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Tarquinia - Intervista a Laura Sposetti, l’ex assessore ai lavori pubblici dell’amministrazione Mencarini, che stila un bilancio della sua attività e pone le condizioni per la ricandidatura alle elezioni comunali

“Non c’è stato il tempo per realizzare i progetti”

di Daniele Aiello Belardinelli
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Tarquinia - L'ex assessore ai lavori pubblici Laura Sposetti

Tarquinia – L’ex assessore ai lavori pubblici Laura Sposetti

Tarquinia – “Bilancio positivo a livello personale. Negativo come assessorato, perché c’è stato poco tempo per lavorare. E non credo di ripresentarmi alle elezioni”. Laura Sposetti è stata per un anno e mezzo assessore ai lavori pubblici del comune di Tarquinia (lista civica Idea e Sviluppo), nell’amministrazione guidata dal sindaco Pietro Mencarini. A distanza di qualche mese stila un bilancio della sua esperienza. E pone le condizioni per una la ricandidatura alle prossime comunali.

Come sono stati i mesi trascorsi all’assessorato dei lavori pubblici?
“Dal punto di vista personale positivi e stimolanti. Per i risultati negativi. Serve del tempo per capire come funziona la macchina amministrativa E il tempo a disposizione è stato poco. Inoltre, sono mancate delle figure che supportassero le attività dell’assessorato, andando in Regione o ai Ministeri per partecipare a incontri, tavoli tecnici e per capire quali canali attivare per reperire risorse e fondi da investire nei progetti”.

Un grande parcheggio per la città. Un progetto che ricorre in ogni campagna elettorale. Cosa era stato fatto?
“A parte il parcheggio della circonvallazione Vincenzo Cardarelli, l’ultima grande area di sosta realizzata, cui ho lavorato alla variante di progetto, è stata quella delle scuole elementari nel 1987. Per questo motivo, avevo iniziato fin da subito a studiare una soluzione. La grossa lacuna del Comune è la mancanza di un piano della viabilità, senza il quale non è possibile accedere ai finanziamenti. Avevo trovato i fondi per dare l’incarico a dei tecnici, che avrebbero iniziato a lavorarci proprio in questo mese di gennaio. Ma tutto si è interrotto con la caduta dell’amministrazione Mencarini”.

I problemi delle scuole elementari?
“Conosco fino a un certo punto la situazione. Il Comune nel 2015 aveva fatto svolgere delle relazioni tecniche e l’unico padiglione che rientrava nella casistica per ottenere i finanziamenti era il “Bonelli”. Il cantiere doveva aprire a gennaio 2017. Ma non era stato preso in considerazione lo spostamento della mensa e delle aule. Una questione che abbiamo dovuto affrontare e risolvere, facendo slittare di mesi l’inizio dei lavori. Sugli altri plessi erano già stati incaricati dei tecnici per le verifiche sull’adeguamento sismico”.

Perché non pensare di realizzare un nuovo polo scolastico?
“Era un mio cruccio. Immagino, infatti, una nuova scuola fuori dal centro che riunisca in un unico complesso l’asilo, le elementari e le medie. Da costruire, per esempio, nei terreni di fronte alla Coop, accanto alla piscina comunale. E le vecchie strutture scolastiche da destinare ad altre attività”.

La dismissione del distributore di piazzale Europa. Un esempio di buona amministrazione
“E’ stato abbastanza semplice, ma dal punto di vista burocratico impegnativa. Appena insediata, ho chiesto una verifica delle concessioni. La prima in scadenza era quella della stazione di servizio di piazzale Europa che come amministrazione non abbiamo rinnovato.   Dopo una serie di passaggi amministrativi, a dicembre la società, proprietaria della pompa, ha comunicato la decisione di dismettere l’impianto, accollandosi tutti i costi di smaltimento e bonifica.

Nei mesi scorsi avevo chiesto (a titolo gratuito) all’architetto Claudio Sabbatini di redigere una bozza di progetto per riqualificare l’area, che rappresenta uno degli accessi al centro storico di Tarquinia. Per una spesa preventivata di circa 50mila euro a carico del Comune. Il progetto prevedeva, tra l’altro, un collegamento al “Bucone”, altra zona nel degrado che andrebbe riqualificata e data in concessione a un’associazione”.

Una ricandidatura alle prossime amministrative?
“Lo spirito di servizio, la speranza di non vedere vanificate tutte le scelte progettuali effettuate, le tante questioni sospese ed irrisolte per mancanza dei tempi tecnici necessari, oltre alle enormi potenzialità e prospettive di sviluppo della Nostra Città, mi indurrebbero di ricandidarmi, anche per non eludere gli impegni a suo tempo assunti. Perché questo avvenga, però, si devono manifestare le condizioni politico-personali per una efficace attività amministrativa, che renda possibile affrontare con efficacia le numerose questioni pendenti. Una sola cosa, comunque, mi sento di dover garantire, per il futuro come per il passato. Il massimo impegno personale e la condivisione”.

 

Daniele Aiello Belardinelli


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13 gennaio, 2019

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