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Sport - Motociclismo - Il cuneese estromesso per un cavillo burocratico - Era il primo paraplegico al via del rally più duro del mondo

Dakar, una squalifica ferma il sogno di Nicola Dutto

Nicola Dutto

Nicola Dutto

Arequipa – (a.c.) – È finita con una squalifica l’incredibile avventura di Nicola Dutto, il primo pilota paraplegico a partecipare alla Dakar, il rally più famoso e difficile del mondo.

Il cuneese è stato fermato al via della quarta tappa, ad Arequipa, in Perù, per un malinteso ancora non del tutto chiarito con gli organizzatori, che gli è costato l’estromissione dalla corsa.

“Mi hanno detto di fare una cosa – ha raccontato Dutto a moto.it – e poi il direttore di gara mi ha squalificato perché l’avevo fatta. Potevano darmi una penalizzazione e farmi continuare, tanto a chi davo fastidio? Sarei arrivato ultimo”.

Il pilota non riesce a spiegarsi il motivo della sua squalifica. “Forse abbiamo rotto gli schemi – ha detto – secondo me si aspettavano che finissi si e no una tappa, fra mille difficoltà, e tornassi a casa di mia spontanea volontà. Ma credo che sia la Dakar a perderci: se i tg e la stampa hanno parlato della gara in spazi e orari in cui normalmente veniva ignorata è stato proprio per la mia avventura“.

Dutto ha anche aggiunto che non tornerà alla Dakar l’anno prossimo, a causa della “poca umanità” degli organizzatori. “Ci sono delle regole – ha commentato – ma ci sono anche delle situazioni particolari da valutare”.

Il pilota di Cuneo, 48 anni, è su una sedia a rotelle dal 2010, a causa di un incidente. Dopo una lunga riabilitazione, è tornato in sella in numerose gare e negli ultimi mesi aveva organizzato la partecipazione al rally più impegnativo di tutti, schierando al proprio fianco tre ghost riders, cioè tre piloti normodotati incaricati di scortarlo in gara.

Non sapremo mai dove sarebbe potuta finire la sua straordinaria avventura. Un cavillo burocratico ce l’ha impedito.

11 gennaio, 2019

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