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“A Mammagialla è difficile applicare pure le punizioni”

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Viterbo - L'incontro con il prefetto Giovanni Bruno [4]

Viterbo – L’incontro con il prefetto Giovanni Bruno

Viterbo - Il direttore di Mammagialla Pierpaolo D'Andria [5]

Viterbo – Il direttore di Mammagialla Pierpaolo D’Andria

Viterbo - L'incontro con il prefetto Giovanni Bruno [6]

Viterbo – L’incontro con il prefetto Giovanni Bruno

Viterbo - La protesta del sindacati di polizia penitenziaria Uspp e FpCgil [7]

Viterbo – La protesta del sindacati di polizia penitenziaria Uspp e FpCgil

Viterbo - La protesta del sindacati di polizia penitenziaria Uspp e FpCgil [8]

Viterbo – La protesta del sindacati di polizia penitenziaria Uspp e FpCgil

Viterbo - La protesta del sindacati di polizia penitenziaria Uspp e FpCgil [9]

Viterbo – La protesta del sindacati di polizia penitenziaria Uspp e FpCgil

Viterbo – “Chiediamo la certezza nell’applicazione delle punizioni nei confronti dei detenuti. Perché allo stato attuale all’interno di Mammagialla non c’è”. Per farlo servono più mezzi, più soldi per la strumentazione a disposizione e più personale rispetto a quello presente. E inoltre l’applicazione di sanzioni, come l’isolamento e l’esclusione dell’attività in comune, “che a Mammagialla sono state inibite”.


Multimedia – Fotogallery: La protesta dei sindacati [10] – Video: Le condizioni di lavoro della polizia penitenziaria [11]


 Sono queste le richieste dei sindacati di polizia penitenziaria che nel primo pomeriggio di oggi si sono seduti al tavolo convocato dal prefetto Giovanni Bruno dopo la manifestazione organizzata da Uspp e FpCgil.

Le due organizzazioni sindacali, che martedì scorso si sono date appuntamento a piazza del comune, hanno più volte evidenziato i rischi che i poliziotti corrono ogni giorno all’interno dell’istituto penitenziario e che nelle scorse settimane avrebbero causato situazioni di forte tensione con i detenuti all’interno della casa circondariale viterbese.

All’incontro di oggi c’erano tutte le sigle sindacali. Un incontro a porte chiuse, con dichiarazioni rilasciate a fine riunione. Per ragioni di sicurezza, considerate le tematiche in discussione. Al tavolo c’erano il prefetto, Sappi, Osapp, Uil, Sinappe, Cisl, Uspp, Cgil e Cnpp. Con loro il direttore di Mammagialla Pierpaolo D’Andria e il comandate della polizia penitenziaria Daniele Bologna.

“Abbiamo evidenziato di nuovo le problematiche che viviamo – hanno dichiarato i sindacati al termine dell’incontro -. Tra un mese ci sarà un nuovo incontro. Nel frattempo la prefettura si confronterà con la Asl e i vertici del carcere, vale a dire direttore e comandante. Per riportare il carcere a una situazione standard di sicurezza”. Perché, come denunciato nel corso della manifestazione da Uspp e FpCgil, i detenuti sembrerebbero aver preso il sopravvento sui poliziotti.

“Chiediamo più mezzi, più soldi per la strumentazione e più personale di polizia penitenziaria”, dicono i sindacati. “Perché c’è un problema di sicurezza interno – ripetono – che potrebbe ripercuotersi sul territorio diventando un vero e proprio problema di ordine pubblico. Con conseguenze terribili, come un’evasione o una rivolta come successo a Trento a dicembre”.

Tra le problematiche sollevate dai sindacati, anche sanzioni previste dall’ordinamento giuridico come l’isolamento e l’esclusione dall’attività in comune dei detenuti.

“L’isolamento – dichiarano i sindacati – è gestito seguendo la sola linea della Asl. Come estrema ratio. Per noi deve invece essere la giusta moneta per chi sbaglia all’interno dell’istituto. Noi dobbiamo poter disporre dello strumento disciplinare e della relativa sanzione, come l’isolamento nei casi più gravi, in maniera coordinata con l’azienda sanitaria ma in modo sicuro, e soprattutto con certezza. Non siamo giustiziasti ma operatori della sicurezza. E vogliamo poter utilizzare gli strumenti normativi a disposizione in maniera palese”.

