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Tutti a messa: cani, gatti e padroni

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Viterbo - Basilica della Quercia - Benedizione degli animali per sant'Antonio Abate [5]

Viterbo – Basilica della Quercia – Benedizione degli animali per sant’Antonio Abate

Viterbo - Basilica della Quercia - Benedizione degli animali per sant'Antonio Abate [6]

Viterbo – Basilica della Quercia – Benedizione degli animali per sant’Antonio Abate

Viterbo - Basilica della Quercia - Benedizione degli animali per sant'Antonio Abate [7]

Viterbo – Basilica della Quercia – Benedizione degli animali per sant’Antonio Abate

Viterbo – Tutti a messa: cani, gatti e padroni.

Decine di animali, soprattuto cani e gatti, hanno invaso questa mattina la basilica di santa Maria della Quercia dove è stata celebrata la messa in onore di sant’Antonio Abate, patrono degli animali domestici.

I migliori amici dell’uomo hanno assistito all’intera celebrazione al fianco dei propri padroni. Poi, al termine della messa, don Massimiliano Blasi ha benedetto cani e gatti sul sagrato della basilica.

Fino a mezzogiorno è stato inoltre possibile donare, grazie alle associazioni animaliste, cibo e coperte per i cani ospitati nei rifugi di Viterbo e provincia.

Sant’Antonio è protettore degli animali domestici. Nato in Egitto nel 251 è morto 106 anni dopo nel deserto della Tebaide, il 17 gennaio del 357.

Rimasto orfano a 20 anni, decise di abbandonare ogni ricchezza e di darsi alla vita monastica. Si ritirò in un luogo solitario della sua città: Coma, in Egitto, dedicandosi alla preghiera e al lavoro.

A 35 anni si inoltrò per il deserto e si incamminò verso i monti del Pispir, in direzione del mar Rosso, e nacque in lui “una fiamma che nessun’acqua poté estinguere”, tanto che il suo isolamento divenne esemplare per molti altri monaci che si erano ritirati nel deserto e a lui si rivolsero per ricevere il suo insegnamento e la sua guida. In questo modo il santo eremita, chiamato a essere abate, organizzò alcuni monasteri intorno al suo eremo presso la riva del Nilo, a ridosso delle montagne circostanti.

Le sue gesta si diffusero in tutta la cristianità e il suo culto varcò i confini dell’Egitto estendendosi sia in Oriente che in Occidente. La sua festa è stata istituita nel V secolo, in Palestina, dall’abate Eutimio e venne segnata al 17 gennaio. 

La benedizione degli animali, in particolare dei maiali, ha invece origine medievale, come l’iconografia del santo, che viene raffigurato con accanto un maialino che reca al collo una campanella.


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