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Roma - Iniziato in aula l’esame del testo unificato delle proposte di legge sulle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza

Riordino delle Ipab all’esame del consiglio regionale

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Il consiglio regionale

Il consiglio regionale

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Con la relazione del presidente della prima commissione consiliare permanente Affari istituzionali, Rodolfo Lena (Pd), il Consiglio regionale del Lazio ha iniziato l’esame del testo unificato delle proposte di legge in materia di riordino delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab).

Due le proposte esaminate dalla prima commissione confluite nel testo unificato, una d’iniziativa della giunta regionale, una d’iniziativa della consigliera del Movimento cinque stelle, Valentina Corrado, sottoscritta anche dalle consigliere e dai consiglieri pentastellati Pernarella, Blasi, De Vito, Cacciatore, Marcelli Novelli, Lombardi e Porrello.

“La trasformazione delle Ipab in Aziende pubbliche di servizi alla persona (Asp) – ha detto Lena nel corso del suo intervento – è un passo importante per garantire che diventino strumenti funzionali rispetto allo scopo per cui sono state create. Tutto questo avverrà nel rispetto del patrimonio delle Ipab, dei servizi che offrono e del personale che impiegano. In commissione siamo riusciti ad arrivare a un testo unificato fra le due proposte di iniziativa della consigliera Corrado e della giunta, testo che è stato poi migliorato con emendamenti. Sono sicuro che il dibattito in Aula potrà produrre un ulteriore miglioramento della proposta di legge”.

L’assessore Sartore ha illustrato all’Aula il provvedimento. “Con questa proposta – ha spiegato Sartore – completiamo il quadro dei servizi sociali dopo l’approvazione del piano sociale avvenuto la settimana scorsa. Con la trasformazione in Asp, le Ipab diventano uno strumento operativo che mettiamo a disposizione dei comuni per l’attuazione delle politiche sociali, avendo sempre presente la qualità e la sostenibilità dei servizi.

Le Ipab sono attualmente 55 nella nostra Regione, di cui tre di grande rilievo, con un patrimonio che garantisce una rendita annua superiore ai cinque milioni di euro”. Come ha spiegato Sartore, le 55 Ipab tuttora esistenti nel territorio regionale possono essere così suddivise:
a)         Ipab di grande rilievo, ovvero con un notevole patrimonio immobiliare: Istituto Romano di San Michele, Centro Regionale Sant’Alessio e Istituti di Santa Maria in Aquiro, tutte e tre romane aventi in media ciascuno una rendita patrimoniale superiore ai 5 milioni di euro annui;

b)         Ipab medio/piccole, ovvero con uno stock patrimoniale di non cospicue dimensioni e  rendita patrimoniale oscillante tra i 500 mila euro e il milione di euro annui: Asilo Savoia (1,1), Istituto Sacra Famiglia (0,7), Iras (0,6), Irai (0,6), Fondazione Piccolomini, le principali, anche in questo caso tutte aventi sede a Roma ma statutariamente operanti – salvo gli Iras – sull’intero territorio regionale, cui si aggiunge a Viterbo il Centro Geriatrico Giovanni XXIII e a Gaeta la Santissima Annunziata;

c)         Ipab di dimensioni minime, ovvero con patrimonio immobiliare o consistente nella sola sede di servizio (es. la Casa di riposo Calestrini di Roma, la Casa di riposo di Bagnoregio (Vt), quella di Ceprano (Fr) o di non adeguato valore/redditività (la maggioranza delle Ipab tuttora esistenti nelle province del Lazio, salvo eccezioni).

“La legge – ha proseguito l’assessore Sartore – favorisce la trasformazione in Asp, e prevede, in determinate condizioni, anche la possibilità di costituire delle persone giuridiche di natura privata. E’ divisa in quattro capi. Il primo, oltre ai principi generali, prevede l’avvio del procedimento di trasformazione entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge. Il secondo disciplina la trasformazione delle Ipab in Asp, il terzo riguarda, invece, l’eventuale trasformazione in soggetti privati, il quarto – ha concluso Sartore –  prevede l’emanazione dei regolamenti necessari all’attuazione della legge”.

Questi alcuni dei punti cardine della proposta di legge, così come sono stati presentati all’aula da Sartore:
–           riconoscimento esplicito del ruolo delle Asp ai fini del miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia della gestione dei servizi sociali, socio-sanitari ed educativi;
–           conferma della possibilità che i soggetti pubblici del sistema integrato dei servizi possano avvalersi delle Asp;
–           introduzione di speciali incentivi in materia di Irap a favore degli enti locali;
–           obbligo di separazione del patrimonio indisponibile (in quanto destinato all’espletamento dei servizi) da quello da reddito;
–           previsione espressa dell’obbligo di gestione diretta dei servizi istituzionali resi dalle Asp con incremento della occupazione stabile e progressivo superamento del precariato;
–           rafforzamento del regime di vigilanza e controlli in capo alla Regione Lazio.

E’ poi intervenuta la consigliera Valentina Corrado (M5s), prima firmataria di una delle due proposte di legge confluite nel testo unificato. “Si tratta di una legge attesa da 18 anni – ha ricordato Corrado – da quanto, appunto, il decreto legislativo del 2001 prevedeva la necessità del riordino delle Ipab, enti che nascono con funzione assistenziale, spesso hanno un cospicuo patrimonio immobiliare, derivante dall’accorpamento di strutture preesistenti e da donazioni di privati, ma che spesso non riescono a svolgere le funzioni per cui sono state create.

Il Movimento 5 stelle – ha proseguito Corrado – da sempre, ha svolto un lavoro accurato su queste strutture, evidenziandone le tante criticità, anche alla magistratura. La nostra proposta, poi confluita nel testo unificato, nasce proprio da questo lavoro. La scelta di favorire la trasformazione in Asp deriva dalla necessità che a garantire le finalità socio-assistenziali siano enti pubblici. Abbiamo scelto di prevedere dei Cda di tre persone, il minimo previsto dalla legge, sarà possibile ampliarli a cinque solo nel caso il limite di tre sia in contrasto con gli atti fondativi delle istituzioni.

Garantiamo il ruolo dei comuni, sia nella nomina dei Cda che nella predisposizione dei regolamenti necessari a rendere pienamente operativa la legge. Le future Asp – ha concluso la consigliera Corrado – non saranno piegate al volere del politico di turno”.

L’aula è poi passata all’esame dell’articolato e dei relativi emendamenti. Ne sono stati approvati 14 su 26, prima della sospensione dei lavori. Il vicepresidente Giuseppe Cangemi (Misto) ha aggiornato la seduta a mercoledì 6 febbraio alle 10,30.

Regione Lazio


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30 gennaio, 2019

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