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Viterbo - Futuro incerto per quaranta lavoratori - L'azienda da cui dipendono ha perso l'appalto, ma è tutto bloccato - Elvira Fatiganti (Uil): "La situazione va sbloccata il prima possibile"

Vigilanti e portieri della Asl rischiano il posto: “Siamo preoccupati, abbiamo famiglia”

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Viterbo - La Asl

Viterbo – La cittadella della salute, sede della Asl

Elvira Fatiganti (Uil)

Elvira Fatiganti (Uil)

Viterbo – Non hanno trascorso un Natale sereno e nemmeno il nuovo anno è iniziato nel migliore dei modi, per i dipendenti dell’Istituto di vigilanza privata del capoluogo impiegati nei servizi di sorveglianza e di portierato nei locali della Asl di Viterbo.

Una quarantina di lavoratori sono con il fiato sospeso da mesi. Da quando la loro azienda, di proprietà dell’imprenditore viterbese Maurizio Marcoccia, ha perso entrambi gli appalti: quello per il servizio di vigilanza e quello per il servizio di portierato.

“Guardie giurate e portieri sono giustamente in ansia”, rivela Elvira Fatiganti della Uil, che sta seguendo la vicenda insieme alle altre sigle sindacali. “Madri e padri di famiglia – continua Fatiganti – si stanno domandano: Che fine facciamo? Perdiamo il posto di lavoro? O ci prendono tutti? E come ci prendono?”.

È dicembre 2017 quando la Asl di Viterbo indice una gara suddivisa in due lotti: il primo per l’affidamento del servizio di vigilanza, sicurezza, trasporti, custodia-sorveglianza e fornitura degli impianti tecnologici. Il secondo per l’affidamento del servizio di accoglienza e portierato. Per il primo lotto, con un importo a base d’asta di oltre un milione di euro, presentano la propria offerta tre aziende. 11 invece le società che si propongono per il secondo lotto, che ha un importo a base d’asta di più di 600mila euro.

Mentre ad aggiudicarsi il servizio di vigilanza è la Rti International security service vigilanza\Securpool (importo annuo di oltre 976mila euro), per il servizio di portierato la commissione giudicatrice valuta come migliore offerta quella avanzata dalla Gsa Gruppo servizi associati (importo annuo di oltre 570mila euro). Entrambi gli appalti hanno durata di un anno, più un eventuale proroga di 12 mesi e un ulteriore rinnovo di massimo 6 mesi.

Il 28 dicembre scorso la Asl di Viterbo ha approvato la delibera avente a oggetto “l’aggiudicazione definitiva della gara”. Pur sottolineando “l’immediata esecutività dell’atto”, nel documento si legge: “Per l’avvio del nuovo appalto sono necessari tempi più lunghi del previsto per garantire la piena occupazione del personale attualmente in servizio. Pertanto, è necessaria la prosecuzione del contratto in essere fino all’attivazione del nuovo servizio”.

Il termine della proroga pare avvolto nel mistero. “Non sappiamo nulla – ammette la sindacalista Fatiganti -, almeno finché l’azienda uscente e quella subentrante non danno l’ufficialità del passaggio dei lavoratori alle segreterie territoriali. È d’obbligo, infatti, sul cambio d’appalto convocare i sindacati. Ricevuta la comunicazione, che stiamo ancora aspettando, abbiamo sette giorni di tempo per chiedere la convocazione del tavolo per la gestione del passaggio dei lavoratori. Per noi, le situazioni contrattuali non devono cambiare. Ci batteremo affinché venga salvaguardata sia l’occupazione che il salario. Inoltre, secondo voci di corridoio, sembrerebbe che l’azienda uscente voglia fare ricorso, mentre quella subentrante pare voglia entrare il prima possibile. Siamo in attesa, ma di ufficiale non ci è arrivato ancora nulla. Speriamo che la situazione si sblocchi il prima possibile, anche perché i lavoratori vogliono giustamente delle risposte”.

Un altra data pende, come fosse una spada di Damocle, sul capo dei quaranta lavoratori: marzo 2019, quando, stando alla delibera della Asl di Viterbo che cita una nota della regione Lazio, è prevista l’attivazione della gara regionale. Un appalto unico regionale sempre per i servizi di vigilanze e di portierato.


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11 gennaio, 2019

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