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Milano - Revocati dopo un anno gli arresti domiciliari all'imprenditore viterbese - "Solo una vittima", per i difensori Porri e Mazzatosta

Crac milionario, torna libero il titolare della copisteria del Paradiso

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Il vicepresidente della camera penale di Viterbo Marco Valerio Mazzatosta

Il vicepresidente della camera penale di Viterbo Marco Valerio Mazzatosta

L'avvocato Pietro Porri

L’avvocato Pietro Porri

Milano – (sil.co.) – E’ tornato in libertà dopo quasi un anno Luca Fazi.

E’ il titolare della piccola copisteria “Non solo copie” di via della Caserma, al Paradiso, ai domiciliari dal 16 gennaio 2017, quando è stato arrestato nell’ambito della maxinchiesta della procura di Milano sul crac della società immobiliare quotata in borsa Hi Real Spa.

A distanza di quattro mesi dal clamoroso arresto, nel maggio dell’anno scorso, Fazi aveva già ottenuto un alleggerimento della misura, con la concessione dei permessi lavorativi che gli hanno consentito di riaprire la sua attività commerciale, cui contestualmente all’arresto erano stati posti i sigilli.

A settembre il riesame ha detto no alla revoca dei permessi lavorativi, cui si era opposto il pm del capoluogo lombardo, dando ulteriormente ragione ai difensori Pietro Porri e Marco Valerio Mazzatosta.

“Il tribunale della libertà ha ribadito – spiegano i difensori – che le modeste condizioni economiche di Fazi mal si conciliano con la presunta partecipazione a una scalata milionaria, ridimensionando così ulteriormente la posizione del nostro assistito, che in questa vicenda è solo una vittima”. 

Adesso è arrivata anche la revoca degli arresti domiciliari, ulteriore passo verso il ritorno a una vita normale. 

Un caso che ruota intorno alla colossale cifra di oltre venti milioni di euro e sul quale sta indagando per associazione a delinquere transnazionale la Dda di Milano. 

Della copisteria di Fazi si sarebbe servito settimanalmente, per cinque anni, Franco Maria Mattioli, uno degli altri quattro imputati viterbesi del processo che, a tempo di record, si è aperto a giugno a Milano. “Un cliente come tanti altri”, secondo la difesa. 

In carcere sono finiti il presidente del consiglio d’amministrazione della Hi Real Spa Alberto Terzilli e Franco Maria Mattioli, entrambi viterbesi, oltre allo spezzino Marco Sturlese. Ai domiciliari i tre viterbesi Gianluca Palombo, Augusto Testa e Luca Fazi, oltre a Francesco Paganucci, Alessandro Colamonici e Claudio Nunzio Pezzella.

 


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12 gennaio, 2019

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