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Tarquinia - Lo scultore Mario Fabbri racconta l'emozione di aver omaggiato la squadra con una creazione che ricorda il 70esimo anniversario del disastro di Superga

“Da cuore granata, è stato emozionante donare al Torino una mia opera”

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Mario Fabbri consegna al direttore generale Antonio Comi la scultura dedicata al Torino

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Tarquinia - Lo scultore Mario Fabbri

Tarquinia – Lo scultore Mario Fabbri

Bebe Vio con la scultura di Mario Fabbri

Bebe Vio con la scultura di Mario Fabbri

La scultura di Valentino Rossi

La scultura di Valentino Rossi

Tarquinia - Lo scultore Mario Fabbri

Tarquinia – Lo scultore Mario Fabbri

Un giocatore di football

Un giocatore di football

Tarquinia – “Da cuore granata, donare al Torino una mia opera degli Invincibili è stato emozionante”. Mario Fabbri ancora non ci crede. Tarquiniese nato nel capoluogo sabaudo 47 anni fa, Mario lo scorso 27 gennaio, per la partita Torino-Inter, ha regalato alla squadra di cui è tifoso una sua scultura in legno per ricordare il 70esimo anniversario del disastro di Superga.

L’opera ritrae in primo piano il grande Torino schierato con il capitano Valentino Mazzola, in piedi, che tiene un mazzo di fiori. Sullo sfondo la Mole Antonelliana a sinistra e la basilica di Superga a destra.

La passione per la scultura in legno arriva da lontano. “A 14 anni – racconta –. Un giorno chiedo a mio nonno, che stava realizzando una scala, se avesse un pezzo di legno avanzato. Ci ho tirato fuori un giocatore di football americano”.

Autodidatta, Mario realizza molte altre opere. Usa solo un coltellino a scatto. I personaggi dello sport sono la fonte d’ispirazione. Poi decide di prendersi una lunga pausa. “Fino a quando nel 2013 trovo lavoro come proiezionista al cinema Etrusco – dice –. La sera in sala. La mattina nel mio laboratorio. In realtà il magazzino di casa”.

Nel 2016 regala ad Andrea Belotti una scultura che raffigura l’attaccante in azione. “Poi un anno fa, a gennaio, mi chiama il proprietario di un’azienda che produce mazze da golf – dichiara –. Aveva visto le foto di alcune mie opere e mi commissiona delle creazioni per abbellire uno stand, che viene allestito in occasione di eventi internazionali”.

Pochi mesi dopo l’omaggio a Bebe Vio, la campionessa paraolimpica di scherma. “Chiamo la federazione – afferma –. Dall’altra parte del telefono trovo una persona entusiasta della mia idea e mi dà il numero del papà di Bebe. Organizza l’incontro a Pisa. E lì le dono la mia scultura”.

Il lavoro di Mario attira anche l’attenzione di Stefano Venneri, speaker ufficiale del Torino. “Mette un like alla foto di una mia opera su Instagram – aggiunge -. Prendo coraggio e lo contatto. All’inizio non ricevo risposta. Ci riprovo e gli parlo della mia idea di realizzare una scultura dedicata al grande Torino. Gli invio delle immagini e rimane colpito. Il 6 novembre, giorno del mio compleanno, ricevo un invito ufficiale per andare a vedere una partita e consegnare la scultura alla dirigenza”.

Il resto è storia di pochi giorni fa. Il futuro potrebbe riservare nuove belle sorprese. “Sto realizzando altre sculture con i personaggi del Torino che, forse – conclude –, saranno esposte in una mostra al Filadeflia a tarda primavera”.

Daniele Aiello Belardinelli


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14 febbraio, 2019

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