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Vignanello - Enrico Gnisci, capogruppo di Minoranza "Le cose in comune", attacca dopo il voto per l'eliminazione del regolamento per la nomina

“Per fare lo scrutatore occorre rientrare nelle grazie del consigliere comunale…”

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Vignanello

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Vignanello – Riceviamo e pubblichiamo – Il 15 gennaio si è riunita la commissione elettorale del comune di Vignanello, presieduta dal sindaco Grattarola, insieme al consigliere di maggioranza Luigi Ziaco e il consigliere di minoranza Enrico Gnisci, per approvare i registri degli ammissibili alla nomina di scrutatori (assente giustificato il consigliere Tullio Stefanucci).

Nella stessa sede con specifico verbale con due voti favorevoli (sindaco e Ziaco) e uno contrario (Gnisci) si è votato per l’eliminazione del regolamento per la nomina di scrutatori tramite sorteggio pubblico usato negli ultimi anni, in favore del vecchio metodo previsto dal Porcellum che prevede una nomina diretta da parte della commissione elettorale e quindi dai consiglieri che la compongono.

In pratica, sarà il consigliere che indicherà il nome del suo prescelto che poi verrà nominato scrutatore. Nonostante la disponibilità espressa dal consigliere Enrico Gnisci ad attuare eventuali modifiche utili a migliorare il regolamento, si è proceduto alla sua secca rottamazione. 

Va detto che in passato il regolamento fu ampiamente discusso e poi approvato all’interno della maggioranza dell’exsindaco Grasselli e anche nel direttivo del locale circolo Pd, trovando il parere favorevole di alcuni consiglieri e assessori che evidentemente oggi si sono persuasi a cambiare drasticamente opinione.

Cosa cambia? Che fino a ieri per sperare di diventare scrutatore ci si affidava a un regolamento, seppur perfettibile, e a un sorteggio pubblico; un metodo oggettivo quindi.

Da oggi invece occorre rientrare nelle grazie del consigliere comunale di riferimento cercando di convincerlo a risultare primo nella sua graduatoria personale. Tutt’altro che oggettivo.

Per i consiglieri di minoranza del gruppo “Le cose in comune” si tratta di un netto passo indietro rispetto alle conquiste ottenute nel recente passato in termini di civiltà e trasparenza. 
Titolo di questa brutta storia? “Poiù clienti e meno cittadini”

Enrico Gnisci
Capogruppo di Minoranza “Le cose in comune”
 


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20 gennaio, 2019

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