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Tribunale - E' il professionista 68enne di Montefiascone in forza alla Cittadella sospeso dopo la denuncia di quattro vittime - Gli è stata riconosciuta l'attenuante della lieve entità

Mano morta sulle pazienti, otto mesi per violenza sessuale all’oculista

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Viterbo - Un'aula del tribunale

Viterbo – Un’aula del tribunale

Angelo di Silvio

Il difensore Angelo di Silvio

Viterbo – Mano morta sulle pazienti, oculista condannato a otto mesi per violenza sessuale, col beneficio dello sconto di un terzo della pena del rito abbreviato e il riconoscimento dell’attenuante della lieve entità. La pm Paola Conti aveva chiesto due anni.

Si tratta del medico 68enne di Montefiascone sospeso dal servizio a novembre 2015 dopo che diverse pazienti lo avevano segnalato alla direzione della Asl con l’accusa di fare il cascamorto e allungare le mani sulle pazienti durante la misurazione della vista.

L’oculista, Filippo Mocini, difeso dall’avvocato Angelo Di Silvio, è stato giudicato ieri col rito abbreviato, condizionato alla perizia psichiatrica sull’imputato, davanti al gup Rita Cialoni.

Secondo la psichiatra viterbese Cristiana Morera, il dottore soffrirebbe di disturbo bipolare compatibile con i fatti contestati. 

Quattro le donne che accusavano l’oculista della Asl in forza alla Cittadella della salute di avere approfittato del camice bianco per palpeggiarle, con la scusa di sistemarle meglio sullo sgabello, infilando le mani dappertutto e arrivando in un caso a calarsi i pantaloni, convinto di poter andare oltre.

Per una di loro il giudice ha disposto il non luogo a procedere. Le altre tre vittime, invece, sono state risarcite in separata sede dall’imputato, al quale è stata di conseguenza riconosciuta quale ulteriore attenuante. 

Un solo modus operandi. Nonostante non dovessero spogliarsi per la visita, lo specialista avrebbe approfittato per baciarle, toccare il seno e sfiorare altre parti intime mentre si trovavano bloccate sullo sgabello su cui dovevano restare sedute immobili per gli esami.

Recidivo, già nel 2012 era stato sospeso per un mese dal servizio in seguito a un’analoga segnalazione. Quattro anni fa le indagini della procura erano scattate in seguito a una serie di reclami scritti presentati all’Urp della Asl da parte di donne che hanno poi confermato agli inquirenti di aver subito molestie sessuali, corroborate anche dalle testimonianze di colleghi del medico e operatori della Asl.

Titolare delle indagini la pm Paola Conti, che aveva contestato all’oculista la violenza con una doppia aggravante: la minorata difesa delle vittime, in soggezione davanti al dottore, a l’aver approfittato di loro durante la visita.

Silvana Cortignani


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9 gennaio, 2019

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