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Economia - Viterbo - Titolare di un'azienda agricola a soli 26 anni ha lasciato gli studi di psicologia per tornare alla terra - La giovane imprenditrice è anche mamma di due bambini

Tra campi di lavanda e olio bio, le braccia di Noemi votate all’agricoltura

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Viterbo - L'agricoltore Noemi sul suo trattore

Viterbo – L’agricoltrice Noemi D’Aza

Viterbo - Le olive dell'ultimo raccolto di Noemi

Viterbo – Le olive dell’ultimo raccolto di Noemi D’Aza

Strada Freddano - La campagna viterbese vista da Castelloscuro

Strada Freddano – La campagna viterbese vista da Castelloscuro

Viterbo – Si diceva una volta braccia rubate all’agricoltura. Qui si parla di braccia restituite all’agricoltura. Sono braccia esili e snelle, ma fortemente determinate e caparbie. Come solo quelle di una donna sanno essere. La donna, nella fattispecie, è un’agricoltrice. Noemi D’Aza. Che ha lasciato gli studi di psicologia per coltivare olive. E non solo. 

E’ possibile incontrarla nella bellissima campagna viterbese, in strada Freddano, a due passi dalle terme dei papi, dove sembra di stare in quello che gli inglesi chiamano “Chiantishire”: morbide colline, tramonti mozzafiato, alberi secolari.

E’ qui che passa le sue giornate Noemi, appena 26 anni, talmente alta e bionda che potrebbe essere scambiata per una straniera, mentre è una viterbese doc. 

Scende dal trattore (“ho appena finito di trinciare”, spiega) e davanti alla sua casa, un casale torre del XVII secolo all’interno dell’azienda, Castelloscuro, racconta la sua storia che è quella di una ragazza che ha scelto di tornare alla terra lasciando indietro più comode opzioni che le si paravano davanti.

“Avevo iniziato gli studi di psicologia, poi ho sentito che volevo fare altro nella vita e mi sono riappropriata della terra”, dice.

Ma le sorprese non finiscono qui. Nonostante la giovanissima età, infatti, Noemi è anche già madre di due figli: “E’ vero, sono mamma. Ho due bambini piccolissimi. Un maschietto, Elia, che ha due anni. E una femminuccia, Eva, che invece ha appena quattro mesi”, spiega.

“Produco olio extravergine di oliva dop con metodi biologici. Conosco uno per uno gli olivi della mia terra e li coccolo come fossero figli. Poi è venuta la lavanda, la bellezza dei campi di lavanda e il suo profumo mi ha sempre entusiasmato per cui è stata per me una scelta naturale accogliere queste piante. L’olio essenziale che produco è sensazionale”, dice tutto d’un fiato.

Quando parla della sua terra e delle sue piante le si illuminano gli occhi. “Non è stato facile iniziare, l’investimento notevole le ore di lavoro tante ma anche le soddisfazione nel vedere crescere ogni anno i frutti dell’impegno profuso”, prosegue.

Sembra davvero determinata questa giovane donna. E innamorata del proprio lavoro, oltre che della propria famiglia. “Credo che le donne possano dare al duro lavoro dell’agricoltore un valore aggiunto in ragione della loro sensibilità per l’ambiente, per la genuinità dei raccolti, per la perfezione dei prodotti”, ci tiene a dire.

Prossimi progetti: “Vorrei realizzare un frantoio aziendale così da curare dal raccolto alla trasformazione tutta la filiera dell’extravergine”.

Bella, brava e pratica. Come un agricoltore. Anzi, un’agricoltrice.


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17 febbraio, 2019

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