regista Francesco Raganato

Digitalife

Digitalife

Digitalife

Digitalife

Viterbo – “C’è chi coltiva ostriche con un’app e chi corre nel deserto raccogliendo fondi con Facebook contro una malattia rara che ha ucciso suo figlio…”. Il regista Francesco Riganato racconta la nascita di ‘Digitalife’, il documentario prodotto da Varese Web con Rai Cinema e Fondazione Ente dello Spettacolo che sarà proiettato al teatro Caffeina giovedì 31 dicembre alle 18,15. 

Alla proiezione sarà presente Marco Giovannelli, produttore del docufilm per conto di Varese Web, società editrice di Varesenews, il quotidiano online che dirige.


Gallery: Digitalife


“E’ un progetto – dice il regista Raganato – che nasce da Varesenews, Marco Giovannelli e Manuel Sgarella che volevano festeggiare venti anni di attività online che per un giornale locale è un record importante. C’è in pratica da quando Internet realmente arriva nelle nostre case. Gli unici ad avere una vita così lunga sono Repubblica e il Corriere.

Per celebrarlo, hanno deciso di fare un’operazione intelligente con un docufilm che parlasse di come il digitale, in questi venti anni, ci ha cambiato la vita con uno sguardo molto ampio che considerasse tutti gli aspetti .

Per realizzarlo poi non si sono rivolti a registi amici, conoscenti o parenti, dando vita a una cosa ‘fatta in casa’, ma hanno organizzato un bando nazionale pubblico, cercando registi documentaristi con un curriculum che volessero partecipare al progetto, sposarlo e farne appunto la regia. Hanno partecipato in 350 da tutta Italia e alla fine ho vinto io”.

Ne è nato l’incontro di tante vite messe insieme. “Abbiamo lavorato per due anni alla ricerca di materiale. Il film è fatto tutto da video mandati spontaneamente dalla gente. Non essendo una testata nazionale famosa, siamo riusciti a farceli mandare diffondendo dei piccoli videomessaggi sul web e chiedendo appunto alle persone di raccontarci come Internet avesse cambiato loro la vita.

Tutto ciò ha innescato un piccolo meccanismo che pian piano si è ampliato. In più, tutta la rete di contatti che Giovannelli, in questi anni, si è costruito col giornale, si è rivelata utile. Infatti, una cosa che Internet ci ha insegnato è che le relazioni, virtuali o meno sono importanti.

Le storie sono arrivate al giornale, prima dalla provincia di Varese e poi sono esplose per cui hanno iniziato ad arrivare da tutta Italia e anche dall’estero, ce ne sono anche dal Nicaragua, un video dall’Everest, uno da San Francisco e un altro dal deserto. In questo periodo, abbiamo visionato il materiale e poi lo abbiamo montato privilegiando un racconto corale”.

Un mosaico di oltre 50 storie. “Non abbiamo voluto fare una serie di storielle una accanto all’altra, tipo una playlist di Youtube. Le abbiamo intrecciate e ne è uscito un discorso unico che tocca vari temi e che ti racconta e ti avvolge, ti fa capire che il digitale nella nostra vita è più di quanto noi ne pensiamo”.

Su questo cambiamento Riganato parla del fatto che “digitalmente parlando, stiamo vivendo un’adolescenza. Quando si è adolescenti ancora non si sa che tipo di persona sarai da grande, ma lo immagini. Fai delle cose giuste o sbagliate e cerchi comunque di prepararti, inconsapevolmente, una via. Adesso siamo degli adolescenti con gli ormoni impazziti a cui è stata data una macchina potentissima, una Ferrari, senza però aver fatto la patente.

Non posso dire se Internet sia positivo o negativo perché è una cosa che stiamo imparando ancora a gestire e conoscere. Però, sempre digitalmente parlando, per la prima volta nella storia dell’umanità io sono il genitore dei miei genitori e maneggio internet meglio di loro.

Abbiamo scavallato la naturale gerarchia in cui c’erano i genitori che trasmettevano qualcosa a noi che poi l’avremmo passata ai nostri figli. Ora siamo noi a insegnare ai nostri genitori e saranno i nostri figli a insegnarci le nuove tecnologie, proprio perché la tecnologia ha ribaltato la scala educativa di trasmissione della conoscenza“.

Le testimonianze selezionate vanno dalla nascita di internet, alla perdita di una persona cara, dal mondo del lavoro in evoluzione, alla rinascita dopo una crisi, la ricerca di una felicità perduta, la possibilità di socializzare, viaggiare, condividere esperienze ed emozioni. Non solo. “Ci sono storie di persone che hanno perso il lavoro e l’hanno ritrovato. Di gente che si è ritrovata dopo tanti anni, o du chi, purtroppo, per il cyberbullismo ha perso la figlia. Ma anche quella di una ragazza che al cyberbullismo si è ribellata e lo ha denunciato. Storie di gente che è tornata a coltivare la terra con un altro approccio. Di chi è tornata a coltivare le ostriche usando un’app. Di chi corre nel deserto cercando di raccogliere fondi per le malattie rare che hanno ucciso il figlio usando facebook e chiedendo donazioni online”.

Il digitale è una nuova era per l’umanità e non conosce confini. “L’obiettivo era quello di far porre delle domande e per far capire che da un semplice clic, si innesca un processo che non si immagina e che coinvolge molte persone.

Il film si apre con la schermata di un pc in cui si vedono prodotti alimentari, in particolare del pane. Si clicca e quel pane ti arriva a casa. Nel mezzo, però, ci sta una persona che impasta la farina, una che inforna, un’altra che lo tira fuori appena cotto, una che lo mette nella cassetta e un’ultima che lo ripone nel camion per consegnarlo. Un clic, dunque, che coinvolge tanti e lo stesso vale, per esempio, con un commento su Facebook…

Volevamo far riflettere sul meccanismo che internet comporta. Abbiamo fatto varie proiezioni in varie parti d’Italia ed è un film che commuove e fa ridere, per niente pesante e molto avvolgente. Dopo averlo visto – conclude Riganato – la gente esce soddisfatta e anche un po’ stupita dalla sala”.

Paola Pierdomenico


Regia: Francesco Raganato
Sceneggiatura: Marco Giovannelli, Manuel Sgarella, Francesco Raganato
Musiche Originali: Vittorio Cosma
Montaggio: Diego Zucchetto
Produzione: Varese Web in collaborazione con Rai Cinema e Fondazione Ente dello Spettacolo
Nazionalità: Italiana
Durata: 75’
Genere: Documentario


Condividi la notizia:
29 gennaio, 2019

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR