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Viterbo - Stefano Signori (Confartigianato) commenta la proposta di Mario Ciccioli, presidente dell’Università popolare della Tuscia

“Cittadella dell’anziano, dove i pensionati possono vivere nel benessere”

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Stefano Signori, presidente di Confartigianato

Stefano Signori, presidente di Confartigianato

 

Mario Ciccioli

Mario Ciccioli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – A seguito di un incontro con Mario Ciccioli, presidente dell’Università popolare della Tuscia, confederata Cnupi, ho avuto modo di apprezzare e condividere la sua proposta di realizzare una “Cittadella del pensionato” nel territorio del comune di Tuscania.

Come fatto presente da Ciccioli, infatti, non possiamo non considerare che i pensionati, e cioè la fascia più anziana della popolazione, siano un tesoro inesauribile di saggezza e rappresentino quegli attori sociali che hanno dato manodopera, forza e vitalità al nostro paese.

E’ importante che la società si ricordi che il lavoratore ha costruito opere e ha contribuito alla crescita di un paese.

Per questo Ciccioli ha ipotizzato la creazione di una Cittadella dell’anziano, un luogo dove i pensionati possano vivere nel benessere. Si tratta di un progetto volto a migliorare le condizioni di vita di chi necessita il giusto riconoscimento dei propri diritti.

“Uno dei problemi che più drammaticamente riguardano oggi tanto la società civile quanto la chiesa, è quello degli anziani – mi ha spiegato Mario Ciccioli -: l’Onu ha dichiarato il 1982 anno dell’anziano. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, art. 25 riconosce e rispetta il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale. Infatti, quello degli anziani è anzitutto un grave problema sociale, a causa del crescente invecchiamento della popolazione; ma è soprattutto, un grave problema umano, a causa della marginalizzazione a cui è condannato l’anziano”.

Oggi, tuttavia, non è solo la società che emargina l’anziano, ma anche la sua stessa famiglia. Da una parte le giovani coppie tendono a liberarsi subito della tutela dei genitori e a farsi una propria vita e perciò abbandonano, subito dopo il matrimonio, la casa per andare ad abitare altrove.

Inoltre, le famiglie oggi amano passare le ferie, sia invernali che estive, lontano da casa, in montagna o al mare. Secondo Ciccioli, a questa mobilità le persone anziane sono d’impaccio.

Dunque, la famiglia moderna emargina l’anziano. Ad aggravare la situazione spesso si associano fattori quali la vedovanza e la lontananza dei figli, fisica o affettiva; ciò comporta una diminuzione delle relazioni familiari e l’impoverimento del ruolo dell’anziano nel nucleo famigliare.

Gli anziani attivi costituiscono una componente fondamentale in quanto rappresentano una reale risorsa per le famiglie e le comunità locali.

“Ci sono anziani che vivono isolati nelle loro case ma considerano la terza età non come un punto di arrivo ma come un nuovo e stimolante punto di partenza – mi ha spiegato Ciccioli -. Per pianificare interventi ed azioni atte a migliorare la condizione dell’anziano, occorre tenere conto di queste differenze e pensare a progettualità che sappiano interpretare la cultura e i bisogni delle fasce di popolazione anziana. E’ quindi importante coltivare progetti, ma altrettanto necessario che la società offra spazi che debbano prefigurare risorse e strumenti di intervento”.

In relazione a tale circostanza, Mario Ciccioli ha proposto al comune di Tuscania un progetto volto a migliorare le condizioni di vita a coloro che costituiscono un tesoro inesauribile di saggezza, vale a dire la creazione di una “cittadella del pensionato”.

“Per fare ciò è ipotizzabile il ricorso all’utilizzo di aree edificabili che il Comune potrebbe mettere a disposizione – chiede il presidente dell’Università popolare -, e il sorgere di una cooperativa finanziata sia dalla Regione, sia dalla Comunità Europea. Lo sviluppo delle idee e proposte potrebbe rivelarsi alquanto proficuo e provocare cambiamenti ambientali. Ho sempre pensato che un importante cambiamento nelle forme sociali, come l’esistenza di una Cittadella del pensionato, possa rappresentare una importante innovazione nel benessere della società, sicuramente un investimento sociale e una prevenzione sanitaria di notevole importanza”.

Concordando con Mario Ciccioli nelle sue riflessioni e nella sua proposta, sposo questa causa e mi metto a disposizione delle istituzioni competenti per un confronto che possa portare alla realizzazione del progetto.

Stefano Signori
Presidente Confartigianato Imprese di Viterbo


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2 gennaio, 2019

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