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Viterbo - Sarà il medico legale nominato dalla procura a stabilire se il ventenne Alieu Jallow sia stato ucciso dal fumo

Incendio al Carmine, oggi l’autopsia sul corpo della vittima

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Incendio al Carmine - Andrea Nerici con Aliu Ndong

Incendio al Carmine –  Gli scampati  Andrea Nerici con Aliu Ndong

Incendio al Carmine - La cantinetta della tragedia

Incendio al Carmine – La cantinetta della tragedia

Incendio al Carmine - Quello che resta annerito dal fumo

Incendio al Carmine – Quello che resta annerito dal fumo

Incendio al Carmine - L'abitazione diAndrea Nerici

Incendio al Carmine – L’abitazione di Andrea Nerici al primo piano

Viterbo – (sil.co.) – Oggi l’autopsia sul corpo di Alieu Jallow, il ventenne vittima dell’incendio divampato la notte tra il 23 e il 24 dicembre al civico 50 di via Vico Squarano, nel quartiere del Carmine. 

L’incendio era partito da una cantinetta al pianoterra di uno stabile che ospita alloggi assegnati alle persone bisognose dal comune. 

Il giovane, originario del Gambia, in Italia da un anno e mezzo, era ospite con un connazionale di 23 anni dell’appartamento al primo piano abitato da Andrea Nerici, un giardiniere sessantenne che nel periodo delle feste aveva deciso di accogliere in casa anche il ragazzo, che sognava di avere un futuro, imparando a fare il sarto. 

Le fiamme sono divampate verso l’una e mezza nella cantinetta, priva di corrente elettrica, dove trascorreva la notte al riparo dal freddo un 29enne romeno, denunciato a piede libero per incendio colposo, omicidio colposo e omissione di soccorso.

L’innesco sarebbe stato una candela usata per illuminare il locale, che avrebbe attaccato il materasso. Il fumo ha presto invaso il vano delle scale, salendo verso i piani superiori. Andrea Nerici si è salvato uscendo sul balcone in attesa dei soccorritori. Il connazionale della vittima, Aliu Ndong, ha fatto in tempo a scappare in strada. Alieu, che sarebbe stato il primo a dare l’allarme, salvando la vita ai coinquilini, preso dal panico, sarebbe salito al piano di sopra per sottrarsi al fumo denso e acre che invece, salendo verso l’alto, lo avrebbe soffocato. 

Adesso spetterà all’autopsia disposta dal sostituto procuratore Franco Pacifici stabilire se sia stato proprio il fumo la causa della morte. Un atto dovuto, dopo l’esame esterno del cadavere eseguito nell’immediatezza dal medico legale, nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla procura che ha per l’appunto iscritto il 29enne romeno nel registro degli indagati. L’uomo, che si era dato alla fuga, è stato rintracciato dalla polizia due giorni dopo, la mattina di Santo Stefano.


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3 gennaio, 2019

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