Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - I pastori della Tuscia al piazzale del Riello - A centinaia hanno partecipato alla protesta - FOTO E VIDEO

“Siamo massacrati dalle tasse, dallo stato, dai caseifici…”

di Maurizia Marcoaldi
Condividi la notizia:


Viterbo - La protesta dei pastori sul prezzo del latte

Viterbo – La protesta dei pastori sul prezzo del latte

Viterbo - La protesta dei pastori sul prezzo del latte

Viterbo – La protesta dei pastori sul prezzo del latte

Viterbo - La protesta dei pastori sul prezzo del latte

Viterbo – La protesta dei pastori sul prezzo del latte

Viterbo - La protesta dei pastori sul prezzo del latte

Viterbo – La protesta dei pastori sul prezzo del latte

Viterbo - La protesta dei pastori sul prezzo del latte

Viterbo – La protesta dei pastori sul prezzo del latte

Viterbo – “Il latte almeno a un euro più iva e gli agnelli quattro euro al chilo”. Sono in tanti nel piazzale del Riello, accanto a quello dei pullman. I pastori della Tuscia e non solo si sono dati appuntamento per protestare per il prezzo del latte troppo basso. Oltre duecento le persone che hanno partecipato. 

Un immenso piazzale bianco. Questo è quello che saltava agli occhi passando per il Riello dopo mezzogiorno. Litri e litri di latte versati a terra. La protesta dei pastori, che nelle settimane scorse ha percorso tutta l’Italia, è arrivata anche a Viterbo.

“Piove, c’è sole o nevica siamo sempre a mungere e a lavorare. Ci alziamo presto la mattina, attacchiamo alle quattro a mungere. Lavoriamo fino alle otto di sera e uno non può stare neanche con la famiglia”. A parlare sono i pastori di Blera. Tra loro tanti ragazzi giovani che hanno scelto questo mestiere da poco ma che ci credono fino in fondo. 

“Il prodotto è sottovalutato, deve essere pagato un euro più iva per rientrarci con le spese. Altrimenti si chiude tutto. Gli agnelli poi poi sono sottopagati, due euro e cinquanta al chilo non va bene. Minimo dovrebbero essere pagati quattro euro al chilo – dicono i pastori di Blera –  Lo portassero da fuori il latte e poi vediamo”.

Pastori con le loro famiglie, cittadini e anche politici. A mancare l’assessore all’agricoltura. Tra le presenze invece il sindaco Giovanni Arena, c’è il senatore Umberto Fusco, il deputato Mauro Rotelli e poi anche il presidente del consiglio comunale Stefano Evangelista e il consigliere Andrea Micci. Tutti nel piazzale. 

Ma i protagonisti sono loro i pastori. Prima i preparativi: si scaricano i contenitori di latte e si dispongono in fila uno accanto all’altro. Arrivano anche i trattori con gli agnelli e le pecore. Ci sono i megafoni e anche i campanacci. Tutto per far sentire più alta la voce della protesta. Dall’alto poi, sul cavalcavia, vengono appesi i primi striscioni. “La nostra dignità vale almeno 1 euro più iva”, si legge in uno. A sventolare tante bandiere con i quattro mori, quelle della Sardegna. 

Da lì erano partite le proteste, ma il problema è di tutti. “Questo è un mestiere di grande fatica che purtroppo è sottopagato e quindi non dà dignità di vita alle famiglie dei pastori e neanche al pastore che si alza prestissimo la mattina per andare a mungere le pecore. Siamo massacrati dalle tasse e da uno stato che non rende giustizia”, a parlare sono i ragazzi, perché tutti veramente giovanissimi, dei castelli Romani. Vengono dalla capitale e dicono che non si fermeranno finché il prezzo non arriverà almeno a un euro per litro. Sono disposti a scendere in tutte le piazze possibili, a macinare chilometri. Sono venuti fin qua per far sentire la loro voce e la loro rabbia la scrivono anche sulle lenzuola con bombolette spray.

