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Viterbo - Il direttore Luca Zoncheddu fa il punto sulla situazione di poveri e migranti: "La neve può voler dire anche morte" - Attivato un tavolo di lavoro con comune, Sprar e associazioni di volontariato

“Centro di ascolto, mensa e dormitorio Caritas aperti tutto il giorno”

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Viterbo – La Caritas diocesana al fianco di poveri e migranti. Che è quasi, come dire, la stessa cosa. La neve crea disagi. E per loro è anche presagio di morte. A Viterbo, e da qualsiasi altra parte in Italia. Soprattutto dopo il decreto sicurezza che ha messo in mezzo alla strada centinaia di immigrati.

Nella città dei papi la Caritas, diretta da Luca Zoncheddu, ha messo in piedi un tavolo di lavoro con il comune, gli Sprar e le associazioni di volontariato.


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“Per fronteggiare le emergenze – ha detto Zoncheddu – come la neve, ma soprattutto le conseguenze del decreto del ministro dell’interno Matteo Salvini. Diverse persone che non hanno più il permesso per motivi umanitari si stanno già rivolgendo alle nostre strutture per capire cosa fare e come muoversi”. 

Ieri, anche la Caritas ha fatto la sua parte, garantendo assistenza e soccorso. Aumentando le ore in servizio e individuando altri locali nel centro storico laddove le nevicate previste dovessero trasformarsi in vera e propria emergenza.


Viterbo - Luca Zoncheddu della Caritas

Viterbo – Luca Zoncheddu della Caritas

Viterbo - La mensa della Caritas

Viterbo – La mensa della Caritas


Per quanto riguarda la neve, “ci siamo attrezzati – ha evidenziato Zoncheddu – con l’apertura straordinaria del centro di ascolto, della mensa e del dormitorio. E questa cosa andrà avanti per tutto il fine settimana. A patto che non nevichi più. Se dovesse accadere abbiamo anche individuato altri locali del centro storico per garantire un maggior numero di alloggi. Nel frattempo il centro di ascolto sarà aperto la mattina dalle 9 alle 13. Dalle 13 alle 19.30 resteranno a disposizione mensa e dormitorio. Poi, dalle 7 e mezza di sera, il dormitorio accoglierà gli ospiti che ne hanno diritto”.

“Abbiamo inoltre distribuito scarpe, calze, maglioni – ha proseguito Zoncheddu -. I soggetti maggiormente esposti al freddo sono gli immigrati usciti dai centri di accoglienza. Difficili anche da avvicinare. Molti hanno paura, non conoscono la lingua e non sanno nemmeno cosa fare. Dovrebbero trovarsi un lavoro e una casa. Ma in queste condizioni, capisci bene…”. Un’altra categoria con gravi difficoltà sono gli alcolisti. “Anche loro non sono collaborativi. Ma dobbiamo fare di tutto per aiutare tutti. Soprattutto quando si verificano emergenze come la neve che per i soggetti più fragili può significare la morte”.


 

Maltempo - La neve a Viterbo

Maltempo – La neve a Viterbo – Via San Lorenzo


La Caritas diocesana che ha i centri di ascolto e di orientamento al lavoro in piazza Dante. La mensa, il dormitorio e il centro distribuzione indumenti e alimenti a Porta San Leonardo. Nel 2017 il centro di ascolto ha accolto 713 persone, quello di orientamento al lavoro 217, la mensa 359 e il dormitorio 213. I pasti preparati sono stati in tutto 24.686, i pacchi di generi alimentari 636, mentre le famiglie coinvolte nella distribuzione di alimenti e vestiti sono state rispettivamente 256 e 224.

“Ci aiutano – ha precisato il direttore della Caritas – una ventina di persone. Volontari, che lavorano per i poveri della città indipendentemente dalla neve. Ogni notte girano per portare bibite calde, piani e coperte”.

Daniele Camilli


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23 gennaio, 2019

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