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Terni - E' la 28enne che il 2 agosto ha abbandonato il figlio appena partorito nel piazzale di un supermercato - Sarà giudicata con l'abbreviato

Neonato morto nel parcheggio, madre a processo per omicidio volontario

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Giorgia Guglielmi

Giorgia Guglielmi

Terni – (sil.co.) – Neonato morto nel parcheggio di un supermercato a Terni, la madre che lo ha abbandonato subito dopo averlo partorito sarà processata il 4 febbraio per omicidio volontario aggravato col rito abbreviato. In base alla perizia psichiatrica, non sarebbe emersa una totale incapacità di intendere e di volere, ma piuttosto un forte stato depressivo della donna, già madre di una bambina di due anni.

Si tratta di Giorgia Guglielmi, la 28enne reclusa da cinque mesi nel carcere perugino di Capanne con l’accusa di omicidio volontario aggravato dal rapporto di discendenza madre-figlio, arrestata dopo il ritrovamento del cadavere del piccino, abbandonato il 2 agosto scorso in una siepe del piazzale dell’Europsin di Borgo Rivo. 

In attesa del processo, la donna ha potuto lasciare il carcere per tre giorni nel periodo delle festività di Natale, trascorrendo il 24, 25 e 26 dicembre con la primogenita in una struttura protetta della Caritas di Perugia. 

Il gup Federico Bona Galvagno, giunto a Terni dopo un periodo in forza al tribunale di Viterbo, ha accolto la richiesta dei difensori Alessio Pressi e Attilio Biancifiori. Il ricorso al rito alternativo dell’abbreviato, in caso di condanna, consentirà alla donna lo sconto di un terzo della pena che, data la pesante accusa, potrebbe arrivare a 30 anni di reclusione. 

La difesa sarebbe pronta a chiedere la riqualificazione del reato da omicidio a infanticidio, partendo dal presupposto che la 28enne ha sempre affermato di avere lasciato il figlioletto, appena partorito nel bagno di casa, in una busta di plastica nel parcheggio del supermercato, sicura che qualcuno si sarebbe preso cura di lui.

Ma quando il piccino è stato ritrovato era troppo tardi, anche se sarebbe sopravvissuto per diverse ore secondo l’autopsia, per poi morire di asfissia, complici anche le temperature elevate di quella giornata afosa di piena estate. Nella busta un vecchio scontrino che ha permesso alla polizia di condurre un’indagine lampo risalendo in poche ore alla donna, originaria di Cesi e da tre anni residente a Sant’Agnese.

I legali non potranno fare appello alle presunte condizioni di disagio economico che avrebbero spinto la madre all’abbandono. Per il giudice, infatti, potendo contare sia sui genitori che sul compagno, non può essere ritenuta “del tutto sprovveduta”, tanto che non le è stato concesso il gratuito patrocinio. Nessuno in famiglia sapeva della gravidanza, che la 28enne aveva tenuto nascosta a tutti. 

 


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7 gennaio, 2019

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