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Tribunale - Il medico ha risarcito la vittima dopo quasi otto anni - Venuta meno la parte civile è stato dichiarato estinto il reato di lesioni colpose - Assolto nel merito dalle altre accuse l'imputato

Sterile dopo l’inseminazione artificiale rimette la querela, assolto il ginecologo

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Viterbo - Un'aula del tribunale

Viterbo – Un’aula del tribunale

L'avvocato Vania Cirese

L’avvocato Vania Cirese

Capranica – (sil.co.) – Assolto con formula piena il ginecologo accusato di aver reso sterile una donna dopo un intervento di fecondazione assistita andato male.

La vittima, cui dopo quasi otto anni è stato riconosciuto un adeguato risarcimento, ha ritirato ieri la querela, all’ultima udienza del processo, facendo cadere l’imputazione di lesioni colpose. In compenso, pur essendo prescritte le altre accuse, la difesa ha comunque ottenuto dal giudice Silvia Mattei l’assoluzione nel merito dalle stesse, con la formula “perché il fatto non sussiste”. 

Resta il dramma di una coppia che sognava di avere un bambino con l’inseminazione artificiale. Nessun lieto fine. La donna, nel giro di poche settimane, si è ritrovata sterile. Era il 2010 quando gli aspiranti genitori, marito e moglie, si sono rivolti a una struttura privata di Capranica, cui faceva riferimento un ginecologo dell’ospedale di Belcolle. 

Pochi mesi dopo, nella primavera del 2011, la donna è arrivata a Belcolle con 40 di febbre. Dopo altri 25 giorni è andata a Villa San Pietro, una clinica capitolina, dove non è stato possibile fare niente per evitare l’asportazione delle tube e dell’unico ovaio rimasto.

“I periti – ha sottolineato il difensore Vania Cirese – dicono che la tecnica usata non è assoggettabile alla normativa relativa alla procreazione medicalmente assistita, mentre per il Comune di Capranica, non trattandosi di fecondazione assistita, non serviva l’autorizzazione”.

Il 17 marzo 2011 il grande giorno che, sulla carta, avrebbe dovuto preludere a un lieto fine dopo nove mesi. Qualcosa però è andato storto e la donna, parte civile nel processo, ha contratto la setticemia, con l’asportazione delle tube e dell’ovaio sinistro e il conseguente addio alla sospirata maternità. Era dal 2003 che tentava inutilmente di restare incinta naturalmente, dopo una gravidanza extra uterina e l’asportazione dell’ovaio destro. 

“Quello effettuato – ha proseguito la legale del ginecologo – è un trattamento sul liquido seminale con varie apparecchiature, seguito dall’inseminazione sovracervicale. E’ un metodo che riproduce la fecondazione naturale, mima ciò che avviene in un rapporto spontaneo”.

Drammatico il racconto in aula dei mancati genitori. Prima dell’intervento non avrebbero firmato alcun consenso, né sarebbero stati informati dei rischi. Si sarebbero fidati. Al marito, per raccogliere lo sperma, sarebbe stata data una siringa già aperta e sarebbe stato mandato in bagno, invece che in uno specifico locale. Nello studio, senza finestre, un lettino qualunque: nessun archivio, cartelle cliniche, strumentazione come da legge. Non ci sarebbero stati né centrifuga, né termostato e i ferri chirurgici sarebbero stati tenuti dentro il cassetto di un mobile.

L’ambulatorio di Capranica fu sequestrato dai Nas perché non avrebbe avuto tutte le autorizzazioni necessarie, mentre è iniziato il 27 maggio 2016 il processo per lesioni colpose al medico, che invece, secondo l’accusa, non sarebbe stato autorizzato a esercitare la professione fuori della Asl.

“Riguardo alla struttura priva di autorizzazione – ha concluso l’avvocato Cirese, chiedendo l’assoluzione del medico – il ginecologo era lì saltuariamente e sapeva che era a norma. Adesso sappiamo inoltre che l’autorizzazione non serviva non trattandosi di procreazione medicalmente assistita”. 

Nonostante la prescrizione, il giudice ha accolto la richiesta della difesa, assolvendo l’imputato, mentre è stato dichiarato estinto per remissione di querela il reato di lesioni colpose. 


Articoli: Sterile dopo inseminazione artificiale, processo a rischio prescrizione – Diventa sterile dopo l’inseminazione artificiale, disposta superperizia – “Un dolore allucinante e poi il sangue…”


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17 gennaio, 2019

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