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Cronaca - Il sindaco di Bassano Romano Emanuele Maggi sulla trasformazione in punto ambulatoriale dei presidi sanitari di Ronciglione e Montefiascone

“Diminuire l’erogazione nei presidi periferici farà irrobustire la migrazione fuori provincia”

Emanuele Maggi

Emanuele Maggi

Montefiascone – Riceviamo e pubblichiamo – In qualità di cittadino prima, e poi sindaco e membro del comitato di rappresentanza dei sindaci sulla sanità, desidero esprimere preoccupazione per il provvedimento che mette la Asl di Viterbo nella condizione obbligata di trasformare il punto di primo intervento in punto ambulatoriale territoriale per ottemperare agli indirizzi del legislatore, D.M. 70/2015, in relazione ai presidi sanitari di Ronciglione e Montefiascone.

Secondo i dettami del decreto infatti, i punti di primo intervento devono rimanere aperti per un tempo limitato e affidati direttamente al 118 come postazioni territoriali nel caso di accessi inferiori ai 6mila. Non è inoltre consentita l’osservazione breve del paziente.

Dei numeri freddi, che non tengono minimamente conto delle specificità e delle difficoltà del territorio.

Con la trasformazione in programma il punto ambulatoriale territoriale sarà operante esclusivamente nelle ore diurne (8-20) con una unità medica e una unità infermieristica che si occuperanno di codici bianchi e verdi non complessi, mentre, nelle ore notturne, l’ambulatorio resterà chiuso e saranno operanti il servizio di continuità assistenziale e il 118 entrambi itineranti. Di conseguenza il carico di lavoro non effettuabile si riverserà sul pronto soccorso di Belcolle, già oggi in affanno nella gestione dei flussi, aggravando così la situazione dei pazienti, costretti a interminabili attese prima di ricevere assistenza.

Tale trasformazione rappresenta un evidente indebolimento dell’assistenza territoriale che, in aggiunta ad un quadro attuale che presenta evidenti difficoltà, farà ancora più fatica a rispondere al reale stato di bisogno di salute delle persone.

Per non parlare dell’aspetto relativo alla migrazione sanitaria, che non potrà far altro che aumentare. Diminuire l’erogazione del servizio sanitario nei presidi periferici farà irrobustire inevitabilmente la migrazione sanitaria fuori la nostra provincia, che già oggi presenta dati allarmanti.

Lunedì 14 gennaio alle 9,30 si riunirà il comitato di rappresentanza dei sindaci, che su tale argomento, pur nella consapevolezza della difficoltà data dall’obbligo legislativo, dovrà discutere di come intraprendere percorsi di collaborazione istituzionale a tutela dei bisogni di salute dei cittadini. Non esiste alcun risparmio economico che può avere valore superiore rispetto alla maggiore erogazione del servizio di salute al cittadino.

Intorno alla salute, diritto riconosciuto come fondamentale dalla nostra Costituzione, i sindaci e le istituzioni ad ogni livello, sono chiamati a dimenticarsi di ogni appartenenza di colore politico e fare corpo comune per la difesa del territorio insieme a parti sociali, operatori sanitari e cittadini tutti, sostenendo la crescita del servizio sanitario pubblico. Indebolire ulteriormente il servizio di sanità pubblica erogata non fa altro che alimentare il ricorso alle strutture private, ovviamente, per coloro i quali se lo possono permettere. Non certamente la povera gente.

Sarà compito di tutti noi, dell’intero territorio, sensibilizzare il Governo affinché intervenga modificando un decreto che smetta di rispondere alla logica della spending review per rispondere alla domanda di vicinanza alle persone nel momento di maggiore difficoltà.

Emanuele Maggi
Sindaco di Bassano Romano
Membro del comitato di rappresentanza dei sindaci sulla sanità

12 gennaio, 2019

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