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Nessuno tocchi la torre di Pasolini... - La proposta è del regista Italo Moscati

“Un centro studi per indagare gli aspetti meno conosciuti del lavoro di Pier Paolo”

di Daniele Camilli

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Italo Moscati

Italo Moscati

Pier Paolo Pasolini e sullo sfondo la torre di Chia

Pier Paolo Pasolini e sullo sfondo la torre di Chia

Soriano nel Cimino - Pier Paolo Pasolini nel giardino della Torre

Soriano nel Cimino – Pier Paolo Pasolini nel giardino della Torre

Soriano nel Cimino - La casa studio di Pier Paolo Pasolini

Soriano nel Cimino – La casa studio di Pier Paolo Pasolini

Soriano nel Cimino - La Torre di Pier Paolo Pasolini

Soriano nel Cimino – La Torre di Pier Paolo Pasolini

Soriano nel Cimino - La casa studio di Pier Paolo Pasolini

Soriano nel Cimino – La casa studio di Pier Paolo Pasolini

Viterbo – “La Torre di Chia potrebbe diventare un centro studi, come è avvenuto a Casarza, la città della madre di Pier Paolo Pasolini”. La proposta è di Italo Moscati, scrittore, regista e critico cinematografico italiano. Tra i più importanti. I suoi documentari hanno raccontato la storia del paese. Ha collaborato inoltre alla scrittura di molti film. Da Liliana Cavani a Luigi Comencini fino a Giuliano Montaldo e Silvano Agosti.


Multimedia: La Torre di Pier Paolo PasoliniPier Paolo Pasolini nella casa studio di Chia – Video: La casa dove Pasolini visse i suoi ultimi anni


Sul tavolo il castello di Colle casale, la Torre di Pasolini che rischia di diventare una casa vacanze o di essere venduta. Troppo alti i costi di manutenzione, gli eredi di Pasolini non ce la fanno più. La battaglia, iniziata sulle pagine di Tusciaweb, è salvare un luogo sacro della storia della letteratura mondiale abitato per alcuni anni da uno degli intellettuali più importanti di sempre. In sua difesa pure l’attore Ninetto Davoli e l’avvocato Marazzita. Una battaglia che ha preso piede anche sulla stampa nazionale. 

“Pasolini – dice Moscati – non avrebbe voluto che il suo studio diventasse una casa vacanze. Potrebbe invece essere trasformato in un centro studi, come a Casarsa della Delizia, in provincia di Pordenone. La città dove è nata sua madre, Susanna Colussi. A Casarza hanno iniziato a organizzare manifestazioni fin da subito, fin dal giorno della morte di Pasolini”.

Lo scrittore venne assassinato a Ostia nel novembre del 1975. Cinque anni prima aveva acquistato Colle Casale dove ha trascorso gli ultimi anni della sua vita, scrivendo il romanzo Petrolio, pubblicato postumo, e le Lettere luterane.

“A Casarza – prosegue Moscati -, e la stessa cosa si potrebbe fare anche a Chia, stanno cercando di far conoscere il lavoro di Pier Paolo nella musica, nel disegno e nel teatro. Ed è anche un’occasione per incontrare e parlare con persone lontane dalla mitologia di Pasolini, indagando la sua attività che di fatto è sterminata. Dalla letteratura alla cronaca, alla realtà del paese di cui è stato parte integrante e determinante”.

Pasolini ha vissuto un momento cruciale della storia d’Italia. Nato a Bologna nel 1922, era figlio di Carlo Alberto, ufficiale di fanteria. Costretto ad arruolarsi a Pisa il primo settembre 1943, una settimana dopo, l’8 settembre, disobbedì all’ordine di consegnare le armi ai tedeschi, riuscendo a fuggire dalla deportazione travestito da contadino per rifugiarsi infine a Casarsa. Il fratello Guido venne ucciso il 7 febbraio del 1945 insieme ad altri 16 partigiani della Brigata Osoppo. A Porzus, in Friuli, da una milizia di partigiani comunisti. Pasolini fu inoltre protagonista di fondamentali battaglie per tutti gli anni successivi.

“Ha agitato le cronache – spiega infatti Moscati – prendendo posizione in difesa dei diritti delle persone. Ad esempio, per quanto riguarda gli omosessuali Pasolini ha messo in moto un movimento che ha portato a togliere finalmente di mezzo un tabù indomabile che non si poteva accettare. Oggi gli omosessuali vivono problematiche importanti, ma non quelle di 50, 60 anni fa. E Pier Paolo ha dato un contributo decisivo, protagonista della rivendicazione omosessuale di avere il diritto di esistere con il proprio modo di amare”.

Non solo, ma ha anche fatto conoscere, promuovendoli con i suoi film, territori lontani dai riflettori. Come accaduto per Chia dove è stato girato il Vangelo secondo Matteo, capolavoro assoluto.

“Pasolini era un curioso appassionato – sottolinea Italo Moscati – Un uomo di grande cultura che aveva un interesse per le realtà territoriali. Facendo in modo che anche questi piccoli posti potessero essere conosciuti e frequentati. Il centro studi potrebbe valorizzare questi aspetti della vita e della produzione di Pier Paolo. Così come le sue dichiarazioni in anticipo. Come quelle sul fascismo che avrebbe potuto tornare a galla di nuovo. In una società, come la nostra, non più in grado di distinguerlo. Per capirlo e combatterlo”. Ancora una volta.

Daniele Camilli


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13 gennaio, 2019

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