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Viterbo - Le proposte di intervento di Confagricoltura

“Crisi latte ovino, opportuno un incentivo per ettaro a favore degli allevatori”

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Confagricoltura Viterbo-Rieti - Il presidente Giuseppe Ferdinando Chiarini

Confagricoltura Viterbo-Rieti – Il presidente Giuseppe Ferdinando Chiarini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Confagricoltura Viterbo-Rieti intende esprimere la propria vicinanza agli allevatori ovini che in questi giorni hanno manifestato apertamente il loro malcontento, facendo proprie le giuste istanze e avanzando proposte di miglioramento del settore.

Il comparto interessa oltre 50mila allevamenti per circa 7,5 milioni di capi, il Lazio è la seconda regione per latte prodotto con più di 3mila allevamenti ovini e 750mila capi.

E’ evidente che la situazione particolarmente critica di queste ultime settimane rientra in una dinamica purtroppo ricorrente, che vede ripetersi, da alcuni anni, periodi di aumento alternati a periodi di cali, anche bruschi, delle quotazioni.

In questo momento, come confermano le cifre ufficiali diffuse dalla stessa Ismea i costi di produzione sono sistematicamente al di sotto dei prezzi alla produzione riconosciuti alla parte agricola, che sta operando in una situazione di deficit costi/ricavi.

Una situazione che dipende dai rapporti all’interno della filiera che, a parere dell’organizzazione degli imprenditori agricoli, vanno decisamente migliorati, ma anche da una errata programmazione, che ha spinto ad eccessi di produzione a fronte di un contenuto aumento dei consumi interni e, soprattutto, di una brusca frenata dell’export che nel 2018 è calato del 33,3 per cento in quantità.

Per Confagricoltura è quindi opportuno intervenire con una serie di misure per salvaguardare la filiera dell’allevamento ovino.

In particolare occorre in primo luogo prevedere forme di ristoro immediato della carenza di liquidità degli allevatori colpiti dalla crisi, con l’erogazione della domanda unica e delle misure agroambientali nei tempi corretti.

E’ opportuno progettare l’introduzione di un incentivo per ettaro a favore degli allevatori, finalizzato a migliorare la quantità e la qualità della produzione di proteine vegetali valorizzando erbai, prati e prati-pascoli.

Andrà poi valutata la possibilità di attivare ogni strumento di politica agricola nazionale e/o comunitaria per alleggerire il mercato dal surplus di prodotto, ritardandone l’immissione in commercio e valutando la possibilità di destinare parte del prodotto agli indigenti.

Va comunque rivista la modalità di programmazione delle produzioni a denominazione di origine, che deve essere realizzata in un quadro di completa trasparenza e conoscenza dei dati di produzione e commercializzazione, che vanno a loro volta costruiti con un sistema di tracciabilità. La programmazione dovrà essere realizzata in piena collaborazione tra trasformatori e allevatori e prevedendo anche obiettivi realistici, in linea con gli andamenti di mercato.

Al fine di ristabilire un rapporto leale tra gli operatori della filiera occorrerà poi valutare come migliorare le relazioni contrattuali e se ricorrono gli estremi per applicare la normativa nazionale sulle pratiche sleali (Legge n. 1/2012); in particolare, alla luce dei dati diffusi da Ismea, prendere in considerazione la possibilità di avviare una indagine per la vendita di prodotto agricolo palesemente sottocosto.

La crisi dell’export verificatasi nello scorso anno deve indurre, infine, a riposizionare le strategie di promozione incentivando maggiormente le azioni indirizzate a favorire le esportazioni di formaggio pecorino, inoltre andrebbe avviata una azione di valorizzazione del prodotto attraverso una collaborazione con la ristorazione in Italia ed all’estero.

Queste proposte di intervento vanno discusse al più presto all’interno del tavolo di filiera che deve vedere la partecipazione di tutte le componenti al fine di un completo coinvolgimento e di una reale condivisione delle strategie sugli obiettivi e sugli strumenti da adottare per una nuova politica a favore del comparto.

Confagricoltura Viterbo-Rieti


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19 febbraio, 2019

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