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Viterbo - Era l'unico rimasto nel processo falcidiato dalle prescrizioni - Accusato di concussione, è stato prosciolto il 30 ottobre in primo grado

Processo Cev, ricorso della procura contro l’assoluzione di Claudio Ciucciarelli

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Processo Cev - Claudio Ciucciarelli al centro con gli avvocati Fausto Barili e Carlo Taormina

Claudio Ciucciarelli al centro con gli avvocati Fausto Barili e Carlo Taormina

L'imprenditore Claudio Londero

La parte civile – L’imprenditore Claudio Londero

L'avvocato Antonio Rizzello

Il difensore di parte civile – Avvocato Antonio Rizzello

Viterbo – (sil.co.) – Processo Cev, la procura ricorre in appello contro l’assoluzione in primo grado di Claudio Ciucciarelli, l’unico accusato di concussione e l’unico delle decine di indagati iniziali rimasto nell’ex maxiprocesso in cui era imputato anche l’ex sindaco Giancarlo Gabbianelli, nel frattempo falcidiato dalle prescrizioni.

L’assoluzione, con formula piena, “perché il fatto non sussiste”, risale allo scorso 30 ottobre. La prescrizione dovrebbe scattare, invece, il prossimo mese di giugno. L’imputato, assolto in primo grado, dunque rischia ancora.

Alla corte d’appello di Roma, per ottenere una riforma della sentenza, si sono rivolti i pubblici ministeri Franco Pacifici e Paola Conti, titolari della maxinchiesta sulla voragine finanziaria della società partecipata, “in house” dal 2006, quando è passata in maniera totalitaria nelle mani del Comune.

Un lavoro certosino, quello degli investigatori, se si considera che si tratta forse dell’unica delle decine di inchieste sulle società partecipate aperte dalle procure della repubblica di tutta Italia che sia sfociata in un processo. 

Dei 38 indagati inziali, dopo la prima ondata di prescrizioni del 2012, a processo ne erano rimasti 26, 17 dei quali imputati anche di associazione per delinquere. Causa prescrizione per i soli “partecipanti”, ne sono poi rimasti sette, uno dei quali nel frattempo deceduto, ovvero i presunti “promotori” dell’associazione per delinquere, tra cui l’ex sindaco e l’ex city manager di Palazzo dei Priori. 

Gabbianelli, dopo averla a lungo rifiutata, ha accettato la prescrizione nell’udienza del 5 giugno 2018. Lo stesso giorno sono usciti dal processo per prescrizione Armando Balducci, Amedeo Orsolini, Mauro Di Stefano, Attilio Moretti e Maurizio Guerrini. Il processo è quindi proseguito per il solo ingegnere Ciucciarelli, il solo a dover rispondere di concussione, accusato nel lontano 2008, quattro anni dopo i fatti, dall’impiantista capranichese Claudio Londero, parte civile con l’avvocato Antonio Rizzello.

Nel maggio di dieci anni fa, Ciucciarelli fu arrestato e trascorse circa un mese ai domiciliari. Tra il 2002 e il 2004 l’imputato, che nelle sue vesti di ingegnere ne era stato anche il progettista, era il direttore operativo del cantiere per la realizzazione della piscina comunale del Murialdo.

In questo ruolo avrebbe concusso Londero, costringendolo a rifargli l’impianto elettrico dello studio in cambio del via libera a utlizzare materiali equivalenti rispetto a quelli previsti dal capitolato d’appalto, troppo onerosi, per gli impianti della piscina. Secondo l’accusa, inoltre, Ciucciarelli avrebbe obbligato Londero a emettere una falsa fattura da 38mila euro a suo nome all’azienda fornitrice dei pannelli fotovoltaici che gli aveva fatto installare in tre scuole del capoluogo: 32mila euro avrebbe poi dovuto versarglieli in più tranche in contanti, mentre avrebbe potuto tenere per sé i seimila euro dell’Iva. Sono i famosi soldi parte dei quali, secondo la presunta vittima, avrebbero dovuto finanziare le ferie dei politici. 

I pubblici ministeri Paola Conti e Franco Pacifici, il 30 ottobre, hanno chiesto una condanna a quattro anni di reclusione. 

Il collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, sentiti i difensori Fausto Barili e Carlo Taormina, dopo due ore di camera di consiglio, ha assolto l’imputato con la formula più ampia, “perché il fatto non sussiste”. Ciucciarelli, scoppiato in lacrime alla lettura della sentenza, ha lasciato ancora commosso il tribunale a braccetto dei suoi legali. L’udienza era cominciata con una lunga e accorata lettera letta in aula da Ciucciarelli, che aveva chiesto di rilasciare spontanee dichiarazioni. 

 

 


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21 gennaio, 2019

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