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Agricoltura - Il presidente Zingaretti: "Colpire chi produce crimini farà bene all'economia di tutto il Lazio"

La regione approva la proposta di legge contro il caporalato

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Viterbo - Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Contrastare il caporalato in agricoltura agendo “a monte” del sistema di sfruttamento. Questo l’obiettivo della proposta di legge regionale sul ‘contrasto ed emersione del lavoro non regolare in agricoltura’ votata dalla giunta Zingaretti.

Quattro gli ambiti principali di intervento.

Traporti gratuiti, da e per i campi, per evitare la prima occasione di contatto e ingaggio tra caporali e manodopera. 

Elenchi di prenotazione: istituire presso i centri per l’impiego regionali elenchi di braccianti ai quali le aziende agricole possono far riferimento. In questo modo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro diventa trasparente e sarà definita anche tramite un sistema informatico dedicato.

Indici di congruità: individuare criteri oggettivi che definiscono il fabbisogno di manodopera di ogni impresa in base a dimensione e tipo di produzione. Gli indici dovranno essere elaborati di concerto con le organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative del comparto e grazie alla collaborazione con università e organi ispettivi competenti. Si tratta di uno strumento innovativo per il contrasto del lavoro nero che garantisce la corretta concorrenza nel mercato agricolo.

Mediatori culturali multilingua, per affiancare i braccianti stranieri nelle procedure burocratiche e nei rapporti con i servizi e le istituzioni.

“Vogliamo sconfiggere il caporalato – spiega il presidente della regione, Nicola Zingaretti – e per farlo mettiamo in campo delle regole per prevenire l’illegalità di questo fenomeno che sempre più spesso produce schiavismo. Dobbiamo rendere questo lavoro più trasparente, creando le premesse per una facile individuazione delle irregolarità, per aiutare un corretto incontro tra domanda e offerta e per sostenere le aziende sane. Altrimenti si determina un damping sociale perché quando si abbassano la dignità e la qualità del lavoro sono sempre le fasce sociali più deboli a pagarne il prezzo. Invece, colpire chi produce crimini è un elemento che farà bene all’economia di tutto il Lazio”.

“I lavoratori in nero individuati nel Lazio sono un quarto del totale che si registra a livello nazionale – ricorda l’assessore al Lavoro e Nuovi diritti, Claudio Di Berardino –  questo significa che nel nostro territorio sono oltre 10mila le persone sfruttate, che lavorano senza regole e senza diritti. È una battaglia di civiltà quella che stiamo compiendo, iniziata mesi fa e che ha portato, l’8 gennaio di quest’ano, alla firma di un protocollo d’intesa con sindacati e parti datoriali. Tra gli obiettivi di quell’intesa vi era proprio l’emanazione di una legge regionale, alla quale contiamo di arrivare col contributo di tutti gli attori del settore”.

“Una proposta di legge importante – dichiara l’assessore all’Agricoltura, Enrica Onorati – per contrastare il caporalato con risorse economiche e regole certe, che garantiscono la qualità del lavoro, dei prodotti e delle imprese, permettendo inoltre di analizzare il fenomeno del lavoro in agricoltura, del costo del lavoro e del mercato dei prezzi dei prodotti agricoli, attraverso un Osservatorio regionale dedicato. Auspico che così come previsto nella proposta, possa trovare uno spazio il tema fondamentale della formazione in agricoltura, che eleva il lavoro, riconoscendo le maestranze e mettendole a beneficio del settore e della qualità dei percorsi lavorativi. Garantire un lavoro regolare e di qualità deve anche significare produrre prodotti agricoli sicuri, di qualità e con il giusto prezzo”.

Presidenza regione Lazio


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2 febbraio, 2019

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