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Tribunale - Viterbo - Al centro dell'udienza l'episodio avvenuto durante una vacanza in Sicilia

Moglie subisce anni di violenze e maltrattamenti, 4 testimoni in aula

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – (ma.ma) – Finisce a processo per anni di presunte violenze, verbali e fisiche, nei confronti della moglie, che sospetta di essere tradita. In aula venerdì mattina il giudice Silvia Mattei ha ascoltato quattro testimoni della difesa.

La presunta vittima, originaria delle Marche, si è costituita parte civile ed è difesa dall’avvocato Marco Valerio Mazzatosta. L’imputato, un impiegato, è assistito dagli avvocati Elena Gallo e Marcello Bertucci. Per lui l’accusa è di maltrattamenti in famiglia e lesioni. La coppia, sposatasi nel 2008, ha avuto una figlia nel 2010.

Nella precedente udienza gli anni di violenza erano stati raccontati dalla stessa presunta vittima. Stando alla testimonianza della donna, i maltrattamenti avevano subito un’accelerazione nell’aprile del 2017, quando lei aveva cominciato a palesare al coniuge i dubbi su una sua presunta relazione extraconiugale. Da quel momento erano iniziate le aggressioni fisiche che avevano poi portato la presunta vittima a sporgere la denuncia del 20 ottobre 2017, in seguito alla quale il marito aveva lasciato il tetto coniugale.


 – Dice al marito che la tradisce, lui la riempie di botte


In aula, nell’udineza di venerdì, difesa e accusa hanno cercato di fare luce sull’estate 2017 quando la donna era in vacanza in Sicilia con il marito e la loro figlia. In quell’estate si sarebbe verificato un episodio di violenza quando i coniugi erano stati ospiti di un amico dell’imputato per qualche giorno sulla sua villa sul mare. L’uomo era presente in aula per testimoniare.

“Ho conosciuto l’imputato per via del suo lavoro – ha affermato -. Era sempre gentile e diponibile nei miei confronti. Era nato tra noi un rapporto cordiale. Mi faceva simpatia”. Il testimone ha poi aggiunto: “Da quando sono andato in pensione sono solito ospitare in estate nella mia villa qualche amico. L’estate del 2017 l’imputato mi disse che avrebbe trascorso da me qualche giorno con sua moglie e sua figlia. Decisi ben volentieri di ospitarli e farli dormire in una casa di fronte alla mia”.

In aula poi l’uomo ha raccontato di quei giorni di vacanza. “Tutto filò liscio, non c’era traccia dissapore”. Il testimone ha specificato di aver visto la donna anche dopo il presunto episodio di violenza e di non aver trovato nulla di strano nel suo atteggiamento. “Anche il giorno della partenza sembravano tranquilli – ha poi aggoiunto -. Mi sembrava una famiglia in perfetto stato psicologico. Poi quando è scoppiato il problema ho chiesto anche al mio domestico e lui mi ha risposto di non aver notato o sentito nulla di strano”.

In aula, tra i testimoni ascoltati, anche un’amica della coppia. La donna ha dichiarato di non essere a conoscenza di malumori tra i due nel periodo di gravidanza della presunta vittima. La signora ha però specificato di essere venuta a conoscenza di un episodio, quando a settembre 2017 la presunta vittima la contattò e le riferì di un’aggressione avvenuta da parte del marito durante la vacanza in Sicilia. “Il marito si mostrò aggressivo perchè lei aveva sollevato dei dubbi circa una sua possibile relazione extraconiugale”, ha riferito in aula l’amica della coppia. 

Ascoltata anche la compagna del fratello dell’imputato. La signora ha riferito di un “atteggiamento di rispetto, cortesia e premura dell’imputato verso la moglie”. La donna ha raccontato dei sospetti della moglie sul marito, della paura che il marito si fosse infatuato di una collega, del controllo dei messaggi sul cellulare dell’imputato da parte della moglie, dell’episodio in cui la donna cacciò il marito di casa. In ultimo ha poi specificato di aver ricevuto una foto via Whatsapp dalla presunta vittima che mostrava un braccio con del rossore.  La foto avrebbe documentato l’aggressione dell’estate 2017, avvenuta proprio nei giorni in cui la coppia era ospite nella villa sul mare in Sicilia.

Al termine delle testimonianze il giudice Silvia Mattei ha rinviato l’udienza al 12 aprile per ascoltare altri testimoni della difesa. 


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21 gennaio, 2019

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