Stessa richiesta anche per l’esclusione dall’attività comune da parte dei detenuti. “Poter applicare quando serve”.

Le sigle sindacali hanno infine sollevato il problema della sicurezza per il personale. “Sono 4 anni – sottolineano i rappresentanti sindacali – che c’è una richiesta di portare i colleghi fuori dalla sezione. La sorveglianza dinamica, che vuole il detenuto fuori dalle celle per otto ore al giorno tenendolo impegnato in vista del suo reinserimento, non ha dato finora buoni frutti. Non a Mammagialla. Da noi i colleghi stanno quotidianamente da soli e a contatto con 50 detenuti che vagano per la sezione, senza essere impegnati in nulla. Un agente che si trova in sezione ha a disposizione un telefono portatile che alla fine del corridoio non prende più. Senza neanche la possibilità di spingere un pulsante qualsiasi per dare l’allarme in caso di aggressione”.

Cosa chiedono i sindacati? “Chiediamo che i colleghi siano portati fuori dalla sezione. Arrivano, aprono le celle e poi sorvegliano i detenuti a vista all’interno di un box con due porte a vetri. Una che guarda verso la sezione e una alle spalle che dà verso l’esterno”.

“Quando un agente riesce a dare l’allarme – concludono i sindacalisti – se il direttore autorizza l’uso dello scudo e del casco, allora interveniamo con questi mezzi. Altrimenti ci facciamo il segno della croce ed entriamo dentro. A mani nude”.

Daniele Camilli


Incontro in prefettura – Il comunicato dei sindacati

USPP e FP CGIL, sigle promotrici della manifestazione del 14 u.s. e SAPPe – OSAPP – UIL PA – SiNAPPe – FNS CISL, all’esito dell’incontro tenutosi con il Signor Prefetto di Viterbo, avanti ai vertici della Direzione della Casa Circondariale Viterbo, dichiarano la propria soddisfazione circa i propositi raggiunti che una volta posti in essere porteranno sicuramente ad un miglioramento delle condizioni lavorative del Personale di Polizia Penitenziaria di “Mammagialla”.

Tutte le sigle avanti al Signor Prefetto hanno confermato i disagi patiti giornalmente dagli uomini e le donne del Corpo del carcere del capoluogo della Tuscia, richiedendo immediati interventi su:

Le carenze di Organico (nei ruoli apicali si sfiora il 50% della carenza);
Le carenze Strutturali;
La puntuale applicazione e l’effettiva esecuzione delle sanzioni disciplinari a carico dei detenuti, previste dal D.P.R. 230/00;

Il Signor Prefetto, preso atto della situazione, ha garantito il massimo sforzo affinché le criticità lamentate possano essere risolte in breve tempo, assicurando interventi diretti presso il Ministero dell’Interno e quello della Giustizia.

Ha altresì assicurato che i problemi lamentati, che inevitabilmente influiscono sulla sicurezza potranno essere materia di confronto all’interno del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

Si è impegnato inoltre ad incontrare nuovamente i vertici della Direzione unitamente ai vertici della ASL per verificare la possibilità di trovare idonee soluzioni relative alla gestione dei detenuti affetti da problemi psichiatrici e anche per garantire una funzionale e celere applicazione di quelle sanzioni disciplinari a carico dei detenuti per le quali è necessario il parere medico per la loro esecuzione.

Ha infine sensibilizzato la Direzione ha porre in essere quelle modifiche strutturali necessarie a porre in sicurezza il lavoro dei Poliziotti Penitenziari sollecitando altresì il riavvio del confronto sindacale sul tema della riorganizzazione del lavoro della Polizia Penitenziaria.

Ha promesso di rincontrare nuovamente le OO.SS. a trenta giorni con il fine di verificare lo stato degli impegni presi.

SAPPe OSAPP UIL Pen. SiNAPPe FNS CISL USPP FP CGIL


Articoli: “Situazione critica a Mammagialla, un pericolo per il territorio” [12] – “Rischiamo la rivolta dei detenuti o un’evasione” [13] – “Un carcere allo sbando e in mano ai detenuti” [14] – Uspp e Cgil Fp: “Prefetto sensibile ai nostri problemi, presto incontrerà i vertici” [15] – Mauro Rotelli (FdI): “Su Mammagialla subito un intervento alla Camera” [16]


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