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Luminaria, suggestioni poetiche nel segno del dialogo e dell’integrazione

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Viterbo – La distanza tra l’odio e gli altri è solo un po’ di luce. Nelle case e luoghi di lavoro. Senza un “loro”, solo un “noi”. Uguali, e senza distinzioni. Nel quartiere in cui si vive. Succede, anzi è successo, a San Faustino. A Viterbo. Contesto urbano a nord di Viterbo, la rive droite di quello che un tempo era il fiume Urcionio, oggi coperto dall’asfalto, che percorreva viale Marconi, il boulevard della città dei papi. Quartiere popolare, da sempre. Oggi punto di riferimento di numerose comunità di rifugiati e richiedenti asilo. Fianco a fianco con i residenti.


Multimedia – Fotogallery: Luminarie e Bestiari al Biancovolta [5] – Video: Gli interventi luminosi al quartiere San Faustino [6]


Luminaria, interventi luminosi. L’idea è dell’Arci, il sostegno del comune. Integrazione, solidarietà, arte e cultura. Domani l’ultimo giorno delle installazioni. Oggi pomeriggio alle sei un tour per il quartiere con gli artisti che le hanno realizzate. Appuntamento in via delle Piagge, davanti al Biancovolta-spazio Arci che da anni lavora con residenti e migranti. Quest’ultimi colpiti dal decreto voluto dal ministro dell’interno Matteo Salvini e approvato dalla maggioranza parlamentare Lega-Movimento 5 Stelle, con la sola opposizione di alcuni sindaci e presidenti di regione che, con chiarezza, hanno cominciato a far sentire la loro voce.

“Un’edizione zero – ha detto il presidente di Arci Lazio, Marco Trulli – un tentativo di invertire la percezione rispetto al quartiere adombrato da problemi di disagio di ordine pubblico e molte volte agli onori della cronaca. Un’iniziativa che vuole raccontare e valorizzare il quartiere dal punto di vista culturale, così come le diverse comunità che lo abitano. Un segno luminoso al quartiere”.


Viterbo - Luminaria, interventi luminosi a San Faustino [7]

Viterbo – Luminaria, interventi luminosi a San Faustino

Marco Trulli di Arci cultura [8]

Viterbo – Marco Trulli 


“Il progetto – prosegue Trulli – parte da un percorso laboratoriale, fatto con gli artisti Massimo De Giovanni e Pasquale Altieri, che ha coinvolto un gruppo di richiedenti asilo e rifugiati ospitati da Arci solidarietà Viterbo. Proprio attraverso il lavoro laboratoriale tra artisti e richiedenti asilo è nata l’idea di realizzare otto parole luminose”.

Oltre a Pasquale Altieri e Massimo De Giovanni, gli artisti che hanno preso parte al progetto sono Davide Dormino, Chiara Tommasi e Paul Wiedmer che questa sera accompagneranno i visitatori tra le strade del quartiere a visitare le opere.


Viterbo - Luminaria, interventi luminosi a San Faustino [9]

 

Viterbo - La sede del Biancovolta [10]


Le opere non sono state installate sui monumenti storici o nelle vie centrali della città, ma tra spazi pubblici e esercizi commerciali, a stretto contatto con il quotidiano degli abitanti, che hanno partecipato attivamente anche alle fasi progettuali.

“I ragazzi richiedenti asilo e rifugiati – spiega Trulli – stanno facendo un percorso di alfabetizzazione e all’interno di questo percorso abbiamo ragionato sui temi legati alla casa, come luogo domestico di relazioni e identità, e alla luce, dispositivo che apre al dialogo. In questo mix di riflessione sono nate otto parole luminose che abbiamo disseminato in tutto il quartiere. Luoghi visibili all’esterno ma che fanno parte di abitazioni o esercizi commerciali. Terrazze, vetrine, balconi, finestre. Residenti e commercianti hanno messo a disposizione le proprie utenze, dando spazio a queste creazioni, innescando di conseguenza un processo importante nell’ottica di dare un segno che guarda al dialogo e all’integrazione”.


Marcella Brancaforte [11]

Viterbo – Marcella Brancaforte

Viterbo - La mostra dedicata ai Bestiari [12]

Viterbo – La mostra dedicata ai Bestiari


Accanto a Luminaria, dentro al Biancovolta, e sempre in via delole Piagge 23, “Simulacra. Bestiari, demoni e altre ombre”, mostra collettiva di Librimmaginari che si concentra sull’alterità del mondo animale, una soglia che connette l’uomo a una dimensione mistica, letteraria e fantastica. Anche in tal caso il progetto è di Arci Viterbo, con il sostegno del comune. La mostra è curata da Marco Trulli e Marcella Brancaforte. Dal fauno alla fenice, dalla chimera all’echidna. “Le storie della letteratura e della mitologia – sta scritto nel catalogo della mostra – sono abitate da innumerevoli mostri o bestie a metà tra l’umano e l’orrendo, incarnazioni delle paure, proiezioni mistiche o magiche. Un excursus letterario e un archivio di animali immaginari”.

Interventi che cercano di omaggiare il luogo in cui si inseriscono, creando suggestioni poetiche per chi la guarda.

A testa alta. Perdendosi per le vie di San Faustino. Col naso all’insù. Senza un “loro”, soltanto un “noi”. Insieme. Contro ogni barbarie. 

Daniele Camilli


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