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Tribunale - Farnese - A processo per lesioni gravi il presunto aggressore - "Ora ti spezzo le gambe", avrebbe preannunciando alla vittima, armato di una mazza di legno

Criticato perché andava troppo veloce in auto, prende un ventenne a bastonate…

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Farnese – (sil.co.) – Picchiato con un bastone di legno usato a mo’ di clava solo perché la sera prima avrebbe detto al tabaccaio del paese: “Madonna quanto corre questo”.

Un commento sull’alta velocità alla guida di un compaesano, che avrebbe mandato su tutte le furie il diretto interessato e che sarebbe diventato il movente della “spedizione punitiva” che ha portato in tribunale, nelle vesti di presunta vittima e presunto carnefice, due giovani di Farnese. 

Presunta vittima un 26enne, che il 28 gennaio 2016 sarebbe stato affrontato da un coetaneo armato di una mazza di legno mentre stavo chiacchierando ai giardinetti con un gruppo di ragazzi più giovani. 

“E’ arrivato a bordo di una Panda blu vecchio tipo”, ha raccontato il 26enne, che si è costituito parte civile al processo in cui il presunto aggressore è imputato di lesioni gravi.

“Mi ha urlato ‘Cosa hai detto tu di me ieri sera? Ora ti faccio vedere io’ – ha proseguito – quindi mi ha colpito tra l’occhio e lo zigomo con due colpi sferrati con una mazza di legno, dicendo ‘Ora ti spezzo le gambe’. Sono riuscendo a fermarlo io, facendogli cadere il bastone per terra, al che è sopraggiunto un amico che mi ha minacciato’ vedrai la prossima volta che ti succede’”.

“La sera prima stavo dal tabaccaio a comprare le sigarette quando, mentre uscivo, è passato in auto a tutta velocità lungo la strada, dove c’era un bambino.  D’istinto ho detto ‘Madonna quanto corre questo’. Lui l’ha risaputo, si è arrabbiato e d è venuto a cercarmi”,  ha spiegato al giudice che chiedeva del movente. 

Fatto sta che giovane è finito al pronto soccorso da dove è stato dimesso con una prognosi superiore ai venti giorni, ma per l’amico del presunto aggressore, sentito come testimone della difesa, sarebbe stato lui a picchiare l’altro e non viceversa.

D’accordo solo sul movente. Avrebbe sentito l’imputato dire “Invece di andare a fare il grande in giro, dimmele in faccia le cose”, poi lo avrebbe visto raccogliere un bastone da terra. Ma la vittima avrebbe reagito: “Gli ha strappato la mazza dalle mani, gli ha dato quattro schiaffi, lo ha preso per i capelli, e gli ha sbattuto la testa sul muro. Eravamo presenti in otto persone, solo io sono intervenuto. L’imputato era immobilizzato sotto, se non li avessi separati, lo avrebbe massacrato”. 

Si torna in aula il 26 settembre. 

 

 

 

 


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19 febbraio, 2019

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