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Nepi - Il direttivo sezione Anpi “Emilio Sugoni” all'incontro di commemorazione delle vittime come svolgimento del Giorno della Memoria del 27 gennaio

“La Memoria della Shoah diventi un insegnamento per il presente”

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Nepi - Piazza del comune

Nepi – Piazza del comune

Nepi – Riceviamo e pubblichiamo – Nella mattinata di mercoledì 6 febbraio a Nepi presso il palazzetto comunale si è svolto un incontro di commemorazione delle vittime della Shoah, come svolgimento del Giorno della Memoria del 27 gennaio.

Questa celebrazione è stato istituita con legge n.211/2000, il 27 gennaio – giorno della liberazione dei sopravvissuti dal campo di sterminio di Auschwitz nel 1945.

L’incontro è stato promosso dalla sezione Anpi “Emilio Sugoni” di Nepi in collaborazione con l’istituto scolastico e il Comune di Nepi.
 All’incontro sono intervenuti Giocondo Gregori presidente della sezione Anpi, Elisa Casillo vicepreside dell’Istituto d’istruzione superiore “Umberto Midossi”, Susanna Burdese assessora ai servizi sociali del Comune di Nepi in rappresentanza del sindaco, Antonella Litta del comitato provinciale dell’Anpi, il vescovo della diocesi di Civita Castellana mons. Romano Rossi, il responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo.

Gli studenti dei licei, linguistico e scientifico dell’Istituto d’Istruzione superiore-ISS “Umberto Midossi” hanno seguito in modo attento e commosso i vari interventi.

A conclusione dell’incontro il docente della scuola Carlo Santerno ha illustrato i contenuti e poi eseguito, accompagnandosi con la chitarra, la canzone “Auschwitz” di Francesco Guccini.

Da tutti gli interventi l’impegno perché la Memoria della Shoah diventi un insegnamento per il presente perché l’orrore di quanto accaduto non abbia più a ripetersi.
 
“L’esperienza di cui siamo portatori noi superstiti dei Lager nazisti e’estranea alle nuove generazioni dell’Occidente, e sempre più estranea si va facendo a mano a mano che passano gli anni (…).
Per noi, parlare con i giovani è sempre più difficile. Lo percepiamo come un dovere, ed insieme come un rischio: il rischio di apparire anacronistici,di non essere ascoltati. Dobbiamo essere ascoltati: al di sopra delle nostre esperienze individuali, siamo stati collettivamente testimoni di un evento fondamentale ed inaspettato, fondamentale appunto perché inaspettato, non previsto da nessuno. E’ avvenuto contro ogni previsione; e’ avvenuto in Europa; incredibilmente, e’ avvenuto che un intero popolo civile, appena uscito dalla fervida fioritura culturale di Weimar, seguisse un istrione la cui figura oggi muove al riso; eppure Adolf Hitler e’ stato obbedito ed osannato fino alla catastrofe. E’ avvenuto, quindi può accadere di nuovo:questo e’ il nocciolo di quanto abbiamo da dire” . Primo Levi
scrittore,deportato e sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz

Direttivo sezione Anpi “Emilio Sugoni”


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7 febbraio, 2019

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