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Milano - Maxiprocesso Hi Real - "Si è difeso per oltre due ore davanti ai giudici del tribunale di Milano", dicono i legali - Nove gli imputati, cinque dei quali viterbesi

Crac milionario, interrogatorio fiume per il titolare della copisteria del Paradiso

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L'avvocato Marco Valerio Mazzatosta

L’avvocato Marco Valerio Mazzatosta

L'avvocato Pietro Porri

L’avvocato Pietro Porri

Milano – Interrogatorio fiume di oltre due ore davanti ai giudici milanesi per Luca Fazi. Ha riposto a tutte le domande dell’accusa, il titolare della copisteria “Non solo copie” del Paradiso, a Viterbo.

L’artigiano, cinquantenne, clamorosamente arrestato il 16 gennaio 2018, nonostante abbia presto ottenuto i permessi lavorativi, è rimasto per un anno esatto ai domiciliari, nell’ambito del crac milionario della società immobiliare quotata in borsa Hi Real spa. 

“Un innocente, finito in mezzo a una vicenda giudiziaria di proporzioni internazionali solo per avere fatto il suo lavoro, fornire servizi a uno degli indagati, come fa ogni giorno con tutti i suoi clienti”, sostengono da sempre i difensori Pietro Porri e Marco Valerio Mazzatosta. 

Luca Fazi, accompagnato da entrambi i suoi legali, è comparso giovedì scorso, 30 gennaio, davanti ai giudici del collegio del tribunale di Milano dove nel giugno scorso ha preso il via il maxiprocesso a nove imputati. 

“Luca è stato sentito per due ore, durante le quali ha chiarito la sua posizione. Sottoposto a esame e controesame, è palesemente emerso che lui è completamente estraneo, solo un piccolo tipografo che ha svolto di volta in volta lavori su commissione per Franco Maria Mattioli, il quale per lui era semplicemente un cliente come tutti gli altri”, spiegano i difensori Mazzatosta e Porri. 

“Lo stesso presidente del collegio, al termine dell’esame dell’imputato, gli ha fatto un’ultima domanda, chiedendogli a bruciapelo chi fosse per lui Mattioli? Secondo noi un segnale che lo stesso magistrato ha capito l’assoluta innocenza del nostro assistito. Fazi gli ha risposto in maniera immediata e spontanea  che Mattioli, per lui, era ‘una persona con le sue capacità, come tanti altri'”. 

Per Fazi, dopo l’arresto, si mobilitarono decine di clienti, tappezzando di cuori la serranda della sua attività, in via della Caserma, cui per quattro mesi sono stati posti i sigilli. 

Su nove imputati del maxiprocesso in corso a Milano, tre finiti in carcere e sei ai domiciliari, ben cinque sono viterbesi. In carcere sono finiti il presidente del consiglio d’amministrazione della Hi Real Spa e l’ex promotore finanziario, Alberto Terzilli e Franco Maria Mattioli, entrambi viterbesi. Oltre al broker spezzino Marco Sturlese. Ai domiciliari i tre viterbesi Gianluca Palombo, Augusto Testa e Luca Fazi. Oltre a Francesco Paganucci, Alessandro Colamonici e Claudio Nunzio Pezzella.

Secondo l’accusa, avrebbero fatto parte, a vario titolo, di un’associazione a delinquere transnazionale finalizzata al riciclaggio di denaro, alla falsificazione di documenti, alla truffa, alla bancarotta fraudolenta e all’esercizio abusivo di attività finanziaria.

Silvana Cortignani

 


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10 febbraio, 2019

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