 



Il momento clou è comunque poco prima di mezzogiorno. L’avvisaglia è il rumore dei contenitori. Sono tutti in fila i pastori. Parte il suono, tutti agitano i contenitori o li scuotono per fare rumore. Il primo rovescia il contenitore e lascia cadere a terra il latte. Da lì è una catena. Uno dietro l’altro gettano a terra il frutto del loro lavoro. In pochi secondi il piazzale è completamento bianco. Salgono le urla e i commenti di rabbia.

Qualcuno poi si fa forza, prende il megafono e si piazza al centro della grande macchia bianca.

“Ci hanno portato a queste condizioni, siamo stati abbandonati da tutti. Sono dieci o quindici anni che stiamo vendendo il latte sottocosto. Non è giusto per il capitale che i pastori investono: animali, terreni, macchinari. Il latte non deve andare sotto un euro più iva. Bisogna resistere”. A parlare è un pastore. E tutti si sono radunati intorno lui per applaudire e fargli forza.

“Quando noi abbiamo prodotto il latte lo dobbiamo vendere per forza. Dopo 48 ore il latte si butta, il caseificio capisce questa situazione e ne approfitta – continua il portavoce con il megafono -. Il latte lo dovrebbe vendere un soggetto solo, il consorzio. In tutta Italia il latte deve passare tramite un consorzio”. 

C’è chi urla da dietro “Ci prendono per il collo”  e qualcun altro gli fa eco “Siamo abbandonati”. La protesta non si ferma: “Neanche le associazioni di categoria ci difendono”. 

Organizzata anche una raccolta firme perché – spiegano alcuni pastori – “Ci stiamo identificando come gruppo spontaneo di allevatori e non vogliamo essere rappresentati da gruppi politici o da associazioni di categoria. Ci piacerebbe che al tavolo di filiera ci fosse una rappresentanza di allevatori”.

Anche il sindaco Giovanni Arena è in piazza. “E’ un dovere istituzionale stare vicino a coloro che creano economia. Il nostro non è solo un gesto di solidarietà, ma anche un scendere accanto a loro per cercare di ottenere quel prezzo che gli consenta di avere un minimo di reddito nella loro faticosissima attività”. 


Multimedia: Fotocronaca – I pastori della Tuscia protestano – I pastori versano il latte in strada – video


Nei giorni scorsi un tavolo nazionale, tra governo, pastori e associazioni di settore, era stato convocato al Viminale. Trattativa però tutta in salita. I lavori sono stati sospesi per essere di nuovo convocati questa mattina in Sardegna, in concomitanza della visita del ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio.

E sulla proposta del governo di stanziare 44 milioni di euro, per il ritiro di 67 mila quintali di forme di formaggio in eccedenza sul mercato, il sindaco dice: “Potrebbe essere una soluzione però tampone. Tra un’elezione e l’altra ci sono interventi che possono momentaneamente dare un minimo di soddisfazione. Però dovrebbero essere le regioni che si devono impegnare a riconoscere un prezzo maggiore, non può essere un intervento statale a cambiare le cose”.

Secondo questa possibilità il Viminale dovrebbe mettere a disposizione 14 milioni di euro, il Mipaaft (ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo) 10 milioni, la regione Sardegna altri 10 e i restanti 10 il banco di Sardegna. L’aumento del prezzo del latte ovino proposto rimarrebbe di 70 centesimi al litro, con l’auspicio che con il ritiro delle forme di pecorino in eccedenza entro tre, quattro mesi il listino si alzi a un euro. Un risultato però, con questa soluzione, non sarebbe immediato, ci potrebbe volere qualche mese.

E i pastori non vogliono aspettare. Oggi la loro rabbia ha scosso anche Viterbo. In tanti, troppi in piazza a versare il latte. Una distesa bianca. 

Maurizia Marcoaldi


Condividi la notizia:
16 febbraio, 2019

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR