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Viterbo - Il vincolo della sovrintendenza in un'area di 1600 ettari compromette il progetto com'era stato proposto e condiziona altri interventi

Battuta d’arresto per le terme al Paliano

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Viterbo - Domenico Belli in terza commissione

Viterbo – Domenico Belli in terza commissione

Viterbo - Domenico Belli in terza commissione

Viterbo – Domenico Belli in terza commissione

Viterbo – (g.f.) – Un brusco stop all’impianto termale al Paliano. Una delle conseguenze del vincolo proposto dalla Sovrintendenza, in un’area grande 1600 ettari, in cui rientra pure l’area nella zona Sud di Viterbo, dove deve sorgere la struttura.

Un progetto che ha avuto un lento, complesso e lungo avvio e che soltanto un anno e mezzo fa ha ottenuto il via libera da parte del consiglio comunale. Altro tempo buttato. Adesso si rischia di tornare al punto di partenza.

Con la zona dichiarata di notevole interesse pubblico, costruire sarà molto complicato, se non impossibile. In zona era prevista una parte residenziale. Destinata a scomparire, a una prima lettura del provvedimento. Ma anche quella termale dovrà subire un ridimensionamento.

La proprietà sta studiando le carte e valutando i possibili effetti. Prima d’esporsi vogliono vederci chiaro.

Con l’impianto a regime, all’epoca Domenico Belli calcolò che avrebbe impiegato fino a 400 persone. Oggi quel numero appare molto lontano.

Ma che si tratti di un provvedimento destinato a incidere pesantemente non solo sullo stabilimento in fase di realizzazione, ma anche in altre zone, se n’è accorto pure Alvaro Ricci.

Il consigliere Pd ha chiesto la convocazione urgente della terza commissione per analizzare effetti e possibili ripercussioni.

Bene tutelare il territorio, tuttavia: “Non possiamo – ha sottolineato Ricci – abdicare alla sovrintendenza, che con un provvedimento stabilisce le linee di sviluppo, esautorando amministrazione e consiglio comunale”.

Giulio Marini (FI) condivide le preoccupazioni e non si fida delle rassicurazioni ricevute a Roma da Sovrintendenza e ministero. In mezzo c’è anche il recupero anche dello stabilimento ex Inps.

A fronte di vincoli, sarà possibile realizzare cubature diverse da quelle esistenti? Potranno essere realizzate piscine che oggi non ci sono?

Ma il problema non è solo termale. In zona ricadono quartieri del capoluogo, come il popoloso Ponte dell’Elce. Essendo in zona sottoposta a vincolo: “Pure per aprire una finestra – osserva Ricci – servirà l’intervento della Sovrintendenza”.


Articoli:  Ricci (Pd): “Un vincolo enorme, non si muoverà più paglia” – Arena: “Ex Terme Inps salve, qualche problema al Paliano”  – Dal Bullicame al Riello e alle Masse, 1600 ettari da vincolare


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9 febbraio, 2019

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