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Viterbo - Cultura - Il regista, attore e conduttore tv Pino Strabioli parla del “Concerto per Sandro Penna” che sabato 2 febbraio alle 21 porta in scena al Teatro Caffeina

“E’ il racconto della vita di una persona straordinaria…”

di Paola Pierdomenico

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Pino Strabioli

Pino Strabioli

Viterbo – “Si viene per ascoltare la vita di una persona straordinaria… Uno spettacolo emozionante con momenti molto poetici e teneri, ma anche più forti e spudorati”.  Il regista, attore e conduttore tv Pino Strabioli parla del “Concerto per Sandro Penna” che sabato 2 febbraio alle 21 porta in scena al Teatro Caffeina.

Strabioli, ogni domenica, è in onda sulle reti Rai. “Ringrazio il teatro Caffeina – dice Strabioli – perché ora sono in tv a raccontare il festival di Sanremo e faccio un programma pop, popolare. Senza togliere nulla a questo, il fatto, però, che mi si dia la possibilità di mostrare un’altra parte di me e venire in un’altra veste a raccontare un poeta e non un cantante – anche se abbiamo avuto cantanti poeti come De André o Gaber – mi fa piacere. Spero che i viterbesi vengano ad ascoltarlo”.

Nello spettacolo di sabato, Strabioli, complice Elio Pecora, dedica un approfondimento a Sandro Penna. “L’idea – continua – nasce da un piccolo libro che avevo per le mani e cioè L’autobiografia al magnetofono e poi dal fatto che conoscevo, da sempre, Sandro Penna di cui mi avevano parlato sia Paolo Poli, col quale ho lavorato, che Dario Bellezza che avevo frequentato negli anni ’80. Conoscendone solo la poesia ero molto incuriosito dalla vita. Sono dunque andato a leggere la biografia e ho raccolto notizie. Ho poi chiamato Elio Pecora, che è il custode della memoria di Penna, e gli ho sottoposta questa mia proposta che lui ha ben accolto. Adesso, firmiamo insieme questo concerto”.

Concerto perché “le musiche originali sono eseguite alla fisarmonica da Marcello Fiorini. Inoltre, non è un monologo, visto che con me sul palco ci sono anche due attori giovani e cioè Alberto Melone e Riccardo Pieretti. Lo abbiamo presentato a Roma ai Giardini della Filarmonica e I solisti del teatro e ha avuto successo, poi l’abbiamo rifatto in giro e ogni volta che mi chiedono di fare uno spettacolo io lo propongo, perché in Italia è così difficile parlare di poesia, poeti e di memoria. Quando Caffeina mi ha fatto questo invito sono stato felicissimo di rifarlo e di venire a Viterbo”.

Pasolini definiva Penna un “ribelle assoluto”. “Pasolini lo considerava un ribelle, ma anche il più perfetto dei poeti del ‘900. La ribellione sta nella sua audacia e nel suo coraggio. Nella sua poesia, infatti, parla soltanto di amore e di innamoramenti per i ragazzi. C’è da tenere in considerazione che nasce nel 1906 e quindi in epoca fascista vive tutto il periodo storico difficilissimo. Allora, essere omosessuale non era una cosa semplice, ma, sia nella vita che nella poesia, lui stesso dice di vivere con felicità e in maniera luminosa questa sua condizione. Non ha mai fatto parte di nessun cenacolo né di un salotto letterario. Viveva in una casa al centro di Roma piena di libri e non usciva quasi mai. Era perseguitato dall’idea di essere malato. Una persona complessa ma assolutamente affascinante”.

Una trasparenza che si riflette anche nel linguaggio usato dal poeta stesso. “E’ pulito, le sue opere sono dei quadri e lui rappresenta la perferzione come dicevano Pasolini e Saba. E’ lucido e perfetto, così semplice e lineare da arrivare davvero a tutti. Sono da poco andato in un liceo a fare un incontro e oggi, finalmente, anche nelle scuole ci sono degli insegnanti audaci che gli restituiscono quanto merita e cioè di essere studiato come grande poeta del ‘900. E’ stato dimenticato per molto tempo, proprio per il fatto di essere omosessuale e di non aver mai potuto negarlo. Lui stesso dice che la sua poesia è questo, un tramonto e un treno che passa… lo sguardo di un ragazzo”.

Il repertorio proposto non è stato scelto secondo un criterio. “Sono andato molto a istinto. Abbiamo diviso le poesie in sezioni per cui ci sono quelle che lui stesso considerava scandalose fino a quelle più sentite e più famose come “Felice chi è diverso essendo egli diverso. Ma guai a chi è diverso essendo egli comune”. Non sono comunque la predominanza, visto che è più il racconto della vita di Penna e della sua esistenza, non un reading”.

L’appuntamento è sabato 2 febbraio alle 21. “A Roma, lo spettacolo è stato accolto benissimo, poi lo abbiamo fatto a Perugia e Milano… e devo dire che la grandezza del poeta arriva. Questo libro da cui io ho ridotto lo spettacolo, Penna lo scrive di notte, nell’ultimo periodo della sua vita quando soffre appunto di ipocondria, nevrosi e angoscia. E’ libero e parla a ruota libera il che gli dà una forza drammaturgica. Si tratta di ascoltare la vita di una persona straordinaria – conclude Strabioli -, è emozionante con momenti molto poetici e teneri, ma anche più forti e spudorati”.

Paola Pierdomenico


Info: 0761342681
teatro@caffeinacultura.it


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31 gennaio, 2019

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