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Viterbo - Le organizzazioni sindacali dopo l’assemblea del personale docente e Ata

“La scuola ha bisogno di unità e di sviluppo”

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Viterbo - La scuola Pietro Egidi

Viterbo – La scuola Pietro Egidi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’assemblea del personale docente e Ata, promossa da Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola e Fgu Gilda Unams della provincia di Viterbo, riunita il 7 febbraio all’Ic Egidi di Viterbo, dopo ampio e partecipato dibattito, preso atto delle proposte volte all’attivazione di particolari forme di autonomia da parte delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, avanzate ai sensi dell’art. 116, comma 3 della Costituzione, così come riformata dalla legge costitu-zione n. 3/2001; 

degli accordi preliminari già stipulati tra le Regioni sopra individuate e il governo Gentiloni, ai fini della concreta realizzazione di un’autonomia differenziata a favore delle predette, denuncia i pericoli di disgregazione dell’unità culturale del Paese, quale elemento fondante della sua identità e determinante della sua capacità competitiva, con le conseguenze che potranno determinarsi anche sulla tenuta politica ed istituzio-nale dell’Italia. 

L’attuazione dell’autonomia differenziata e l’attribuzione alle regioni delle necessarie risorse economiche attraverso lo storno di quota parte del gettito fiscale, congiunta alla mancata applicazione della legge 42/09, concernente i fondi di perequazione territoriale, a garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni relativi ai di-ritti civili e sociali; 

la possibilità, prevista dagli accordi preliminari stipulati con incomprensibile fretta alla vigilia delle elezioni del marzo 2018, di costituire fondi regionali per l’integrazione degli organici, con l’inevitabile formazione di rap-porti di lavoro differenziati tra ruoli statali e regionali, con imprevedibili sviluppi successivi nella struttura dei rapporti di lavoro; 

la possibilità di costituire fondi regionali autonomi per l’edilizia scolastica; 

delineano uno scenario di forte differenziazione in campo educativo, destinato ad allargare ulteriormente il divario che già oggi si registra in questo settore.

Già, oggi, difatti, accanto al Paese a due velocità in campo economico, registriamo un gap educativo tra zone ricche e zone svantaggiate. I principi fondamentali della nostra Costituzione e le ragioni di coesione e solidarietà che presiedono all’unità nazionale militano contro l’attuazione di provvedimenti di segno così chiaramente regressivo. 

La scuola e il Paese hanno bisogno di altro che l’adozione di forme di autonomia differenziata. Hanno piuttosto necessità di unità e di sviluppo, di valorizzazione del sistema educativo, che costituisce l’ossatura stessa del Paese e la pietra angolare sulla quale poggia la sua capacità competitiva, nelle moderne economie fondate sulla conoscenza. 

Occorre, quindi una politica volta alla definitiva stabilizzazione di quanti, ancora oggi, intrattengono un rapporto precario con l’amministrazione scolastica; la revisione legislativa della legge 107/2015, un provvedimento che la scuola ha rifiutato e rifiuta ancora oggi con forza; la valorizzazione della comunità educante, anche attraverso la revisione normativa e il rilancio politico e funzionale degli organi collegiali. 

L’assemblea impegna le organizzazioni sindacali del comparto alla vigilanza, alla sensibilizzazione della categoria, dell’opinione pubblica e della politica sui temi indicati, con l’avvio di una campagna di assemblee nelle scuole e con il ricorso alle ne-cessarie forme di mobilitazione.

Brunella Marconi


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7 febbraio, 2019

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