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“Mi ha colpito alla testa con un paletto di ferro, grondavo sangue”

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Viterbo - Un'aula del tribunale [4]

Viterbo – Un’aula del tribunale

Vincenzo Petroni [5]

L’avvocato Vincenzo Petroni

Sutri – (sil.co.) – “Mi ha colpito alla testa con un paletto di ferro, grondavo sangue”. Lite tra vicini finisce nel peggiore dei modi.

E’ successo nel gennaio del 2015 a Sutri, nella zona residenziale composta di villette di Monte Faloppo, dove nel 2008 ha comprato casa un farmacista 47enne d’origine israeliana, che sette mesi fa si è trasferito con la moglie e i due figli piccoli a Stoccarda, in Germania. E’ lui la vittima dell’aggressione, ma anche imputato nel processo contro il vicino.

L’uomo è tornato apposta in Italia per prendere parte alla prima udienza del processo che si è aperto ieri davanti al giudice Giacomo Autizi in cui è contemporaneamente imputato e parte civile, assistito dall’avvocato Vincenzo Petroni. Imputato e parte offesa anche il vicino, l’anziano costruttore del complesso residenziale, con cui la lite finita male è scoppiata nel gennaio 2015 quando quest’ultimo ha deciso di recintare un’area comune utilizzata dal farmacista per fare manovra. 

“Mi ha colpito alla testa con un paletto di ferro, sono svenuto e quando mi sono alzxato da terra grondavo sangue”, ha raccontato la vittima, sentita dal giudice nelle vesti di imputato. Il 47enne, sorpreso nell’udire insoliti rumori metallici nei pressi del suo cancello, si sarebbe precipitato in strada, trovando l’anziano intento a piantare paletti nel terreno, circoscrivendo la sua area di manovra per uscire con la macchina.

“Siccome il vicino insisteva nel portare avanti l’opera – ha spiegato – ho chiamato mia moglie, che era incinta all’ottavo mese ed era a casa con l’altra bimba piccola, dicendole di chiamare i carabinieri per chiarire se fosse autorizzato. A un certo punto, all’improvviso, il vicino mi ha colpito in testa e sono caduto a terra incosciente. Quando mi sono ripreso, mi sono alzato e mi colava sangue dalla testa. Mia moglie, allora, mi ha scattato una foto, mentre i carabinieri hanno chiamato l’ambulanza che mi ha condotto in ospedale”. Oltre alla moglie, all’aggressione sarebbe stata presente anche un’altra vicina, che sarà sentita come testimone.

La foto è stata mostrata al giudice, che ha acquisito anche alcuni documenti che per la difesa, che ha chiesto una perizia medico-legale d’ufficio al tribunale, proverebbero la gravità delle lesioni riportate. 

“Il mio assistito ha riportato un danno estetico a causa di due cicatrici per le quali dovrà sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica”, ha spiegato l’avvocato Petroni, producendo il referto del pronto soccorso di Belcolle e altre tre certificati medici successivi.

“Non avevo capito la gravità delle ferite, fino a quando al pronto soccorso non mi hanno detto che bisognava ricorrere alla sutura perché erano molto profonde e probabilmente mi avrebbero lasciato delle aderenze”, ha detto il farmacista. “Dopo otto giorni mi hanno tolto i punti, ma per un paio di mesi ho continuato a soffrire di vertigini e tutt’oggi le cicatrici mi danno un prurito insostenibile, per cui dovrò sottopormi a un intervento di chirurgia plastica”, ha concluso.

Per la difesa dell’anziano, il 47enne ci avrebbe messo del suo, allargando a spese del terreno del vicino, nell’estate 2014, il suo spazio di manovra e aggredendolo a sua volta. Il processo, appena all’inizio, riprenderà il prossimo 20 maggio con ulteriori testimoni. 


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