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Lettere - Viterbo - Scrive Renato Petroselli

“Mai un grazie alla città, un’impresa che sempre si lamenta…”

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Renato Petroselli

Renato Petroselli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentilissima redazione, sono un viterbese che si sente vivo e che democraticamente vorrebbe esprimere delle opinioni.

Siamo alle solite: come è ormai tradizione del giorno dopo… Mai un grazie alla città che ospita, un’impresa economica che poi sempre si lamenta. Mi sembra come la tradizionale storia della figlia della sora Camilla, tutti la vogliono e nessuno la piglia.

Come gli eruditi citano, per onestà intellettuale, occorre fare delle semplici considerazioni.

Fare impresa, in un mondo globalizzato e soprattutto, nel nostro territorio viterbese non è certamente facile, si ha sempre il classico fattore rischio di non solo non fare giusti profitti, ma anche di non coprire le spese dell’investimento.

Tutte le imprese che vivono nella nostra città, generalmente ringraziano ed apprezzano la variegata clientela, senza fare minacce.

Il centro storico di Viterbo, vive nel periodo natalizio diverse storie, a beneficio  di Babbo Natale e della Befana che decidono di soggiornare nel medievale borgo San Pellegrino, nelle storiche dimore degli Alessandri e della cosiddetta Torre Scacciaricci.

Come tutti sappiamo il borgo è vissuto da cittadini di tutte le fasce di età e che a loro spese, mantengono vivo il quartiere che ricordiamo, non è di proprietà pubblica, anche se la storia appartiene a tutta l’umanità.

Se il borgo ha un certo fascino è grazie alle persone che mantengono vive le pietre di peperino che sono state adoperate per costruire le dimore scelte (in affitto) dai due buoni e bravi personaggi cari a tutti, cioè Babbo Natale e la Befana.

In riferimento agli ambienti di proprietà privata, specialmente quelli usati come sala d’attesa per gli ospiti paganti che fanno visita al simpaticone uomo con la barba bianca per poi fare la foto ricordo, non sono certo all’altezza di una bella ospitalità e soprattutto confortevole, essendo gradini di scalinate in pietra nuda, che poi servono per tutto l’anno all’entrata delle abitazioni di chi ancora ama vivere nel centro storico.

Se consideriamo le altre realtà cittadine del nostro territorio di Tuscia che, con intelligenza e lungimirante interesse sociale turistico, con benefici collettivi municipali – cito Il paese che muore, Civita di Bagnoregio e il borgo fantasma di Celleno – posso assicurare che sono realtà vive che si adoperano con cordialità all’accoglienza dei numerosi turisti che con grande soddisfazione frequentano i centri storici per apprezzarne le peculiarità.

Babbo Natale e la Befana sanno che sono liberi di prendere in affitto altri alloggi, senza minacce e continuando con le loro tradizionali storie ad affascinare gli uomini di buona volontà.

Renato Petroselli


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10 gennaio, 2019

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