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“Le colonne di fumo dell’incendio si vedevano da lontano”

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Viterbo - L'incendio in via Rasetti [4]

Viterbo – L’incendio in via Rasetti

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Viterbo – L’incendio in via Rasetti

Viterbo - L'incendio in via Rasetti [6]

Viterbo – L’incendio in via Rasetti

Viterbo – (ma.ma.) – Rogo in via Rasetti, è ripreso il processo in cui è accusata di omicidio colposo una coppia, marito e moglie, proprietari dell’appartamento devastato dalle fiamme nonché parenti delle vittime.

Nell’incendio, divampato la mattina del 28 maggio 2011, un sabato, rimasero gravemente feriti il figlio disabile degli imputati (un bambino di 10 anni) e la nonna del piccolo, Linda Sganappa di 87 anni, morta in ospedale poche ore dopo i soccorsi. 

In aula, ieri mattina, il giudice Silvia Mattei ha ascoltato la testimonianza di uno degli agenti della polizia provinciale, tra i primi a intervenire sul luogo dell’incendio.

L’agente che ha testimoniato in aula si trovava in servizio di vigilanza, insieme ad altri colleghi, quando avrebbe notato colonne di fumo fuoriuscire dall’appartamento di via Rasetti, una traversa della Sammartinese, nei pressi della questura.

La polizia provinciale avrebbe immediatamente allertato i vigili del fuoco, giunti poco dopo sul posto. “Abbiamo visto alte colonne di fumo e ci siamo fermati. Avevamo paura potesse scoppiare qualche bombola di gas nel palazzo – ha affermato l’agente in aula -. Le fiamme fuoriuscivano da una delle finestre dell’appartamento e salivano in alto”.

L’incendio è scoppiato nel maggio 2011 quando erano da poco passate le otto di mattina. Al pianoterra dello stabile c’erano un bambino di circa dieci anni e una nonna di 87. Entrambi rimasero gravemente feriti. Il bambino riuscì a salvarsi, ma la donna morì poco dopo essere stata ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale di Belcolle.

Il poliziotto ha anche spiegato come, immediatamente dopo l’arrivo dei vigili del fuoco, si fosse proceduto all’evacuazione della palazzina. Il testimone ha dichiarato che i vicini di casa li avrebbero avvertiti della presenza di un bambino e di una nonna nell’appartamento. Sempre i vicini, stando alla dichiarazione, avrebbero specificato che forse la madre era sul posto di lavoro, un supermercato del capoluogo. 

“La visibilità era scarsissima. I vigili del fuoco hanno tratto in salvo prima la nonna, priva di sensi, e poi il bambino – ha detto in aula il testimone -. Anche il cane era stato trovato dai vigili del fuoco e mi sembra che il bambino e il cagnolino si trovassero nascosti sotto il letto”. 

L’agente ha specificato di non essere entrato nell’appartamento perché era molto pericoloso e che ad accedere allo stabile erano stati solo i vigili del fuoco. 

Il giudice Silvia Mattei ha rinviato l’udienza all’8 marzo per sentire i teste della difesa e un consulente. Sentenza il 10 aprile. 

 

 

 

 


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