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Giallo di Ronciglione - Chi l'ha visto: "Il 30enne è stato denunciato per molestie e maltrattamenti, ha subito un processo ed è stato assolto perché il fatto non sussiste"

La ex di Andrea Landolfi: “Mi ha picchiata, tirato i capelli e riempita di morsi”

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Andrea Landolfi

Andrea Landolfi

Il Giallo di Ronciglione a Chi l'ha visto

Il Giallo di Ronciglione a Chi l’ha visto

Andrea Landolfi

Andrea Landolfi

Giallo di Ronciglione - L'avvocato Luca Cococcia a Chi l'ha visto?

Giallo di Ronciglione – L’avvocato Luca Cococcia a Chi l’ha visto?

Ronciglione – “Andrea Landolfi è stato denunciato da un’ex fidanzata per molestie e maltrattamenti. Ha subito un processo dal quale è stato assolto perché il fatto non sussiste. La sentenza è arrivata nei giorni in cui stava cominciando la storia tra lui e Sestina”. Lo riporta Chi l’ha visto?, che è tornata a occuparsi della morte di Maria Sestina Arcuri. La 25enne è deceduta dopo essere caduta dalle scale della casa di Ronciglione della nonna del fidanzato: Andrea Landolfi Cudia, 30 anni, indagato per omicidio dalla procura di Viterbo.

Nel servizio la giornalista Paola Grauso racconta: “La ragazza (un’ex fidanzata di Landolfi Cudia, ndr) denuncia che ai tempi in cui erano insieme Andrea aveva difficoltà a gestire la sua aggressività rendendosi protagonista di numerose risse. Spesso aveva sbalzi di umore, scoppi d’ira e minacciava di suicidarsi. La tempestava di messaggi fino a non farla dormire di notte. Per questo lei aveva deciso di sostenerlo, sperando che insieme avrebbero superato tutto”.

Il racconto prosegue: “La ex fidanzata dichiara che con lei Andrea era controllante e possessivo e a volte per strada, se qualcuno la guardava, la insultava con frasi del tipo: ‘Mi fai schifo’. Oppure: ‘Te lo sei guardato bene il gelataio?’. Una volta, racconta la ragazza, in un pub aveva aggredito un ragazzo per futili motivi, sferrandogli un pugno in faccia, facendolo cadere a terra e facendogli saltare un dente. Un’altra volta, nel pub di Ronciglione, accade che lei canta al karaoke ‘La Notte’ di Arisa. Lui è molto ubriaco e, usciti dal locale, le ordina di continuare a cantare mentre prende a pugni le serrande dei negozi. Infine, si sdraia a terra in lacrime. Lei riesce a convincerlo a tornare a casa dei nonni dove sono ospiti, ma lui nei giorni seguenti continua a mettere quella canzone a ripetizione sul cellulare”.

Il servizio continua: “Secondo la ragazza, quando era nervoso, Andrea prendeva qualsiasi oggetto trovasse e lo spaccava in terra o contro il muro. Un giorno, mentre lei cerca di fermarlo, lui la aggredisce fisicamente schiaffeggiandola ripetutamente, tirandole i capelli, strappandole intere ciocche e mordendole il naso fino a ferirla. La ragazza a questo punto va al pronto soccorso ma per non mettere in difficoltà il suo fidanzato, come spesso accade, racconta di essere caduta. A questo punto Andrea le chiede scusa e le promette di farsi aiutare, ma poi non prosegue le cure e accade di nuovo”.

E ancora: “Un giorno, di nuovo ubriaco, Andrea aggredisce la ragazza a calci e pugni e infastidito dal suo pianto la insegue e la colpisce con forza alla schiena. La ragazza riesce a scappare dalla madre, dove rimane alcuni giorni e dove lui la raggiunge in lacrime chiedendole di essere perdonato. ‘Sono una merda – dice -, ma tu sei la mia vita’. La ragazza torna con lui, ma la situazione non cambia. Percosse, furiose liti, riconciliazioni. La ragazza vive in uno stato di terrore, finché non si rifugia definitivamente dalla madre, prende contatto con un centro antiviolenza e sporge denuncia”.

Infine: “Nei mesi successivi Andrea non si arrende e la supplica ti tornare con lui. Lei decide di darle un’ultima possibilità e accoglie la richiesta di Andrea di ritirare la denuncia. Questo tipo di procedimento penale, però, non può essere fermato e procede d’ufficio. Dopo tre anni si celebra il processo, mentre nel frattempo i due fidanzati si sono definitivamente lasciati. La sentenza di assoluzione per Andrea arriva proprio nei giorni in cui sta cominciando la storia tra lui e Sestina”.

La giornalista di Chi l’ha visto?, Paola Grauso, interpella sul caso anche l’avvocato Luca Cococcia, difensore di Landolfi Cudia. “Andrea è stato assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste – sottolinea il legale -. Significa che dalla denuncia fatta e dalle risultanze istruttorie e dibattimentali non è emerso che quel fatto si sia concretizzato. Per cui, non esiste. Chi ha fatto la denuncia, probabilmente, ha avuto una percezione differente di quello che è la realtà. Quello che conta è la sentenza, non le cose raccontate da un’eventuale persona offesa. La persona offesa denuncia, i tribunali decidono. L’assoluzione è qualcosa di tombale”.


Multimedia: Fotocronaca: Il sopralluogo dei Ris – I Ris di nuovo nella casa della tragedia – I Ris nella casa della tragedia – Video1 – Video2


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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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22 febbraio, 2019

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