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Roma - Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl annunciano la nuova mobilitazione dei sanitari delle strutture private del Lazio

“Aris e Aiop indisponibili sulla parte risorse: è una vergogna”

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Infermiere

Infermiere

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Dopo la rottura delle trattative al tavolo nazionale per il rinnovo del contratto della sanità privata, scaduto da 12 anni, riparte la mobilitazione delle oltre 25mila lavoratrici e lavoratori che nel Lazio, che, ne strutture accreditate dell’assistenza sanitaria, garantiscono ogni giorno servizi pubblici essenziali per la salute cittadini.

Un’asse importante della sanità laziale che eroga gli stessi servizi del pubblico ma lascia i lavoratori con salario fermo a 12 anni fa, minori tutele e diritti, percorsi di carriera bloccati e senza margini di crescita professionale.

I pochi ma significativi passi avanti fatti nel Lazio anche grazie alla nostra mobilitazione, culminata con lo sciopero del 14 dicembre, che avevano iniziato a fare ordine nella giungla di contratti applicati dalle strutture private per ridurre dumping e precarietà, e per meglio disciplinare l’ambito delle Rsa, si perdono nel quadro nazionale che vede le parti datoriali al tavolo, Aris e Aiop, ancora indisponibili sull’aumento delle risorse per il rinnovo.

Una vergogna: la responsabilità dell’imprenditoria  privata, sostenuta da contributi pubblici, è un aspetto imprescindibile. I margini di profitto devono andare di pari passo con il rispetto del lavoro, la dignità e i diritti.

Serve trasparenza nella gestione delle risorse erogate dalle istituzioni per il finanziamento dei servizi accreditati, per evitare che si ripetano casi di presunte crisi con cui si motivano licenziamenti e stipendi mancati, così come è necessario superare uno schema di lavoro basato sui minimi assistenziali che costringe i lavoratori a operare  con carichi insostenibili e turni massacranti. La Regione Lazio rispetti gli impegni presi e prenda una posizione forte per fare pressione in conferenza Stato-Regioni.

Le criticità complessive sull’intera questione delle risorse in sanità riguardano anche i temi aperti della sanità privata l’ormai inqualificabile atteggiamento di Aris e Aiop, che continuano a spostare il problema delle risorse e negano stanziamenti necessari al rinnovo dei contratti, in assenza di una presa di posizione chiara e di un indirizzo certo parte della politica.

Così come a livello nazionale serve chiudere una trattativa che da più di un anno si trascina sen superare l’ostacolo centrale, quello economico, nel Lazio serve andare avanti sulla regolamentazione del sistema dell’accreditamento, che garantisca trasparenza dei bilanci e controllo nella gestione delle risorse pubbliche.

Lo chiedono i lavoratori, ora delusi dall’ennesimo stallo e sempre più arrabbiati: gran parte della politica locale compreso e rispettato le giuste rivendicazioni. Si faccia ora un’azione forte di ferma condanna a quello che ormai è vero e proprio abuso dei privati sulla loro pelle. Tutti i lavoratori e le lavoratrici della sanità privata sono di nuovo in stato di agitazione: la mobilitazione riparte da subito, con le assemblee di lavoratrici e lavoratori in ogni posto di lavoro.

Le nostre bandiere e i nostri striscioni fuori dalle strutture, sarà il segno evidente della mobilitazione, per spiegare ai cittadini le  ragioni de protesta. Senza significativi passi avanti, la protesta crescerà in ogni parte d’Italia, con azioni sempre più eclatanti.

Natale di Cola
Fp Cgil

Roberto Chierchia
Cisl Fp

Sandro Bernardi
Uil Fpl Roma e Lazio


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22 febbraio, 2019

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