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Viterbo - Il movimento civico Viterbo venti venti dopo i recenti fatti di cronaca

“Una città che si schiera contro la mafia innanzitutto combatte il degrado”

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Chiara Frontini

Chiara Frontini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – I recenti fatti di cronaca sono stati un brusco risveglio per i viterbesi che pensavano che il nostro territorio fosse un’isola felice, completamente immune da fenomeni di carattere mafioso.

Cosa può fare, in concreto, la società civile e la politica per contrastare questo fenomeno, oltre alle manifestazioni di piazza che sono e restano un momento importante in cui i cittadini dimostrano la loro ferma coesione contro ogni forma di malavita organizzata?

In verità, moltissimo.

Anzitutto è necessario prendere coscienza del fatto che nessuno di noi, compresi i più virtuosi tra noi, può dirsi davvero immune dalla mentalità mafiosa, perché questa non si manifesta unicamente nella richiesta di un “pizzo”, nel controllo del territorio e del mercato degli stupefacenti e nel riciclaggio immobiliare di denaro sporco, ma si annida in alcuni piccoli comportamenti che fanno ahimè parte della vita quotidiana di tutti.

Ogni volta, a titolo di esempio, che di fronte alla necessità di avere un documento invece di metterci serenamente in coda rispettando i diritti di tutti, ci domandiamo chi conosciamo in comune che possa sveltire la pratica e farci saltare la coda, cediamo alla mentalità mafiosa.

Ogni volta che diamo il nostro voto al politico che ci ha promesso un favore di qualsiasi genere, cediamo alla mentalità mafiosa. Ogni volta che non denunciamo un sopruso per timore di una ritorsione, cediamo alla mentalità mafiosa. Ogni volta che il diritto di tutti viene calpestato per il tornaconto di un singolo, la mafia avrà vinto.

Anche puntare il dito contro chi denuncia problematiche anziché accusare chi tali problematiche ha creato, come qualcuno ha provato a far intendere recentemente per la vicenda Larus, è frutto di mentalità mafiosa.

Per combattere la mafia fuori di noi, dobbiamo innanzitutto combattere quella, subdola, che si nasconde dentro ciascuno di noi, pronta a mostrare il suo volto e a tentarci con tutta la forza di una tradizione culturale e sociale che sta a noi e soltanto a noi, come singoli cittadini, distruggere nei comportamenti di tutti i giorni.

Dalla politica, e nello specifico da un’amministrazione virtuosa, ci si aspetta non solo una ferma condanna a parole di questa mentalità, ma che a queste parole facciano seguito i fatti.

Una città che si schiera contro la mafia innanzitutto combatte il degrado perché sa che questo è terreno fertile per il germogliare della malavita, e quindi mette in atto meccanismi per risanare le zone degradate, ripopolare i quartieri deserti, creare i presupposti perché ogni zona della città abbia il suo microcosmo vivibile e sostenibile.

Un’amministrazione virtuosa investe in cultura e lavoro: l’uomo che ha un lavoro è un uomo libero, non ha bisogno di chiedere favori e non deve sottostare a ricatti, la cultura fornisce all’uomo gli strumenti per riconoscere la mentalità mafiosa e tenerla lontana.

Un’amministrazione virtuosa non si limita a organizzare una manifestazione contro la malavita, ma affronta il problema alla radice e comincia ad estirparlo con una intelligente e capillare campagna di sensibilizzazione nelle scuole, mantiene una particolare attenzione ai metodi utilizzati da chi è in cerca di voti, è completamente trasparente nella sua gestione, non concede favori agli “amici”, non premia con particolari attenzioni chi l’ha sostenuta in campagna elettorale e, soprattutto, tiene sempre presente che il bene di tutti supera sempre e in ogni caso l’esigenza del singolo.

Come movimento civico noi ci auguriamo che il campanello d’allarme suonato dalle forze dell’ordine non venga valutato, dalla politica e dai singoli cittadini, come un semplice episodio di cronaca nera ma che sia il punto di partenza di una vera rinascita culturale per la nostra città, perché in un futuro molto prossimo possiamo essere in grado di dire che a Viterbo la mafia non passa, non soltanto nelle nostre strade ma soprattutto nei nostri comportamenti.

Movimento Civico Viterbo Venti Venti


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31 gennaio, 2019

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  103. "Mai ceduto a tentativi di estorsione e minacce..."
  104. "Sì alla fiaccolata contro la mafia"
  105. "Sindaco... per me non è mai spropositato dire no alla malavita"
  106. "Gravissimo sminuire il fenomeno mafioso"
  107. Mafia viterbese, sfiorato lo scontro tra due bande criminali
  108. "Tutti trattengono il fiato, perché tutti sanno di essere colpevoli..."
  109. “A Viterbo non ci sono organizzazioni mafiose, solo delinquentelli"
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  112. "Vi ho cacciato fuori dai guai e voglio un bel ringraziamento"
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  114. "Arena e Ubertini sono traditori di merda..."
  115. "Una fiaccolata per dire no alla mafia"
  116. Mafia viterbese, si difendono il barista e la commessa
  117. "La guerra la facciamo pure a chi ha la divisa"
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  121. "Agivano in una delirante concezione di onnipotenza"
  122. "Un consiglio comunale aperto per parlare di legalità e sicurezza"
  123. "Viterbo mai colpita da organizzazioni criminali e questo ci preoccupa"
  124. "Mosap: "Serve tutelare le vittime della banda"
  125. "Ti ammazzo, brutto figlio di troia. Infame. Ti sparo int' 'a capa"
  126. Un interrogatorio, spontanee dichiarazioni e tanti silenzi
  127. Denunciare! Denunciare! Denunciare!
  128. "Al fianco di vittime di racket e usura"
  129. "Mafia, è la prima volta a Viterbo"
  130. "Io ti sbudello, io me la prendo anche con un bambino"
  131. "Violenza e terrore, intimidazioni ed estorsioni"
  132. "Grazie alle forze dell’ordine che lavorano per garantire sicurezza"
  133. Auto bruciate, teste di maiale mozzate e buste con proiettili
  134. 13 arresti per associazione a delinquere di stampo mafioso

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