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Tarquinia - Il maestro Leandro Piccioni si racconta. Dagli esordi con la banda di Tarquinia “Giacomo Setaccioli” alla collaborazione artistica con Ennio Morricone

“Fare musica, questo è il senso di tutta la mia vita”

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Il maestro Leandro Piccioni

Il maestro Leandro Piccioni

Il maestro Leandro Piccioni al pianoforte

Il maestro Leandro Piccioni al pianoforte

Tarquinia – “Fare musica. Questo è il senso di tutta la mia vita”. Il maestro Leandro Piccioni ha dedicato la sua vita alla musica. Fin da quando, nel 1970, entra nella banda di Tarquinia “Giacomo Setaccioli” per suonare la tromba. Il primo maestro Bruno Benedetti. Poi lo studio del pianoforte e di composizione al conservatorio “Santa Cecilia”.

La passione che diventa lavoro. La collaborazione con Carmelo Bene nel 1989. La Rai come arrangiatore e direttore d’orchestra. Quindi il sodalizio artistico con gli Avion Travel e l’orchestra di Piazza Vittorio e la composizione di colonne sonore per importanti film. Infine l’incontro con Ennio Morricone.

La musica ha un ruolo fondamentale nella sua vita. Come hai iniziato?
“Alla banda “Giacomo Setaccioli” con la tromba nel 1970. Poi ho studiato pianoforte e composizione al conservatorio “Santa Cecilia”. Mi sono diplomato tra il 1982 e il 1984. Nel frattempo avevo approfondito la musica jazz, allargando i miei orizzonti espressivi anche alla musica da film grazie al musicista Amedeo Tommasi”.

Dopo la fine degli studi in conservatorio, le prime produzioni discografiche, poi la televisione e le colonne sonore per i film.
“Ho incominciato negli anni Ottanta lavorando per la Fonit Cetra, la Rca e altre case discografiche. Nel 1989 ho collaborato con Carmelo Bene, che mi ha segnato moltissimo artisticamente. Negli anni Novanta ho fatto molta televisione, soprattutto in Rai, come arrangiatore e direttore d’orchestra. La svolta dopo il 2000. Collaboro con gli Avion Travel e l’orchestra di Piazza Vittorio. In quel periodo arrivano anche le colonne sonore per le pellicole “Il posto dell’anima”, “Assunta Spina” “L’ultima pallottola”, fino a “Rebecca la prima moglie”, prodotta da Guido Lombardo per la Titanus”.

Lei è un pianista, direttore d’orchestra, arrangiatore e compositore. Qual è il filo che unisce questi vari piani della tua attività?
“Tutte le mie attività di pianista, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra, nonché fonico nel mio stesso studio di produzione, si uniscono semplicemente in una sola breve frase: fare musica. Questo è il senso di tutta la mia vita, al di là degli affetti, delle amicizie, degli amori che ogni persona vive. Il fare musica in ogni modo mi ha sempre stimolato e accompagnato anche nei momenti più difficili e complicati. Questo desiderio mi accompagna ancora e mi rende felice, comunque. Dico spesso che il suonare grande musica è per me la più efficace terapia psicologica”.

Leandro Piccioni ed Ennio Morricone. Un rapporto professionale che si è trasformato nel tempo in un’amicizia.
“Con Ennio Morricone ho iniziato a collaborare nel 2000. Il rapporto di stima e apprezzamento con lui si è intensificato soprattutto in questi ultimi anni. Sono orgolgioso di aver ricevuto dal maestro una dedica in cui mi considera “il più grande collaboratore che ha avuto”. Con il maestro ho fatto centinaia di concerti in tutto il mondo. Dall’Europa all’Australia, ho visitato decine di città, anche più volte. Il sogno continua e spero di dare sempre il mio massimo possibile. Voglio inoltre dire che Morricone è stato sempre attento alle mie produzioni ed è anche un estimatore del mio lavoro. Questo mi dà una grande spinta a continuare”.

Gli obiettivi futuri. 
“Tra gli obiettivi allestire un nuovo studio o una sala musicale multimediale nella zona di via Guido Reni, dove sono andato a vivere. Spero di realizzare per me e i miei collaboratori importanti produzioni che sono in cantiere. Questo, mentre sono in procinto di partire per una nuova tournée con Morricone e con il “Don Giovanni” dell’orchestra di Piazza Vittorio. Un’elaborazione dall’opera di Mozart di cui sono autore e arrangiatore. Sempre con l’Orchestra di Piazza Vittorio ho realizzato “Il flauto magico” e “Carmen”.

Il suo legame con Tarquinia? E cosa rappresenta per lei la banda “Giacomo Setaccioli”? 
“Il mio legame con la città è ovviamente l’appartenenza, la famiglia di provenienza e tutti i ricordi della mia gioventù. La banda “Giacomo Setaccioli” mi ha dato una spinta importante verso la musica. Un caro ricordo è legato al mio primo maestro, Bruno Benedetti”.

Ci sarà un concerto del maestro Leandro Piccioni nella sua città?
“Per ora la vedo difficile. Ma non si mai”.

Daniele Aiello Belardinelli


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10 gennaio, 2019

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