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Tribunale - Due anni a un 35enne che ha afferrato la vittima per un braccio, toccandole il sedere e tentando di baciarla - "Lei gridava 'che schifo' per quanto puzzava di alcol", ha detto l'amica che l'ha soccorsa

Palpeggia una ventenne al Sacrario, condannato per violenza sessuale

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Viterbo – (sil.co.) – Ubriaco palpeggia ventenne al Sacrario, condannato per violenza sessuale.

Due anni di reclusione a un 35enne d’origine romena che la sera del 19 luglio 2016 ha bloccato una ventenne, tenendola ferma con una mano e toccandole il sedere con l’altra, mentre lei si divincolava, urlando “che schifo” per via del puzzo di alcol emanato dall’aggressore e dell’alito vinoso della bocca con cui cercava di baciarla.

In soccorso della vittima è intervenuta immediatamente l’amica con cui era uscita a fare una passeggiata in centro, mentre a dare l’allarme a una pattuglia dei carabineiri di passaggio hanno provveduto alcuni giovani che avevano assistito alla scena. 

L’uomo, reso inconfondibile dalla t-shirt rossa che indossava, è stato fermato poco dopo e portato in caserma. Si era già allontanato, nel frattempo, un altro uomo che era con lui, ma non ha partecipato all’aggressione.

Ieri il processo davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone, che ha condannato l’imputato alla pena di due anni contro la condanna a un anno e otto mesi chiesta dalla pm Eliana Dolce. Al 35enne è stata concessa la lieve entità, essendosi trattato di un episodio fulmineo, consumato in pochi secondi, mentre l’amica della ventenne interveniva in suo aiuto. 

La difesa ha puntato invece all’assoluzione o alla derubricazione del reato in molestie, sostenendo che l’imputato, come detto dalla vittima in aula, avesse prima allungato la mano per presentarsi e lei avesse ricambiato il gesto. “Era un contesto di saluto, corteggiamento e approccio. Non c’è stato costringimento, ma tutto va ricondotto a un corteggiamento non corrisposto”, ha detto la legale che assisteva l’imputato. Un’ipotesi non condivisa dal collegio. 

Poco prima, sentita in aula come testimone, l’amica della vittima aveva ribadito: “Le ha messo la mano dappertutto, ovunque, mentre la tratteneva con l’altro braccio. Le toccava il sedere e le metteva il viso sulla faccia per baciarla. E’ stato un attimo, ma ha toccato tutto quello che poteva toccare, non solo il sedere, ma tutto, mentre lei urlava ‘che schifo’ per quanto puzzava di alcol ed era ubriaco”.

La giovane ha anche detto: “Non credo che avremmo fatto denuncia, se dei ragazzi che stavano nei pressi non avessero fermato la pattuglia dei carabinieri segnalando l’accaduto”. 


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24 gennaio, 2019

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