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Il Carnevale va a gonfie vele…

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Civita Castellana – Un carnevale giovane e operaio. Civita Castellana. Migliaia i ragazzi in strada che quelli dai 40-50 anni in su proprio non si vedono. Sono per lo più studenti degli istituti superiori, e lavoratori di quello che resta delle fabbriche lì attorno e dell’indotto che, invece, è ancora vivo.


Multimedia – Fotogallery: Carri, maschere e colori [5]Il carnevale per le vie del centro [6] – Video: Il carnevale di Civita Castellana [7]


Il carnevale della crisi, che ormai dura da un decennio, e in poco tempo ha cambiato i connotati a uno dei distretti più importanti del centro Italia. Soltanto 4 i carri grandi, quelli di quando la generazione nata nei ’70, anch’essa una maschera che ha attraversato le vie del centro storico falisco, ne vedeva ancora a decine.

Tutto si concentra sui gruppi mascherati e le maschere, quelle fatte a mano in un anno di lavoro e quelle improvvisate che sbucano dalle strade laterali nei pressi di via della Repubblica o dalle case popolari attorno a piazza della Liberazione. Tremila i figuranti, settemila tutti quelli che hanno partecipato.


Il carnevale di Civita Castellana [8]

Il carnevale di Civita Castellana


Un carnevale popolare, fatto soprattutto di lavoratori che per un giorno rovesciano i ruoli. Niente politica, però. Il clou sono madre naturale, Jack Sparrow e i segni zodiacali. C’è poi arlecchino, Peter pan, tribù di guerrieri, primitivi e poi chi è sceso in piazza per conto proprio vestito come gli pare e piace. C’è anche il carro delle fiabe che, a differenza delle favole, parla di persone. In carne e ossa che, ieri sera ha fatto del Clementino non più un ponte, tutto quanto transennato, ma un boulevard pieno zeppo di gente. L’ultima domenica di febbraio l’ouverture, il 4 e 5 marzo la chiusura. Martedì grasso, col rogo de o’ Puccio di cartapesta. Alto 3 metri a terminare la stagione passata.

Bellissimo e suggestivo. Un salto indietro nel tempo. Quando il popolo delle campagne e delle borgate tracciava i suoi sentieri. Con attorno un’aria di ribellione e liberazione. L’alcol, vino e birra, al carnevale di Civita vanno per la maggiore. Versati in bicchieri di plastica o direttamente in lattina, dai carri alle maschere che allungano le mani.


Il carnevale di Civita Castellana [9]

Il carnevale di Civita Castellana


Tre chilometri di percorso tra vie e strade che ricordano il passato, la resistenza e la città stalinista. Liberazione, repubblica e piazza Matteotti, al centro della città, dove i carri arrivano. Ci stanno pure un uomo e una donna vestiti come due soldati dell’Armata rossa, quelli che durante l’ultima guerra accerchiarono l’esercito italiano sul fiume Don in Russia. 

Ventuno i gruppi mascherati. I carri, come si conoscevano una volta, tendono ormai a scomparire. Un fiume in piena di persone che approda davanti al palazzo comunale neanche tanto alticci. I carabinieri sono tanti, almeno una trentina, e vengono un po’ da tutte le compagnie della provincia. Il carnevale di Civita è difficile da gestire. Spesso è finito in rissa. Qualche anno fa pesante. Ma tutto fila liscio. Soltanto qualche spintone alla fine, ma si è trattato di un caso isolato.


Il carnevale di Civita Castellana [10]

Il carnevale di Civita Castellana


Lungo via della Repubblica ci passa il treno, quello che da Viterbo porta a Roma nord, quartiere Flaminio. Ogni tanto infatti le sbarre vengono giù. E i militari dell’Arma, assieme agli uomini dell’associazione nazionale carabinieri e alla Polizia locale fanno cordone. Qualcuno cerca di passare, ma viene ributtato indietro. Niente di che. Passa la locomotiva del Cotral e tutto ricomincia da capo. La fiamma d’argento del cappello dei carabinieri, in alcuni casi, è coperta da una plastichina per evitare che qualche spruzzata di bomboletta possa raggiungerla.

E’ soprattutto una festa, e persino il tempo, ventoso e freddo all’inizio, è stato clemente. La musica sparata dai muri di casse, va da quarant’anni fa in avanti. A tratti è pura discoteca, con ragazzi e ragazze che ballano in piazza come al Cybor oppure ai Cigni. Un carnevale antico con più di 500 anni di storia alle spalle. Rinuncia ai carri e torna all’antico. La gente che muove dalle periferie, da dove tutto è partito, per conquistare, e rivendicare, di nuovo il centro cittadino.

Daniele Camilli


Articoli: Un uragano di carri, maschere e colori… [11]


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