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Montefiascone - Interviene Rosita Cicoria, portavoce del Movimento 5 Stelle

“Invece di incentivare il punto di primo intervento si costringe la gente ad andare a Belcolle…”

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Rosita Cicoria

Rosita Cicoria

Montefiascone – Riceviamo e pubblichiamo – L’agonia dell’ospedale annunciata da anni da parte di tutti i cittadini di Montefiascone, si abissa sempre più in uno stato irreversibile, nonostante i nastri elettorali tagliati dalla politica e le effimere assicurazioni dei sindaci che si sono succeduti con i loro programmi elettorali “farlocchi”, dedicati alla fioritura del nosocomio e non, un barlume di verità intellettuale, sul lento ma inesorabile smantellamento di quest’ultimo.

E’ bastata una semplice delibera del 4 dicembre 2018 a firma del direttore generale e del direttore sanitario aziendale che la lettera n. 2447 prende subito corpo e decide che 14mila abitanti non avranno più a disposizione il P.P.I. (Punto Primo Intervento) aperto h 24, ma una conversione di quest’ultimo in Pat (Presidi Ambulatoriali Territoriali) praticamente.

Invece di incentivare il P.P.I. con servizi idonei per una diagnosi e decidere il trasferimento a Belcolle, con questa nuova idea, i cittadini di Montefiascone e dei paesi limitrofi, saranno costretti ad andare al Pronto Soccorso di Belcolle a ingrossare le interminabili file dell’unico e congesto Pronto Soccorso.

Va sottolineato il fatto che, mentre il Ppi è un servizio di emergenza, il PAT è un servizio di continuità assistenziale, cosa completamente diversa.

La delibera in questione evidenzia che fino ad agosto 2018, il Ppi di Montefiascone ha avuto un totale di 3130 pazienti, (troppe poche persone si sono sentite male, sono state inferiori a 6000 annui e quindi, come accordi regionali, l’affidamento va direttamente all’Ares che gestisce il sistema d’emergenza sanitaria extra-ospedaliero.)

E pensare che i nostri amministratori comunali hanno vinto le elezioni con l’ospedale “elettorale”!

Rosita Cicoria
Portavoce Movimento 5 Stelle Montefiascone


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10 gennaio, 2019

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