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Viterbo - Comune - Erbetti (M5s) e le incongruenze del piano del commercio ancora in alto mare - Micci (Lega): "La priorità è il centro storico"

“Dopo le 22 niente gelato in centro ma si potrà andare al sexy shop…”

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Massimo Erbetti (M5s)

Massimo Erbetti (M5s)

Andrea Micci

Andrea Micci

Viterbo – Piano del commercio, ancora nulla di fatto. Dopo la sospensione della scorsa settimana, ieri la seduta doveva essere dedicata interamente all’approvazione del documento, ma all’articolo 11, quando ormai era mezzanotte e mezza la seduta è stata sospesa. Se ne riparla la prossima settimana. Ma il via libera nasconde più insidie del previsto. Toni accesi ieri tra maggioranza e opposizione, ma pure nel centrodestra c’è chi ha qualche dubbio.

Intanto Andrea Micci (Lega) ritiene doverosa l’approvazione del piano. “Uno strumento verso il quale mi sento di esprimere e, quindi, confermare la mia posizione assolutamente favorevole – dice Micci – senza regole, certe e definite, è, infatti, impossibile immaginare ulteriori e successive azioni finalizzate a un rilancio reale del centro storico. E, proprio su questo, mi preme ricordare che non basterà, a tal fine, aver stabilito delle regole a tutela del buon commercio.

La città dentro le mura è un sistema di dimensioni differenti che si intersecano tra loro. Pertanto, accanto agli incentivi al commercio, ritengo sarà altrettanto fondamentale prevedere delle misure di “incoraggiamento” per chi deciderà di tornare a vivere nel centro storico”.

Incentivando le persone: “Bisogna  iniziare a pensare seriamente a come invertire tale tendenza: prevedere accanto agli incentivi destinati a tutte quelle attività che decideranno di aprire o trasferirsi all’interno della cinta muraria, anche misure per rendere più attrattivo abitare in centro.

E in proposito credo sarà utile capire anche quali sono le conclusioni dell’assessorato competente, potendo contare su un apposito ufficio che segue da vicino il centro storico ed è quindi in grado di tracciare un quadro aderente alle realtà, per quanto riguarda problematiche, bisogni, soluzioni. È essenziale comprendere, a mio avviso, che il ritorno dei residenti è un obiettivo di primario interesse”.

Critico, invece, il Movimento 5 stelle: “Un regolamento proposto dalla maggioranza come un viatico per il rilancio del commercio ma che presenta numerose lacune ed è soggetto ad ambigue interpretazioni – osserva Massimo Erbetti (M5s) – ieri il consiglio si è soffermato a discutere del “Capo II” nel quale si tratta in particolare del centro storico e delle zone di tutela speciali.

Il regolamento nelle premesse si propone di fare da volano per l’economia del centro ma, in realtà, di propositivo non ha proprio nulla. Prevede infatti, quasi esclusivamente restrizioni; paletti e contingentazioni delle licenze. Di incentivi economici si parla solo in termini di eventuali e remote possibilità. Niente di concreto, in quanto non ci sono al momento fondi destinabili specificatamente a questo argomento. Belle promesse, insomma”.

Erbetti mette in evidenza le superficialità: “Un esempio per tutti è l’impossibilità di aprire una gelateria nel quartiere di San Pellegrino . Niente licenza per due anni, almeno. A meno che, chi volesse proprio investire in questo tipo di attività non si impegni ad aprire sia di mattina che di pomeriggio, ma attenzione: la sera a letto presto. Alle 22,00 massimo si deve abbassare la serranda, per cui viterbesi dimenticatevi un gelato ristoratore nelle calde sere d’estate.

Cioè bisogna trovare un imprenditore disposto ad aprire una gelateria le mattine di Novembre ma a chiudere alle 22.00 nei mesi estivi ! Avremo sicuramente la fila per chiedere licenze di questo tipo. Lo stesso vale per tutte le altre attività alimentari di tipo artigianale. Tutte.
Ed ancora si prevede un orario limitato di apertura serale per i bar ma non vale lo stesso principio per i ristoranti o le altre categorie di somministrazione di alimenti e bevande . No, solo per i bar!

Pertanto ci si potrà goliardicamente ubriacare in locali alterni: uno si ed uno no. Basterà leggere l’insegna e decidere.  Si fanno, poi, restrizioni orarie per i superalcolici. Non per gli alcolici in genere. Forse chi ha redatto il piano non sa che normativamente la differenza esiste.

Per non parlare del divieto di aprire un “Money Change” al centro. Ancora si capisce che non si ha contezza di quel che si scrive. Il money change è una attività di cambiavalute, si trova in tutte le città turistiche del mondo. Perché vietarla? Forse perché il nome somiglia tanto ai “money transfer”,che pare non incontrino la simpatia della giunta?

Si potrà, invece, aprire liberamente un sexy shop o un Centro Massaggi anche a piazza San Lorenzo, o magari in Via Santa Rosa, si può dire di tutto a questa maggioranza ma, sicuramente, non la si può accusare di essere bigotta.

Con un certo disappunto abbiamo sentito in aula una consigliera di maggioranza affermare a gran voce che “In centro ci abitano solo quattro poveri vecchietti”. Viene da pensare che si sia smarrito il senso dell’appartenenza alla stessa città.

Infine: sottolineando che anche fra i membri della maggioranza c’è chi si è finalmente accorto che votando questo piano del commercio si rischia di “creare un mostro”, non ci resta che fare una considerazione : se volete gustarvi un bel gelato dopo cena a san pellegrino portatevi da casa sciroppi e zucchero… e aspettare che nevichi ad agosto”.

 

 


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1 febbraio, 2019

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